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Paolo Cottrau

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Paolo Cottrau
NascitaNapoli, Due Sicilie (bandiera) Regno delle Due Sicilie, 28 ottobre 1837
MorteRoma, Italia (bandiera) Italia, 23 febbraio 1896
Luogo di sepolturaCimitero monumentale di Poggioreale, Napoli[1]
Dati militari
Paese servitoDue Sicilie (bandiera) Regno delle Due Sicilie
Regno di Sardegna (bandiera) Regno di Sardegna
Italia (bandiera) Italia
Forza armata Real Marina del Regno delle Due Sicilie (?-1860)
Marina del Regno di Sardegna (1860-1861)
Regia Marina (1861-1896)
GradoViceammiraglio
Battaglie
Decorazioni Medaglia d'argento al valor militare (1861)
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Paolo Cottrau (Napoli, 28 ottobre 1837Roma, 23 febbraio 1896) è stato un ammiraglio italiano di origini francesi.

Nacque a Napoli, nel Regno delle Due Sicilie, il 28 ottobre 1837 dall'editore e compositore francese Guglielmo Cottrau e Giovanna Cirillo, figlia di Domenico Cirillo nella nobile famiglia Cottrau, di origini alsaziane; aveva altri tre fratelli, ovvero Alfredo, Teodoro e Giulio, ed era inoltre nipote del viceammiraglio Napoleone Scrugli, zio da parte di madre in quanto marito di Teresa Cirillo, sorella di Giovanna.[2]

Si arruolò nella Real Marina borbonica, raggiungendo il grado di guardiamarina nel 1853 e sottotenente di vascello nel 1859, unendosi poi alla Marina sabauda nel 1860 dopo le prime vittorie di Giuseppe Garibaldi. Partecipò all'assedio di Gaeta sul vascello Re Galantuomo, ottenendo una medaglia d'argento.[2]

Promosso capitano di fregata l'8 dicembre 1867, si distinse come studioso di problemi d'artiglieria e venne chiamato a dirigere una nuova sezione apposita, confluita nel 1874 nella Direzione generale di artiglieria e torpedini, affidata all'ammiraglio Augusto Albini (Cottrau rimase a dirigere la sezione dedicata all'artiglieria), che lo stimò profondamente.[2] Partecipò a diversi esperimenti presso il balipedio di Viareggio, pubblicando almeno due relazioni sulla Rivista Marittima[2], oltre che presso il balipedio di La Spezia.[3]

Nel 1887 fu promosso al grado di contrammiraglio e poi viceammiraglio, assumendo la direzione generale di artiglieria e armamenti col compito di studiare l'applicazione e lo sviluppo di nuove armi di offesa subacquea.[2]

Morì a Roma nella notte tra 23 e 24 febbraio 1896 in seguito ad una malattia cardiaca complicata da polmonite[4] e nefrite.[5] I funerali militari si tennero il 24 febbraio a Roma e la salma, traslata al cimitero del Verano[4], fu poi sepolta presso il cimitero monumentale di Poggioreale a Napoli.

Nel 1921 gli è stato intitolato il balipedio di La Spezia.[6]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Per essersi distinto durante il blocco e l'assedio della fortezza di Gaeta»
— 19 maggio 1861[7]
  1. ^ Monumento funebre Paolo Cottrau, su catalogo.beniculturali.it, Istituto centrale per il catalogo e la documentazione. URL consultato il 5 giugno 2025.
  2. ^ a b c d e Walter Polastro, COTTRAU, Paolo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 30, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1984. URL consultato il 5 giugno 2025.
  3. ^ Marco Santarini, La letalità dei proiettili tattici sparati dai cannoni da 381/50 Ansaldo-OTO delle RR.NN. Classe "Littorio" (PDF), in Bollettino d'archivio dell'Ufficio storico della Marina Militare, Anno XXXIII, 2019. URL consultato il 5 giugno 2025.
  4. ^ a b Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 24 febbraio 1896, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/1896/02/24/45/sg/pdf.
  5. ^ La vita e le attività di Alfredo Cottrau - La famiglia Cottrau (PDF), su expo.fsfi.it. URL consultato il 5 giugno 2025.
  6. ^ Regio decreto 20 marzo 1921, n. 352, in materia di "Che assegna rispettivamente il nome di «Balipedio Paolo Cottrau» e «Balipedio Gregorio Ronca» ai balipedi della R. marina situati nella località la Castagna, presso Spezia ed a Viareggio."
  7. ^ Decorati della Marina al valor militare durante l'assedio ed il blocco navale della piazza di Gaeta dal 19 gennaio al 13 febbraio 1861, su digilander.libero.it. URL consultato il 5 giugno 2025.

Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN88670090 · ISNI (EN0000 0000 6243 0859 · SBN CUBV048980 · BAV 495/170196