Paolo Bargiggia

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Gian Paolo Bargiggia (Pavia, 3 novembre 1962) è un giornalista e conduttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in scienze politiche all'Università degli Studi di Pavia, nel 1986, collabora per un anno con il quotidiano locale «La Provincia Pavese». Nel 1989 approda come collaboratore alla redazione milanese del «Corriere dello Sport - Stadio», occupandosi di calciomercato relativo alla Serie B e alla Serie C; quindi, nel 1992, diviene giornalista professionista e si occupa quasi subito di fantacalcio, principalmente delle squadre milanesi, e di calciomercato.

Nel 1994 approda alla redazione Sport Mediaset, dove continua a occuparsi di calcio come inviato, curatore e conduttore di trasmissioni sportive, e di speciali sul calciomercato; poi, nel 2006, gli viene affidata la conduzione di Domenica Stadio, trasmissione in onda su Italia 1 che si occupa delle interviste dagli spogliatoi a conclusione delle partite di Serie A.

Dal mese di settembre 2009 conduce sul digitale terrestre di Mediaset Premium Pressing Champions League, e il settimanale dell'Europa League su Rete 4; sempre su Mediaset Premium, dal 14 maggio 2012 partecipa alla trasmissione Calciomercato come esperto di mercato.

Vicino al movimento di matrice neofascista CasaPound, dal 5 settembre 2017 all'11 settembre 2018 collabora con «Il Primato nazionale» testata di riferimento del partito, occupandosi della rubrica calcistica in Rete Il martedì di Bargiggia e di quella cartacea A gamba tesa.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Posizione su rom e questione omosessuale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015, in un tweet, a seguito dei confronti nel paese sul tema immigrazione e diritti omosessuali, dichiara che intende bloccare quelli che classifica come «fan di zingari, cultura gay». [1]

Tweet contro i tifosi «contro»[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017, in risposta ai tifosi contenti della sconfitta della Juventus, parla di «popolo bue che merita la sottomissione». [2]

Tweet accusato di razzismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 pubblica un tweet in cui classifica gli abitanti della Croazia come identitari, fieri e sovranisti, contrapponendoli alla Francia, definita un crogiolo di razze e religioni. A seguito di questo ulteriore episodio, Tgcom24.it e Sportmediaset.it, con una nota, affermano di dissociarsi «fermamente dalle affermazioni dal tenore e dal contenuto razzista pubblicate da Paolo Bargiggia sul suo account personale di Twitter, in particolare quelle legate alla finale mondiale tra Francia e Croazia».[3]

Italia agli Europei 2020[modifica | modifica wikitesto]

Viene preso in giro sui social a seguito della vittoria dell'Italia agli Europei e del suo post inneggiante alla medesima per sue dichiarazioni precedenti:[4]

  • nel 2018 dichiara con un tweet che non tiferà Italia per la scelta di Roberto Mancini come tecnico, indirizzando verso il commissario tecnico parole particolarmente forti; [5]
  • rinnova la posizione a seguito della decisione dei giocatori italiani di inginocchiarsi prima della partita con il Belgio agli Europei 2020. [6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • I segreti del calciomercato. La storia vera e le grandi esclusive di un giornalista in prima linea, Altaforte Edizioni, 2019.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]