Panni sporchi (film 1999)

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Panni sporchi
Titolo originale Panni sporchi
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1999
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere grottesco
Regia Mario Monicelli
Soggetto Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli
Sceneggiatura Suso Cecchi D'Amico, Masolino D'Amico, Margherita D'Amico, Mario Monicelli
Produttore Giovanni Di Clemente
Casa di produzione Clemi Cinematografica
Distribuzione (Italia) Buena Vista International
Fotografia Stefano Coletta
Montaggio Bruno Sarandrea, Marco Mauti
Effetti speciali Paolo Ricci, Luca Ricci, Claudio Napoli
Musiche Luis Enríquez Bacalov
Scenografia Franco Velchi
Costumi Carlo Diappi
Trucco Danielo Marchetti, Simona Ortensi
Interpreti e personaggi

Panni sporchi è un film del 1999 diretto da Mario Monicelli, con protagonista Gigi Proietti.

Tra gli interpreti figurano anche Paolo Bonacelli, Michele Placido, Marina Confalone e Mariangela Melato.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia marchigiana dei Razzi ha un'impresa produttrice di caramelle digestive a base di cicoria, la cosiddetta 'cialda'. A capo della ditta c'è Furio, il marito di Cinzia Razzi, ma il suocero Amedeo, vorrebbe sostituirlo con il nipote Camillo, orfano di padre. Da questo incipit nascono peripezie e intrighi nella famiglia.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Il film per il tema trattato è una sorta di seguito di Parenti serpenti del 1992. Nel film la storia è sempre incentrata su una famiglia, delle Marche, che è alle prese con il potere per il proprio tornaconto, e che per averlo usa il ricatto contro il vicino. Il tema della famiglia è trattato con la tipica freddezza monicelliana, stavolta ingrandendo il quadro sulla società dell'italiano medio nella fine degli anni Novanta. La famiglia ancora una volta è vista come un nido di vipere dove prevalgono l'odio reciproco, l'arrivismo, la paura per il provincialismo e l'attaccamento all'Europa, vista come una comunità dove protagonista è la moneta e non la policultura.

Ogni familiare della casa Razzi ha debolezze e odia il prossimo, non essendoci alcuna figura positiva, tranne il mite professore Melchiorri (figlio illegittimo del direttore della fabbrica familiare), che viene accusato dal capofamiglia di violenze verso la figlia adolescente, e poi privato del suo compagno dalla stessa.

La regia e il montaggio sono realizzati con veloci stacchi per incontrare le piccole scene su ciascun personaggio, che viene mostrato in maniera così concisa nelle sue brutture da risultare quasi una macchietta.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia Razzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Amedeo: patriarca proprietario della fabbrica omonima di cialde alla cicoria. Un vecchio rimbambito dall'età che si fa ingannare dal nipote Camillo e muore per una pillola di extasy somministeatagli proprio dal nipote.
  • Furio Cimin: suo cognato, sposo di sua figlia Cinzia. Uomo irascibile e provinciale che fiuta l'inganno di Camillo ma non può agire perché non ha più la direzione della fabbrica. Tradisce la moglie con Bruna e non ha buoni rapporti coi figli.Spesso va all'hotel della sua amante per confidarsi con gli amici di poker.
  • Cinzia: moglie di Furio e sorella di Genesio. Ha una salute debole ma in realtà è fragile di carattere e non riesce a sopportare le discussioni in famiglia perché vorrebbe solo l'ordine.
  • Lina: acquisita nella famiglia, ora vedova e madre di Camillo. Donna energica che desidera un marito nuovo e si innamora di Rodolfo Melchiorri.
  • Genesio: artista fallito ed introverso che ha molti debiti, uno dei quali anche con Camillo. Inscena una matrimonio con la giovane Fiore, ma non riesce ad avere dei soldi, dopo che ha firmato anche un assegno falso al padre per un finanziamento pubblicitario per la fabbrica. Venendo scacciato da Furio, Genesio disperato si spara.
  • Rodolfo Melchiorri: figlio illegittimo di Amedeo. Si presenta al funerale del padre e viene accusato di rivendicazione di eredità e poi di molestie alla figlia di Furio. È omosessuale, ma molto cordiale e gentile ed ama il giovane Andrea. Con la scusa di farsi aiutare per l'esame di riparazione, la giovane Giada Razzi gli regala un barboncino ingannando sua zia Lina, e seduce Andrea, fuggendo con lui.
  • Giada: figlia di Furio. Ragazza inquieta e svogliata che si fa aiutare dal professor Melchiorri per le lezioni di latino. Si innamora del fidanzato di lui Andrea e scappa con lui.
  • Isolina: sorella di Amedeo, vedova. È una donna mite e rovinata dalla vecchiaia perché spesso confonde i propri parenti.
  • Camillo: figlio di Lina. È un giovane ambizioso consumato dalla cocaina che commercia con degli albanesi. Amedeo li ha nominato direttore della fabbrica per un rilancio dell'immagine e per puntare più in alto con gli investimenti. Camillo adotta mille scuse, dicendo di voler portare in auge anche la squadra paesana di pallavolo, ma Furio intuisce che lui è un imbroglione. Consiglia allo zio Genesio di sposarsi con la giovane sorella del capo albanese per coprire i debiti, ma dopo il suo suicidio, Camillo è costretto a cedere la fabbrica, in segreto, agli albanesi. Il ragazzo Carlino se ne accorge e confida tutto a Furio, mentre Camillio tenta di uscire di scena in bellezza con un matrimonio.
  • Carlino: figlio di Furio e fratello maggiore di Giada. Rappresenta il tipico adolescente che cambia vari ideali in breve tempo, infatti in.origine era buddista e adesso comunica ai familiari che è un seguace di Satana, specializzato in riti infernali. Spesso è in lotta con don Paolo, il parroco di famiglia.

Persone secondarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruna: lavora in un hotel dove Furio si incontra clandestinamente con lei. È una ragazza ambiziosa ma provinciale e pretende di essere sposata da Furio.
  • Don Paolo: prete di famiglia, bigotto e legato ciecamente alla fede cattolica
  • Avvocato Pierantoni: avvocato di Furio, provinciale e superfluo, che si innamora di Fiore
  • Fiore Voyagis: ragazza albanese di famiglia spacciatrice che si sposa con Genesio perché il fratello mafioso possa appropriarsi della fabbrica.
  • Gianni Morandi: sé stesso, è invitato con inganno al matrimonio di Camillo per fare pubblicità alla fabbrica.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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