Pallavolo paralimpica

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Pallavolo paralimpica
Federazione WOVD
Inventato 1956
Componenti di una squadra 6 in campo
Contatto no
Genere maschile, femminile
Indoor/outdoor indoor e outdoor
Campo di gioco 6X10 - altezza rete: 1,15m (maschile) 1,05m (femminile)
Olimpico dal 1980
Detentore titolo olimpico maschile
Iran Iran
femminile
Cina Cina


La pallavolo paralimpica, chiamata anche sitting volley (abbreviazione dall'inglese volleyball), è uno sport che si svolge tra due squadre di sei giocatori ciascuna.

Questa disciplina è particolare perché in quanto praticata da persone che hanno disabilità motorie, per permettere di "pareggiare" tali disabilità viene praticato stando a contatto con la superficie di gioco. Lo scopo del gioco è realizzare punti facendo sì che la palla tocchi terra nel campo avversario (attacco) e a impedire contemporaneamente che la squadra avversaria possa fare altrettanto (fase di difesa).


Ogni squadra può essere composta da 12 giocatori, ma solo 6 giocatori potranno entrare in campo e ogni giocatore, in zona di difesa, può essere sostituito dal "Libero" se non è il suo turno di servire. In ambito internazionale, alcune competizioni consentono di avere 14 atleti iscritti a referto, comprensivi di due liberi.

Il campo da gioco è di forma rettangolare di 6 × 10 m diviso da una rete in due quadrati di 5 × 6 m che identificano la metà campo di una squadra dall'altra. Ogni metà campo è suddiviso in due (a partire dalla rete) da una linea parallela a quella di fondo campo detta dei 3 metri che è il posto della prima linea, e gli altri 6 metri della seconda linea. La partita si divide in set da 25 punti l'uno, una squadra si aggiudica la vittoria di un set al raggiungimento del venticinquesimo punto, avendone almeno due di vantaggio, altrimenti si prosegue finché una delle due squadre non ottenga i due punti di vantaggio necessari (26-24, 27-25, 28-26 ecc.). La partita finisce quando una squadra si aggiudica tre set, nel caso di pareggio il quinto e ultimo set, denominato tie-break, termina al raggiungimento del 15º punto, sempre con il vantaggio di almeno due punti di stacco sull'avversario.

Storia della pallavolo paralimpica[modifica | modifica wikitesto]

L’inserimento di individui disabili in un contesto sportivo è un fatto relativamente recente. L’idea è riconducibile al lavoro del dottor Ludwig Guttman, neurochirurgo e direttore del National Spinal Injuries Centre dello Stoke Mandeville Hospital di Aylesbury nei pressi di Londra.

Nel 1944, grazie all’opera del dottore alcuni giovani invalidi appartenenti alle forze armate britanniche si cimentarono in alcune discipline sportive adattate all’handicap. Il dottor Guttman, in sostanza, studiò e realizzò dei programmi di allenamento, facendovi partecipare i pazienti del suo Ospedale. Grazie alla motivazione per lo sport, i soggetti coinvolti cominciarono a sviluppare la muscolatura delle braccia e delle spalle, raggiungendo rapidamente risultati migliori rispetto a quelli ottenuti grazie alla normale chinesiterapia. Nel giro di pochi anni, da terapia riabilitativa, lo sport dei disabili divenne attività ricreativa e successivamente agonistica. Furono organizzati nel 1948 a Londra i primi Giochi Internazionali di Stoke Mandeville, antesignani della future Paralimpiadi, la cui prima edizione si disputò nel 1960 in Italia,che nello stesso anno avrebbe ospitato la XVII Olimpiade. I "X Giochi internazionali per paraplegici" di Roma, ovvero la nona edizione internazionale dei Giochi di Stoke Mandeville, vennero posteriormente riconosciuti come I Giochi paralimpici estivi nel 1984, quando il Comitato Olimpico Internazionale approvò la denominazione "Giochi paralimpici"..

Lo scopo fondamentale del dottor Guttman era di riuscire, tramite gli stimoli dello sport, a sviluppare in modo ottimale le capacità residue del disabile e a recuperare un accettabile stato psicologico del neo-traumatizzato, al fine di raggiungere la massima autonomia possibile ed una dignitosa qualità di vita. Nel giro di qualche anno da questa geniale intuizione cominciò a diffondersi in tutto il mondo un nuovo modello riabilitativo che coniugava il recupero psicofisico e l’integrazione sociale, facendo scoprire nuovi orizzonti a migliaia di persone e alle loro famiglie, indirizzandole verso un ventaglio di attività motorie e sportive adattate.

Su questo solco tracciato dal dottor Guttman, inventore quindi della “sport terapia”, fu introdotto nel 1956 in Olanda, proposto da Tammo Van der Scheer e Anton Albers, il Sitting Volleyball, un nuovo sport che riuniva insieme le caratteristiche del Sitzball con quelle della pallavolo tradizionale.

Precedentemente c’erano stati diversi tentativi di praticare la pallavolo stando seduti su una carrozzina, ma la cosa non ebbe molto seguito, forse anche per la staticità del gioco. Nello stesso periodo in Inghilterra si era sviluppato lo Standing Volleyball, gioco praticato stando in piedi da atleti prevalentemente amputati. Le due discipline, sotto l’egida dell’ISOD (International Sport Organization of the Disabled) furono inserite come dimostrative, per i soli tornei maschili, nel programma paralimpico del 1976 a Toronto e come discipline ufficiali dal 1980 ad Arnhem in Olanda.

Fino ai Giochi di Sydney del 2000, i due sport hanno avuto uno sviluppo parallelo. Dal 2004 lo Standing Volley è stato escluso dalle Paralimpiadi per lasciare spazio al Sitting Volley femminile. Oggi il Sitting Volley è conosciuto in tutto il mondo e giocato oltre che in Europa, anche nelle due Americhe, in Africa, in Asia e Oceania, coordinato nei rispettivi continenti dalle organizzazioni preposte: ECVD (European Committee Volleyball for Disabled), PACVD (Pan-American Committee Volleyball for Disabled), ACVD (African Committee Volleyball for Disabled), AOCVD (Asia Oceania Committee Volleyball for Disabled); organizzazioni che rispondono alla WOVD (World Organisation Volleyball for Disabled) e all’I.P.C. (International Paralympic Committee).

Campo di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Le partite di pallavolo si svolgono al coperto, la zona libera deve misurare almeno 3 metri dalle linee di fondo e laterali. Il terreno di gioco è di forma rettangolare, lungo 10 metri e largo 6, diviso in due settori di 5 per 6 metri da una rete posta perpendicolarmente al suolo. In entrambi i settori sono tracciate le linee perimetrali, che delimitano il terreno di gioco dalla zona libera e la linea d'attacco posta a 2 metri dalla rete.

Le linee e il terreno di gioco devono essere di colori chiari e differenti fra loro. Per le competizioni mondiali ed ufficiali il colore delle linee deve essere bianco; inoltre il terreno di gioco e la zona libera devono avere differenti colori, diversi da quello delle linee.

La superficie di gioco deve essere piana ed uniforme, così da non presentare pericoli per i giocatori. Per le competizioni mondiali ed ufficiali, le superfici in legno o in materiale sintetico sono le sole permesse.

La rete[modifica | modifica wikitesto]

Rete di pallavolo

La rete è posta ad un'altezza nella sua parte superiore di 1,15 metri per le gare maschili e 1,05 metri per le gare femminili.

La misurazione deve essere effettuata nella parte centrale e in corrispondenza delle due linee laterali. L'altezza deve risultare esatta nel punto centrale, mentre è ammissibile una tolleranza di 2 cm ai lati, purché la differenza sia simmetrica. La rete si estende per 6,50-7 metri in lunghezza e un metro in altezza.

Due bande bianche verticali, larghe 5 centimetri e alte 1 metro, sono fissate alla rete esattamente al di sopra delle linee laterali. Al bordo esterno di ogni banda è fissata una bacchetta di materiale flessibile, denominata antenna, che si estende 80 cm al di sopra della rete. Le antenne sono dipinte a bande alternate e delimitano lateralmente lo spazio di passaggio.

Il pallone[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pallone da pallavolo.

Secondo il regolamento della FIVB, la palla deve essere di cuoio vero o sintetico e deve avere una forma sferica, una circonferenza di 65–67 cm, un peso di 260-280 grammi, la sua pressione interna deve essere di 0,300 ÷ 0,325 kg/cm² (4,26 ÷ 4,61 psi – 294,30 ÷ 318,82 mbar o hPa). Il suo colore può essere uniforme e chiaro o una combinazione di colori. Il materiale sintetico e la combinazione dei colori per i palloni utilizzati nelle competizioni internazionali ufficiali sono stabiliti dalla FIVB.

Nei campionati italiani 2016/2017 la FIPAV, ha stabilito che gli unici palloni omologati per le gare ufficiali sono i Mikasa MVA200, Mikasa MVA300, e il Molten V5M5000.

Il gioco[modifica | modifica wikitesto]

Rotazione in senso orario dei giocatori. I numeri indicano le posizioni dei giocatori (ad esempio per "posto 4" si intende la posizione dell'attaccante a sinistra). Per cui durante la rotazione ad esempio il giocatore nel posto 4 passa al posto 3.

Lo scopo del gioco è far in modo che la palla non cada nel proprio campo ma che cada all'interno del campo avversario.

Le partite si disputano al meglio dei 5 set e vince la gara la squadra che ne conquista tre; ogni set viene vinto dalla prima squadra che raggiunge 25 punti con almeno due punti di stacco rispetto alla squadra avversaria ad eccezione del quinto, denominato tie-break, che termina quando una delle due squadre raggiunge i 15 punti (sempre con lo stacco di 2 punti) e con cambio campo alla conquista dell'ottavo punto.

Ogni azione inizia con il servizio (o "battuta") effettuato dal giocatore difensore destro della squadra che ne ha ottenuto il diritto; al fischio dell'arbitro egli ha otto secondi di tempo per inviare la palla verso il campo avversario utilizzando qualsiasi parte del braccio. L'azione continua fino a che la palla non tocca il campo, e/o inviata fuori dal campo. La squadra che vince un'azione di gioco conquista un punto e il diritto a servire.

Per ogni azione di gioco, la squadra ha a disposizione tre tocchi (escludendo l'eventuale tocco di muro), per inviare la palla nel campo avversario facendola passare all'interno dello spazio di passaggio. Dopo aver effettuato un muro, un giocatore può colpire nuovamente la palla senza incorrere nel fallo di doppio tocco ed effettuando il primo tocco di squadra.

La palla non può essere fermata o trattenuta e può essere colpita con qualunque parte del corpo; costituisce fallo il contatto e il successivo accompagnamento della palla o il contatto continuo e ripetuto con il corpo. Nel caso in cui la palla tocchi la rete e ritorni indietro, essa può essere rigiocata nel limite dei tocchi rimasti a disposizione della squadra. È severamente vietato toccare qualsiasi parte della rete.

I ruoli dei giocatori in campo sono questi:

  1. Alzatore
  2. Centrale
  3. Schiacciatore (a volte chiamato anche "banda", perché attacca vicino alle bande laterali della rete, oppure ala perché sta ai lati del campo)
  4. Libero
  5. Opposto

Il libero, giocatore specializzato nei fondamentali di difesa e ricezione, non segue le normali regole relative alle sostituzioni ma può rimpiazzare illimitatamente qualunque giocatore che si trovi in seconda linea, ma principalmente sostituisce il centrale, ad eccezione del giocatore al servizio in fase di battuta.

Strategie di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Esistono molte strategie - incluse quelle di difesa, che però sono più complesse - basate su diversi schemi di gioco, tuttavia per capire il gioco è necessario spiegare almeno le strategie di attacco, che vengono scelte e chiamate dal palleggiatore, che le decide mentre la squadra avversaria si appresta a battere il servizio, e le indica con le dita a formare un numero dietro la schiena (per non farli vedere agli avversari). La loro realizzazione si basa sul presupposto che la ricezione sia perfetta, il che significa che il secondo tocco deve avvenire tra il posto 2 e il posto 3 ad un'altezza maggiore o uguale a quella della rete stessa. In questo modo il palleggiatore sarà in grado di smistare la palla fra le seguenti alternative, che costituiscono appunto le possibili strategie di attacco: davanti a sé al centrale, allo schiacciatore laterale anche con traiettoria tesa o a un altro schiacciatore in seconda linea (la cosiddetta pipe); dietro di sé ancora al centrale, all'opposto e infine all'altro schiacciatore in seconda linea. L'efficacia della strategia prescelta dipende quindi dal fatto che la squadra in attacco sappia già quale di queste opzioni adotterà il palleggiatore mentre la squadra in difesa deve preparasi ad ognuna di esse. Per questo il battitore cerca sempre di mettere il più possibile in difficoltà la ricezione impedendo così la realizzazione della strategia di attacco prescelta. Questo spiega l'elevato tasso di errore che spesso ha il battitore, altrimenti incomprensibile. A questo proposito va ricordato che il problema dell'eccesso di errori in battuta, stimabile in uno su tre circa, e più in generale il fatto che solo la squadra al servizio potesse guadagnare il punto, hanno in passato rischiato di rendere poco attraente la pallavolo come sport per il grande pubblico e difficoltosa la programmazione delle partite la cui durata era a volte eccessiva. Per questo è stato deciso di cambiare il calcolo del punteggio in vigore fino agli anni Novanta e anziché la sola perdita del diritto a eseguire il servizio si segna un punto all'altra squadra. Inoltre il punteggio per vincere il set è stato incrementato di 10 punti, portandolo da 15 a 25, tranne l'eventuale tie-break (è il cosiddetto "rally point system"). Successivamente, per cercare di avere scambi mediamente più prolungati e limitatamente al redivivo Campionato mondiale maschile per club FIVB del 2009, entrò anche in vigore la regola in base alla quale il primo attacco può essere effettuato solo dalla seconda linea[1]. Tuttavia già nell'edizione del 2010 venne abbandonata tale regola, detta Golden Formula, che in un summit di tecnici non incontrò i favori degli addetti al lavoro.

Fondamentali[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo per disabili

Per "fondamentale" si intende un'azione specifica e basilare che un giocatore di pallavolo deve saper compiere. Nella pallavolo ci sono tre fondamentali:

  • Palleggio
  • Bagher
  • Servizio o battuta

Anche il muro e l'attacco sono definiti fondamentali, da alcuni definiti secondari. Ogni fondamentale, alcuni maggiormente, altri meno, è diviso in varianti che ne differenziano l'esecuzione.

Per distinguere i vari modi di respingere la palla nella terminologia odierna del campo di gioco, viene definito "palleggio" il passaggio effettuato con le mani e "bagher" quello eseguito con le braccia. Quando il passaggio viene indirizzato allo schiacciatore, viene chiamato "alzata" o "palleggio di costruzione".

Palleggio[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei fondamentali più importanti nella pallavolo è il palleggio, in quanto costituisce i due terzi di ogni azione. Nella pallavolo si parla indifferentemente di passaggio o palleggio, poiché non essendoci la possibilità di toccare due volte consecutive la palla (eccezione fatta per il muro), si ha sempre bisogno di un compagno che la rimandi. Quindi palleggio e passaggio si identificano. Dal 1895 al 1950 circa si è sempre chiamato palleggio il passaggio con le mani, poiché la palla veniva trattata solo con esse. Quando nel 1950 sono apparse le prime respinte a braccia unite si è parlato di "salvataggio" non potendo classificare bene il colpo. Sono stati i cecoslovacchi ad usare per primi la tecnica delle braccia unite per respingere i palloni che arrivavano a grande velocità: le braccia venivano messe sotto la palla, come una scavatrice, dalla quale poi hanno preso il nome di "bagher" (vedi sotto). Nel giro di vent'anni il bagher è diventato il più importante tocco dei tre che si hanno a disposizione. Quindi ora non si può più parlare di tecnica di salvataggio, bensì di passaggio. Per distinguere i vari modi di respingere la palla nella terminologia odierna del campo di gioco, viene definito palleggio il passaggio effettuato con le mani e bagher quello eseguito con le braccia. Quando il passaggio viene indirizzato allo schiacciatore, viene chiamato alzata. A seconda che la palla venga inviata davanti, dietro o lateralmente al corpo abbiamo rispettivamente il palleggio avanti, il palleggio dietro e il palleggio laterale. In generale, il palleggio è uno dei fondamentali più importanti in quanto si impostano con esso quasi tutte le azioni d'attacco e di contrattacco. A livello tecnico, il palleggio si effettua portando le mani sopra la testa, in modo tale che i pollici e gli indici (che, assieme alle spalle, controllano la direzione del colpo) formino una figura simile ad un cuore rovesciato. Contemporaneamente il resto della mano avvolge la palla e gli arti inferiori, flettendosi, dando, al rilascio del pallone, la forza desiderata. Se si vuole rendere il gioco più veloce abbassando la traiettoria del palleggio, è necessario ruotare i polsi dall'interno verso l'esterno: maggiore è la rotazione e la velocità di tale azione, minore sarà l'altezza raggiunta dalla palla.

Bagher[modifica | modifica wikitesto]

La tecnica del bagher consiste nel respingere il pallone con la parte interna delle braccia unite. Quando il "bagher" è indirizzato all'alzatore si chiama "appoggio".

L'uso del bagher è legato alla ricezione della battuta, alla difesa e in qualsiasi altro tocco dove la palla è troppo bassa per essere palleggiata o schiacciata. Il fondamentale del bagher prevede che le spalle siano chiuse e le braccia unite senza piegarle per la spinta in modo tale da dare maggiore velocità e forza al pallone.

Servizio o battuta[modifica | modifica wikitesto]

Per esso si intende il colpo che mette in gioco la palla "inviandola" nel campo avversario. Quando il giocatore esegue il servizio, mentre colpisce la palla, deve essere con i glutei dietro la linea di fondo nella zona di servizio, e le sue gambe possono toccare il campo,il gesto tecnico deve essere effettuato entro 8 secondi dal fischio di autorizzazione del primo arbitro, altrimenti va punto alla squadra avversaria. Il punto può essere conquistato già con il servizio e in questo caso prende il nome di ace . Le battute possono essere fatte dal basso o dall'alto e quelle dall'alto. Tramite sorteggio viene deciso quale delle due squadre inizi a servire mentre durante i set successivi inizia a battere la squadra che non ha servito nel primo punto del set precedente.

Attacco[modifica | modifica wikitesto]

L'attacco si utilizza per inviare il pallone nel campo avversario cercando di ottenere un punto. Inoltre esso ha variabili come l'altezza e la posizione del muro, la posizione della difesa, e ancora il punto in cui viene colpito il pallone, la posizione del giocatore, la distanza da rete del pallone, influenzano il tipo di attacco a disposizione dello schiacciatore. Questi può decidere di puntare su un colpo potente fuori dal muro, oppure utilizzare le mani del muro per eseguire il cosiddetto "mani e fuori", oppure può sorprendere la difesa con un pallonetto o una palla smorzata.

Pallonetto
Si intende un palleggio effettuato ad una mano che sorprende l'avversario, passando sopra o lateralmente al muro. Rappresenta una delle varianti ai colpi forti d'attacco nel caso di giocatori esperti, dove si cerca di sorprendere la difesa piazzata per ricevere un pallone potente, mentre costituisce la principale arma d'attacco nel mini-volley.
Smorzata (o attacco piazzato)
È il colpo che smorza il rimbalzo della palla provocando un volo cortissimo e una veloce ricaduta al suolo. La parabola risultante è simile a quella del pallonetto, solo che il tocco viene dato pieno.
Schiacciata
È il colpo che si dà alla palla, con una sola mano, cercando generalmente di colpire il più forte possibile affinché gli avversari non riescano a recuperare la palla o non riescano a controllarla, mandandola fuori. Per effettuare la schiacciata è importante possedere una buona elevazione. Solitamente la effettuano i giocatori più alti che stanno a rete. Se non si hanno queste doti atletiche è necessario avere un notevole bagaglio tecnico per poter oltrepassare il muro tentando altri colpi come il "mani e fuori" o il pallonetto.
Per poter eseguire la schiacciata bisogna inoltre fare tre passi fondamentali, a volte quattro, per prendere una buona rincorsa e per poter saltare il più possibile. I giocatori della squadra avversaria possono difendersi dalla schiacciata attraverso il muro.

Muro[modifica | modifica wikitesto]

Si chiama "muro" la parte del corpo che uno o più giocatori di prima linea possono innalzare al di sopra della rete al fine di arrestare il colpo avversario, in genere una "schiacciata". Il giocatore a muro può toccare il pallone oltrepassando l'asse verticale della rete, dopo il terzo tocco della squadra in attacco o dopo un colpo d'attacco. Murare la palla proveniente dal servizio avversario è considerato fallo. Il muro può essere eseguito da un singolo giocatore oppure da due o tre giocatori, i quali sono posizionati avanti. La condizione affinché il muro sia considerato valido è che i giocatori siano avanti e si trovino nelle vicinanze della rete avendo almeno una parte del corpo al di sopra di quest'ultima. Il muro non può interferire con il gioco avversario.

Si parla di "tentativo di muro" quando non viene toccata la palla pur trovandosi nella posizione di muro, e di "muro effettivo" quando il muro tocca la palla. Il giocatore "libero" non può effettuare né muro, né tentativo di muro.

Esiste inoltre un altro tipo di muro che, nel gergo, viene definita "mani-fuori" o "tocco-fuori": l'attaccante colpisce il pallone in modo tale che l'ultimo a toccare la palla sia lo stesso giocatore che è in salto durante il muro e che cada quasi subito.

Differentemente dalla pallavolo classica nel sitting volleyball la squadra che è in fase di ricezione può murare la ""battuta"" avversaria.

14 Regole Fondamentali[modifica | modifica wikitesto]

1. La dimensione del campo di gioco è di m. 10 x m.6.   2. Le linee d’attacco sono segnate a m . 2 dall’asse della linea centrale.  

3. La rete è lunga da m. 6.50 a m. 7.00 e larga m. 0.80.  

4. L’altezza della rete è di m.1.15 per gli uomini e di m. 1.05 per le donne.  

5. L’abbigliamento dei giocatori nella pallavolo da seduti può comprendere pantaloni lunghi : non è permesso sedersi su materiale pesante.  

6. Una squadra può essere formata da un massimo di 12 giocatori , compresi due giocatori classificati come “ minima disabilità”, un allenatore, un assistente allenatore, un preparatore e un medico. I sei giocatori in campo possono avere un massimo di un giocatore con “minima disabilità”.

7. Le posizioni dei giocatori sono determinate e controllate attraverso il contatto delle natiche con il pavimento: -ciascun giocatore attaccante deve tenere una parte dei glutei più vicina alla linea centrale rispetto al suo corrispondente giocatore difensore; -ciascun giocatore destro (o sinistro) deve tenere parte di una natica più vicina alla linea laterale destra (o sinistra) rispetto alle natiche del giocatore centrale.

8. Quando il giocatore esegue il servizio, mentre colpisce la palla, deve essere con i glutei dietro la linea di fondo nella zona di servizio, e le sue gambe possono toccare il campo.

9.Toccare il campo avversario con un piede - piedi / gamba - gambe è permesso in qualsiasi momento durante il gioco, purché il giocatore non interferisca con il giocatore avversario. Il giocatore deve far ritornare il suo piede-piedi / gamba-gambe direttamente nel suo campo. Toccare il campo avversario con una mano è permesso, purché la mano resti in contatto o sopra la linea centrale. Toccare il campo avversario con altre parti del corpo è proibito.

10. Ai giocatori della prima linea è consentito di effettuare un colpo di attacco sul servizio degli avversari, quando la palla è nella zona frontale e più alta rispetto alla rete.

11. Un giocatore della seconda linea può eseguire qualsiasi tipo di attacco da ogni altezza, purché al momento del colpo le natiche non debbano né toccare, né superare la linea d’attacco.

12. Ai giocatori della prima linea è consentito murare il servizio dell’avversario.

13. Durante le azioni di gioco con la palla, i giocatori devono rimanere in contatto con il suolo con una parte del proprio corpo, dalle natiche alle spalle . Una breve perdita di contatto con il campo è permessa quando si esegue un’azione di gioco con la palla, escluso il servizio, nel muro e nel colpo di attacco quando la palla stessa è completamente più alta del bordo superiore della rete. È proibito alzarsi , sollevarsi e fare passi avanti.

14. Il primo arbitro esegue le sue funzioni stando in piedi vicino ad una estremità della rete.

Nazionali di pallavolo paralimpica[modifica | modifica wikitesto]

Lista delle nazionali di pallavolo paralimpica[2]

Ranking maschile[modifica | modifica wikitesto]

[3]

Classifica Nazione Totale punteggio
1 Iran Iran 5215
2 Brasile Brasile 4708
3 Egitto Egitto 4523
4 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 4205
5 Ucraina Ucraina 3515
6 Germania Germania 3502
7 Cina Cina 3321
8 Stati Uniti Stati Uniti 3028
9 Russia Russia 2545
10 Kazakistan Kazakistan 1726
11 Iraq Iraq 1711
12 Paesi Bassi Paesi Bassi 1701
13 Polonia Polonia 1323
14 Canada Canada 1199
15 Croazia Croazia 1127

Ranking femminile[modifica | modifica wikitesto]

[3]

Classifica Nazione Totale punteggio
1 Stati Uniti Stati Uniti 5350
2 Cina Cina 5200
3 Brasile Brasile 4214
4 Ucraina Ucraina 4120
5 Paesi Bassi Paesi Bassi 3637
6 Iran Iran 2825
7 Russia Russia 2822
8 Ruanda Ruanda 2491
9 Canada Canada 2466
10 Giappone Giappone 2031
11 Slovenia Slovenia 2009
12 Finlandia Finlandia 1377
13 Egitto Egitto 1289
14 Germania Germania 1149
15 RD del Congo RD del Congo 770
16 Italia Italia 700

Pallavolo in carrozzina[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene ai Giochi paralimpici faccia parte del programma, dal 1976, esclusivamente la sitting volleyball (pallavolo da seduti), esiste anche una variante della pallavolo paralimpica che viene praticata con le carrozzine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]