Palio del mare

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Il Palio del mare, detto anche la regata dei quartieri storici di Siracusa, è una competizione sportiva che si svolge nel porto della città aretusea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Porto Grande: l'equipaggio aretuseo campione d'Italia nel 1938

Questo evento ha origini antiche, perché fu già in uso dai primi anni del XX secolo. Verso il 1930 e il 1940, alcuni pescatori iniziarono, quasi per gioco, a fare delle gare con le loro barche ('u buzzettu siracusano), lunghe circa otto o dieci metri, e con i remi, per vedere chi tra di loro pescatori era il più abile. Alla fine, vinti e vincitori, andavano a pranzare insieme e a festeggiare l'avvenimento, significativo, di quella giornata. I pescatori dell'epoca raccontano di un ambiente triste, in stato di guerra, controllato, dove anche il semplice gesto di andare a pescare in mare diventava difficile, dove non era concesso loro nemmeno l'alzare la vela, perché potevano essere scambiati per "nemici" in un periodo dove l'Italia si preparava a vivere la seconda guerra mondiale. Anche per affievolire questo clima cupo e per cercare dunque una distrazione, l'evento dei pescatori che gareggiavano con i remi, divenne sempre più atteso dalla popolazione e attirò dunque sempre più pubblico e interesse.

Nel 1937 approdò nel porto di Siracusa la corazzata Andrea Doria, stette in città un paio di giorni e durante il suo giro di perlustrazione della acque nazionali, il comandante della nave si accorse di un gruppo di rematori, i quali erano intenti ad allenarsi per partecipare poi alla regata cittadina, vedendoli abili nello sport li invitò ad un confronto di remi con altri marinai dell'Andrea Doria, organizzarono dunque una gara sportiva tra l'equipaggio ospite del porto siracusano e tra l'equipaggio locale. Il comandante volle che venissero usate per la gara solamente le barche dell'Andrea Doria, ma non vi fu nulla da fare, l'equipaggio locale, detto "dei nassaroli" batté con distacco gli sfidanti. La notizia della vittoria dei marinai siracusani su quegli dell'Andrea Doria, arrivò nella Capitale, qui, il responsabile di gabinetto del Duce, appresa questa notizia, fece invitare a Roma i marinai aretusei, per farli partecipare ad una gara nazionale che si svolgeva nel fiume Tevere durante l'estate del 1938. La gara capitolina vide la vittoria dell'equipaggio di Livorno, mentre gli atleti-pescatori siracusani arrivarono al secondo posto. Ma i commissari di gara, prima di dare la vittoria ufficiale ai toscani, vollero pesare le imbarcazioni degli equipaggi, e notando che quella siracusana era di gran lunga più pesante, decisero di assegnare la vittoria ai "nassaroli" di Siracusa, che quell'anno vinsero anche il titolo di Campioni d'Italia per questa disciplina sportiva marittima.[1]

Questa attività sportiva prende il nome di Palio del mare a partire dal 1955, già diffusa in molte regioni d'Italia, il Palio viene regolamentato dall'alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La Regata dei Quartieri storici di Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

In tempi più recenti il palio del mare di Siracusa ha assunto un ruolo sempre più caratteristico, esso infatti ha lo scopo di rievocare l'antica tradizione dei calafatari, quindi delle loro imbarcazioni, ovvero dei "buzzetti sarausani" e dei loro vivaci colori, e unirli alla manifestazione della cultura locale che si identifica nell'attaccamento verso il mare e verso le proprie usanze religiose e popolari.
La gara sportiva odierna ha conservato i nomi che inizialmente usavano gli equipaggi dei pescatori partecipanti, i quali prendevano il loro nominativo in base al mestiere di mare che essi praticavano; per cui si hanno:

  • "i cunsari": pescatori che utilizzano l'attrezzo del conso (un cesto grande e rotondo dove vengono attaccati all'interno gli ami);
  • "i nassaroli": pescatori che utilizzano come attrezzo la nassa;
  • "i rizzotti": pescatori che utilizzano come attrezzo la rete da pesca;
  • "i vulantinari": pescatori che utilizzano come attrezzo da pesca la lenza a mano;
  • "i lluciaturi": pescatori che utilizzano come attrezzo lo specchio per vedere il fondo del mare, la lampara per fare luce e la fiocina per prendere il pesce.

I quartieri in gara sono 5 e si tratta dei quartieri storici che un tempo facevano parte della Pentapoli, ai tempi della Syrakousai siceliota; essi sono: Acradina, Epipoli, Neapolis, Ortigia e Tiche. Gli equipaggi in gara sono dunque 5, uno per ciascun quartiere, e sono formati da 4 rematori ed 1 timoniere.

Anche i colori delle barche sono 5 e sono legati ad un significato religioso datogli dalla popolazione: azzurro per l'Immacolata, verde per Santa Lucia, bianco per Santa Sofia, rosso per San Sebastiano e l'Ecce Homo.
I vestiti sono anch'essi colorati e consistono in calzoncini a mezza gamba, pensati appositamente per la funzionalità dei movimenti rematori.

Infine ogni quartiere ha un proprio simbolo e colore che lo distingue nella gara. La partenza avviene dal Porto Grande e il quartiere vincitore del palio lo detiene per tutto l'anno, fino alla prossima regata.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palio del Mare, su galleriaroma.it.
  2. ^ La regata dei quartieri storici di Siracusa, su siracusaweb.com.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]