Palio del Niballo

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Coordinate: 44°17′31.66″N 11°52′17.4″E / 44.292128°N 11.8715°E44.292128; 11.8715

Cartina del nucleo storico di Faenza con la suddivisione dei 5 rioni del Palio del Niballo.

Il Palio del Niballo è la rievocazione storica caratteristica della città di Faenza. Si tratta di una giostra di ispirazione medievale disputata fra i 5 rioni della città ed ha luogo nella quarta domenica di giugno. In epoca moderna la prima edizione risale al 1959[1][2]

Attorno alla gara si sono progressivamente sviluppate altre manifestazioni che caratterizzano la vita della città romagnola nel mese di giugno, detto mese del palio, ed in varie altre occasioni lungo tutto l'anno.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La più antica documentazione d'archivio relativa al Palio del Niballo risale al 1410, che presenta però il Palio come una consuetudine più antica:[3]

« Hebbe per antichissima consuetudine questo nobile pubblico di proporre ogni anno un premio per invitar la gioventù ad esser assai presta nelli attrezzi cavagliereschi [...]. Al qual effetto si faceva piantar sulla piazza il saracino ovvero ANIBALLO et correre longa un carrera di cavalli. »

Nei secoli seguenti la manifestazione perse vigore fino a cessare del tutto. In epoca contemporanea è stata ripresa a partire dal 1959.

I Rioni[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del rione Rosso in corsa verso il Niballo.

Il palio moderno ha come protagonisti i cinque Rioni della città, che si contendono la vittoria nelle manifestazioni manfrede:

I primi quattro rioni: Giallo, Rosso, Nero e Verde riprendono i colori e l'antica divisione amministrativa del comune, ancora visibile in vecchie mappe cittadine conservate nella biblioteca comunale.

I territori rionali sono separati dai quattro corsi cittadini, gli antichi cardo e decumano di epoca romana, e ripropongono la suddivisione storica altomedioevale della città faentina in quattro Rioni. Il Rione Bianco, il cui territorio comprende il Borgo Durbecco, cioè l'area della città sulla riva destra del fiume Lamone, sviluppatasi in epoca tardomedievale, è stato "inventato" nel 1959 per poter coinvolgere nella gara anche questa zona della città, altrimenti esclusa dalla manifestazione. Nella stessa occasione si decise di assegnare al Rione del Borgo il colore bianco e come simbolo la raffigurazione dell'antico ponte sul fiume Lamone che univa la città col Borgo.

La gara[modifica | modifica wikitesto]

« Udite, Madonne e Cavalieri de' turriti castelli della Val d'Amone, delle piane ubertose di Romagna, genti terriere et genti forastiere.

Accorrete alla tenzone ch'ogn'anno si corre nella quarta domenica di giugno. Dalla Porta del Ponte et Montanara, dalla Porta Imolese et Ravegnana e da Durbecco, dame e cavalieri, armigeri e balestri muoveranno, alte portando le insegne dei Rioni, per disputar sul campo della giostra l'ambìto Palio, ch'a vincitor compete. E voi, Madonne, festeggiate i cavalieri ch'a all'incontro giostreran da prodi non meno di colui che lauro conquisterà nella contesa. Alti volteggieran nel vento, d'abilissimi alfieri, gli stendardi et scalpitar di destrieri e balenar d'acciari, rinverdiranno i fasti della città manfreda. »

(Il Banditore chiama i Rioni "a singolar tenzone")
Due cavalieri rivali in procinto di colpire le mani-bersaglio del Niballo.

Il Palio del Niballo ha luogo presso lo stadio comunale di Faenza "Bruno Neri". I cinque cavalieri dei rispettivi rioni si sfidano a coppie: il rappresentante del rione ultimo classificato nel Palio dell'anno precedente sfida ad uno ad uno i quattro cavalieri dei rioni avversari, quindi identica sfida viene poi lanciata da tutti gli altri contendenti, per un totale di venti scontri (chiamati tornate).

I cavalieri usano lance ('bigorde') della lunghezza di 2,75 metri e del peso di 3,250 chilogrammi. All'inizio della tornata i cavalieri si sistemano negli stalli di partenza, collocati uno a fianco dell'altro. Quando il magistrato dà il via, gli stalli si aprono e i cavalieri lanciano i cavalli al galoppo, percorrendo ognuno il proprio tracciato semicircolare per una lunghezza di circa 200 metri.

L'incontro tra i cavalieri avviene sull'altro lato del campo di gara, dove i due tracciati divengono paralleli e dove è posto il Niballo, un pupazzo raffigurante un saraceno[4] con le braccia distese e con in ogni mano un bersaglio dal diametro di 8 centimetri.

Il primo cavaliere che, senza aver commesso irregolarità durante l'avvicinamento[5], colpisce con la lancia il bersaglio provoca l'alzata del braccio colpito e vince la tornata[6]. Ogni vittoria dà diritto ad uno scudo coi colori del rione sconfitto, che viene issato sulla tribuna del rione vincitore.

Al termine delle venti tornate di sfida, il rione che ha conquistato il maggior numero di scudi vince il Palio, cioè un vessillo in stoffa; il rione giunto secondo vince una porchetta; il terzo un gallo e una treccia d'aglio. A parità di scudi vinti, per i fini della vittoria, vengono disputate delle tornate di spareggio. Per il resto della classifica in caso di parità si guardano le posizioni dell'anno precedente.

Vincitori e statistiche del Palio[modifica | modifica wikitesto]

Il moderno pupazzo del Niballo (storpiatura del nome "Annibale"), raffigurante un guerriero saracino.
Rione Numero di vittorie Prima vittoria Ultima vittoria
Rosso 31 1962 2016
Nero 15 1961 2008
Borgo Durbecco 7 1959 2011
Verde 7 1960 2015
Giallo 3 1969 2017


Anno Giorno Rione Cavaliere Cavallo
1959 28 giugno Borgo Durbecco Nicola Fouquè Quasi Secondo
1960 29 giugno Verde Luigi Casadio Cleopatra
1961 29 giugno Nero Ivan Balducci Nanà
1962 29 giugno Rosso Franco Ricci Zimarra
1963 29 giugno Rosso Franco Ricci Nano
1964 29 giugno Rosso Franco Ricci Zimarra
1965 29 giugno Rosso Franco Ricci Gerfo
1966 29 giugno Rosso Franco Ricci Zimarra
1967 29 giugno Rosso Franco Ricci Gerfo
1968 29 giugno Rosso Franco Ricci Gerfo
1969 29 giugno Giallo Vittorio Zama Baiardo
1970 29 giugno Rosso Franco Ricci Gerfo
1971 29 giugno Rosso Franco Ricci Pissidini
1972 29 giugno Rosso Franco Ricci Rosella
1973 29 giugno Nero Alberto Nensor King
1974 14 luglio Rosso Mario Giacomoni Sardegna
1975 29 giugno Nero Alberto Nensor Sofia
1976 29 giugno Borgo Durbecco Vittorio Zama Quassaran
1977 26 giugno Rosso Mario Giacomoni Selmoson
1978 25 giugno Rosso Mario Giacomoni Selmoson
1979 24 giugno Rosso Mario Giacomoni Selmoson
1980 22 giugno Rosso Mario Giacomoni Selmoson
1981 28 giugno Rosso Mario Giacomoni Selmoson
1982 27 giugno Rosso Mario Giacomoni Selmoson
1983 19 giugno Nero Adriano Capiani Colt
1984 24 giugno Borgo Durbecco Gian Luigi Poggiali Pantera
1985 23 giugno Rosso Mario Giacomoni Ten Times a Lady
1986 22 giugno Rosso Mario Giacomoni Ten Times a Lady
1987 28 giugno Nero Adriano Capiani Eugenio
1988 26 giugno Nero Adriano Capiani Eugenio
3 luglio Nero Adriano Capiani Eugenio
1989 26 giugno Verde Massimo Neri Ricky Furbizia II
1990 25 giugno Borgo Durbecco Riccardo Conti Milord
1º luglio Nero Adriano Capiani Eugenio
1991 23 giugno Borgo Durbecco Riccardo Conti Milord
1992 28 giugno Verde Davide Tredozi Ricky Furbizia II
1993 28 giugno Verde Davide Tredozi Ricky Furbizia II
1994 26 giugno Verde Davide Tredozi Cherie Furbizia
1995 11 giugno Nero Luca Ravagli Quaith
2 luglio Nero Adriano Capiani Onda de Zamaglia
1996 9 giugno Nero Luca Ravagli Quaith
23 giugno Nero Adriano Capiani Onda de Zamaglia
1997 22 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
1998 28 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
1999 27 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
2000 25 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
2001 24 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
2002 23 giugno Borgo Durbecco Fabio Massimo Delphinium d'Oc
2003 22 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
2004 27 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
2005 26 giugno Rosso Willer Giacomoni Fiamma
2006 25 giugno Nero Alfiero Capiani Ispina
2007 24 giugno Nero Alfiero Capiani Poldo Dancer
2008 22 giugno Nero Alfiero Capiani Poldo Dancer
2009 28 giugno Rosso Willer Giacomoni Frivola
2010 27 giugno Rosso Willer Giacomoni Frivola
2011[7] 26 giugno Borgo Durbecco Fabio Massimo Ortolano
2012 24 giugno Rosso Gioele Bartolucci Frivola
2013 23 giugno Giallo Daniele Ravagli Nanbo King
2014 22 giugno Verde Marco Diafaldi Fay Dancer
2015 28 giugno Verde Marco Diafaldi Nodiu de Ureco
2016 26 giugno Rosso Valentino Medori Usurpatore
2017 25 giugno Giallo Daniele Ravagli Nanbo King

Torneo della Bigorda d'Oro[modifica | modifica wikitesto]

Un rotellino del gruppo comunale controlla il braccio del Niballo che era stato colpito.

Il Torneo della Bigorda d'Oro nasce nel 1997 ed ha luogo nella serata del sabato che precede la seconda domenica di giugno, due settimane prima del Palio del Niballo. Il nome "Bigorda" rievoca quello della lancia di legno utilizzata nei tornei cavallereschi.

Viene comunemente chiamato anche Palio dei giovani, titolo che evidenzia la natura della gara: le modalità di gioco sono identiche a quelle del Palio vero e proprio, eccetto che per le caratteristiche dei cavalieri. Questi, perlopiù giovani, sono soggetti a due vincoli: chi ha già vinto il Niballo non può correre alla Bigorda; chi corre la Bigorda non può partecipare al Niballo nello stesso anno.

La Bigorda può essere quindi considerata come una specie di test per saggiare il valore dei nuovi cavalieri emergenti, anche se per i rionali ha comunque un notevole valore agonistico.

Dal 2003 il Torneo della Bigorda d'Oro si svolge in notturna, il secondo sabato di Giugno

Vincitori e statistiche della Bigorda d'Oro[modifica | modifica wikitesto]

Rione Numero di vittorie Prima vittoria Ultima vittoria
Rosso 6 2002 2017
Giallo 5 2008 2013
Nero 4 1999 2016
Borgo Durbecco 4 1997 2006
Verde 2 2000 2005
Anno Rione Cavaliere Cavallo
1997 Borgo Durbecco Fabio Massimo Milord
1998 Borgo Durbecco Andrea Gorini Delphinium
1999 Nero Aldo Michinelli Quaith
2000 Verde Cristian Malavolti Dandish
2001 Nero Daniele Maretti Onda de Zamaglia
2002 Rosso Matteo Renzi Ingrid
2003 Rosso Matteo Renzi Flipper
2004 Borgo Durbecco Mourad El Bakori Costanza
2005 Verde Marco Diafaldi Lucifero
2006 Borgo Durbecco Mourad El Bakori Chisca
2007 Nero Roberto Venturelli Texuia
2008 Giallo Daniele Ravagli What Is
2009 Giallo Daniele Ravagli What Is
2010 Rosso Gioele Bartolucci Brown
2011 Giallo Daniele Beoni Arrasussia
2012 Giallo Daniele Beoni Arrasussia
2013 Giallo Daniele Beoni Floriana
2014 Rosso Valentino Medori Usurpatore
2015 Rosso Valentino Medori Usurpatore
2016 Nero Matteo Tabanelli Tout Reserve
2017 Rosso Matteo Gianelli Shock Wave

Eventi correlati[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla Bigorda, altre manifestazioni collaterali si sono affiancate col passare degli anni alla gara vera e propria del Palio, portando alla creazione di un vero e proprio "Mese del Palio".

Nott de bisò[modifica | modifica wikitesto]

Rogo del Niballo in Piazza del Popolo, Nott de bisò 2018 (foto Paolo Morelli).

Dal 1964 un avvenimento legato al Palio è la "Nott de bisò" (notte del bisò), che ha luogo la sera del 5 gennaio nella Piazza del Popolo. La cittadinanza si ritrova nel cuore della città a festeggiare attorno agli stand gastronomici dei cinque rioni, bevendo il tradizionale "bisò" (nome romagnolo del Vin Brulè) preparato sul luogo e venduto nei gotti, piccole "tazze" di ceramica Faentina decorate a mano, raffiguranti i simboli rionali.

In piazza (al centro fino al 2017, alla confluenza dei corsi dal 2018) è collocato un grande pupazzo di cartapesta raffigurante il Niballo e vestito coi colori del rione vincente dell'anno precedente. Il Niballo viene portato su un carro tradizionale romagnolo trainato da buoi. A mezzanotte il pupazzo viene dato alle fiamme: scaramanticamente i rionali pensano che questo avvenimento possa predire il rione che avrà successo nel nuovo anno (ritengono infatti che la testa del saraceno in fiamme, cadendo, indichi con la sua direzione lo stand del rione "fortunato").

Donazione dei ceri[modifica | modifica wikitesto]

La tradizionale cerimonia della “Donazione dei Ceri” dà il via alle iniziative legate al Palio del Niballo. La cerimonia è nata nel 1997 e avviene in cattedrale in occasione delle celebrazioni per la Beata Vergine delle Grazie, patrona della città, il sabato precedente la seconda domenica di maggio.

Ogni delegazione rionale è composta da un tamburino, due sbandieratori, un portacero, il capo rione, un portagonfalone e due armati, mentre quella del Gruppo Municipale da tre chiarine, due tamburini, un portagonfalone, un portacero, il reggente del gruppo municipale, due armati, il Podestà della Giostra, un valletto e tre rotellini[8]

Arrivati davanti alla Cattedrale le chiarine e i tamburini si schierano sul sagrato, rispettivamente a sinistra e a destra del portone principale, mentre gli sbandieratori si dispongono lungo la scalinata del Duomo. Dopo alcuni squilli di chiarine e rulli di tamburo le delegazioni del Gruppo Municipale e dei Rioni entrano nella Cattedrale: Portagonfaloni e armati si collocano a sinistra dell'altare maggiore, sbandieratori e musici a destra, mentre capi rione, portacero e Podestà della Giostra si collocano nelle prime panche centrali, subito dietro le autorità cittadine. Vicino al portone principale rimangono un rotellino ed il valletto, a guardia di un tavolo con le armi depositate dagli armati all'ingresso (in chiesa infatti, si deve entrare disarmati).

Successivamente, al momento dell'offertorio, i Rioni e il Gruppo Municipale, uno alla volta, donano il cero (ogni candela misura oltre un metro e mezzo d'altezza, per un diametro di circa dieci centimetri) con il proprio stemma alla Madonna delle Grazie, la santa patrona della città. Nella donazione all'officiante, il portacero è accompagnato dal caporione. Dopo che i depositari sono ritornati nelle proprie posizioni, il vescovo consegna il drappo del Palio del Niballo alla città, rappresentata dal Sindaco e dal Gruppo Municipale.
Al termine della santa messa il Palio viene posizionato nella Cappella della Madonna delle Grazie e là vi rimane, visibile a tutta la cittadinanza, fino alle ore 16.00 del giorno del Palio, quando il Podestà della Giostra insieme al portapalio[9] lo prende per portarlo allo stadio dove si svolgerà la gara.

Torneo degli Alfieri Bandieranti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Torneo degli Alfieri Bandieranti di Faenza.
Torneo delle bandiere in Piazza del Popolo (2006), sbandieratori del Rione Verde eseguono la Grande Squadra.

In Piazza del Popolo si disputano le varie gare del Torneo degli Alfieri Bandieranti (comunemente detti Sbandieratori) fra i cinque rioni cittadini.

Nella sera del terzo sabato di giugno i rioni concorrono alla vittoria nelle specialità del Singolo, della Piccola Squadra (composta da 4 a 6 elementi) e della Grande Squadra (composta da 8 a 16 elementi), nonché nella Gara dei Musici (fino a 20 elementi divisi tra suonatori di chiarina e di tamburo). Nella serata successiva, terza domenica di giugno, terminata la solenne cerimonia del Giuramento dei cavalieri che disputeranno il Palio, la tradizione vuole che si svolga la gara della Coppia Storica. Si tratta della gara più antica disputata a Faenza, in quanto fu introdotta nel 1964, ed è molto sentita dai rionali; la proclamazione del Rione vincitore di quest'ultima disciplina avviene con la consegna di una caratteristica botte contenente 50 litri di vino Albana.

Ad emettere i verdetti di tutte le gare faentine è una giuria specializzata della Fisb (Federazione italiana sbandieratori) della quale il "Niballo, palio di Faenza" (organizzazione municipale che rappresenta il comune e tutti i rioni) è membro. La gara di bandiere è a tutti gli effetti un evento sportivo agonistico con regolamento, punteggi per difficoltà e punteggi per errori (dalla bandiera caduta, al movimento fuori tempo, fino all'aver fatto più di tre passi fuori dalla "figura" per recuperare una bandiera con traiettoria errata). Il migliore rione in ogni singola specialità partecipa in settembre ai campionati nazionali sbandieratori (attualmente Faenza partecipa al campionato denominato "Tenzone Aurea", cioè la massima serie della Fisb), rappresentando la città a livello nazionale.

Dopo una rapida apparizione (dal 1981 al 1986) non fanno più parte del Torneo il singolo e la coppia acrobatica

Dal 1986 è stato istituito il Trofeo Valerio Bezzi, dedicato alla memoria dell'ex segretario del Palio, che viene assegnato la domenica sera: si tratta della combinata, che tiene conto di tutti i punteggi di ogni disciplina e assegna il titolo di miglior rione del torneo.

Dal 1995, in occasione del giuramento dei cavalieri che disputano la Bigorda d'Oro (prima domenica di giugno), si svolge una competizione riservata ai giovani alfieri nella specialità della coppia. La proclamazione dei vincitori di questa contesa avviene tramite lo sparo di un Archibugiere Municipale, posizionato sul loggiato superiore del palazzo del Comune, che produce una fumata del colore del rione riconosciuto dai giudici come il migliore. Dal 2006 è stata introdotta anche una gara "giovani" nella specialità del singolo, ed entrambe le specialità sono riservate ad alfieri sbandieranti e musici sotto i ventuno anni. Da segnalare inoltre che, nel tardo pomeriggio della prima domenica di giugno si tiene, dal 2003, un torneo riservato ai Giovanissimi sbandieranti e musici "under 15" dei cinque rioni.

Le bandiere, con asta in fibra di carbonio (una volta era di legno), sono lunghe circa 170 cm e presentano un drappo (misure minime cm. 130 x 130) con i colori e le insegne del rione. Arrivano a pesare dai 500 ai 900 grammi (anche se fino alla fine degli anni ottanta potevano pesare più di un chilo) pur essendo perfettamente bilanciate (il peso è quasi totalmente concentrato in un piombo nel fondo della bandiere). Come prescrive il regolamento della Fisb, la quantità di bandiere usate dal singolo alfiere varia da gara a gara: una-due bandiere per ogni sbandieratore della grande squadra, con lanci multipli e presenza in aria fino a 32 bandiere contemporaneamente; da una a tre bandiere per sbandieratore nella piccola squadra, da una a quattro bandiere per ogni sbandieratore della coppia; da una a cinque bandiere per il singolista, che si destreggia con lanci in sequenza e passaggi di bandiere fra le gambe.

Le figure e gli esercizi che gli alfieri riescono a compiere, accompagnati dal rullo del tamburo e dagli squilli delle chiarine, sono entusiasmanti per eleganza, perfezione e ritmo ed il tutto è inserito in uno spettacolo reso ancora più suggestivo dal contorno degli altri figuranti in armi e dallo scenario della Piazza di Faenza. Per sbandierare e suonare ad alti livelli occorre molto allenamento, tant'è che gli sforzi profusi dai membri di quasi tutti i rioni riprendono a ritmi forzati già pochi mesi dopo la fine del Palio.

Corteo storico[modifica | modifica wikitesto]

Il corteo storico del rione vincitore si appresta a ricevere la premiazione davanti alla cattedrale.

Particolarmente folkloristico è il corteo storico che precede la gara del Palio. Alle ore 16.00 del giorno del Palio, al primo rintocco della torre dell'orologio, il corteo del Gruppo Municipale si posiziona ai piedi della scalinata del Duomo, dal quale esce il Palio che rimarrà in consegna al Gruppo Municipale fino alla premiazione. Poi i cinque rioni entrano in piazza seguendo l'ordine di arrivo al Palio dell'anno precedente. All'ingresso di ogni Rione, dai loggiati del Palazzo del Comune gli sbandieratori agitano le bandiere in segno di saluto al proprio corteo. Entrati tutti i rioni, c'è l'ingresso del Gruppo Municipale, e in seguito alla lettura del "Bando", in cui il banditore o araldo chiama i Rioni "a singolar tenzone", ha inizio il corteo vero e proprio, dalla Piazza del Popolo fino allo stadio "Bruno Neri" dove si disputa la corsa. Il Gruppo Municipale è in testa e a seguire ci sono tutti i rioni, il cui ordine di sfilata è stabilito dalla classifica dell'anno precedente. I costumi riprendono vestiti e tradizioni dell'epoca che va dal 1410 al 1501 (periodo di maggior splendore della Signoria dei Manfredi, signori di Faenza): sfilano cavalieri, armati, dame, magistrati, suonatori di chiarine, tamburini e sbandieratori, al ritmo della marcia di ogni rione.

Premiazione[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall'edizione 2006 la premiazione del vincitore del Palio non avviene più sul campo di gara. Al termine del torneo si forma nuovamente il corteo che torna verso il centro della città e raggiunge Piazza della Libertà. La consegna del Palio avviene sopra le gradinate della cattedrale, alla presenza del sindaco, del vescovo e di una folla di appassionati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'idea di recuperare il Palio del Niballo si deve a Ermanno Cola e Giuseppe Sangiorgi, che trassero ispirazione dalle antiche cronache del torneo cavalleresco risalenti all'epoca rinascimentale.
  2. ^ Un libro per il cinquantennale del Palio del Niballo, su inbanca.bcc.it. URL consultato il 5 giugno 2017.
  3. ^ cenni storici, su racine.ra.it:80. (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2010)..
  4. ^ I saraceni o mori rappresentavano in epoca medievale e rinascimentale l'archetipo del nemico.
  5. ^ I cavalieri devono mantenere per tutto il percorso un'andatura di galoppo e sono tenuti ad essere presenti dentro gli stalli chiusi al "Via!" del "Podestà della Giostra".
  6. ^ Appena un braccio viene colpito e si solleva, un congegno meccanico presente all'interno del Niballo blocca l'altro braccio che, sebbene possa comunque ruotare per evitare di danneggiarsi o danneggiare la lancia, non può più sollevarsi.
  7. ^ Il cavallo del giallo (Floriana) è stato squalificato per esito positivo ai test antidoping ed è stato assegnato il Palio al rione Bianco 2º classificato
  8. ^ Figuranti addetti al controllo della storicità e della buona riuscita della sfilata: sono gli unici figurante che possono spostarsi e non andare al passo durante la sfilata.
  9. ^ Il figurante addetto a portare il Palio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Dalmonte, Gli antenati illustri del Niballo-Palio di Faenza, Casanova, 2009, ISBN 8895323327.

• Primo Solaroli Niballo il Palio di Faenza anno 1970 Editore F.lli Lega

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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