Palazzo di San Callisto

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Palazzo di San Callisto
2016 Palazzo di San Callisto (Rome).jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma
IndirizzoPiazza San Callisto
Coordinate41°53′21.48″N 12°28′12.72″E / 41.8893°N 12.4702°E41.8893; 12.4702Coordinate: 41°53′21.48″N 12°28′12.72″E / 41.8893°N 12.4702°E41.8893; 12.4702
Informazioni
CondizioniIn uso
UsoSede di dicasteri e uffici della Curia romana e del servizio diplomatico della Santa Sede, di organizzazioni cattoliche e residenza di prelati
Realizzazione
ProprietarioSanta Sede

Il Palazzo di San Callisto è un palazzo barocco nel quartiere romano di Trastevere e zona extraterritoriale della Santa Sede in Italia.[1] Il palazzo sorge sulla piazza centrale del quartiere ed è adiacente alla chiesa di Santa Maria in Trastevere.

Nel cortile del palazzo si trova il pozzo dove, secondo la tradizione, fu martirizzato papa Callisto I da cui il l'edificio prende il nome.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A sinistra Palazzo San Callisto e a destra la chiesa di Santa Maria in Trastevere in un'incisione di Giuseppe Vasi della metà del XVIII secolo.

Il palazzo era originariamente la residenza dei cardinali del titolo di Santa Maria in Trastevere e venne rinnovato nel XVI secolo dal cardinale Giovanni Gerolamo Morone. Papa Paolo V concesse il palazzo ai monaci dell'Ordine di San Benedetto che dovettero lasciare il loro precedente monastero a causa di un ampliamento del Palazzo del Quirinale. L'edificio prese il nome della piccola chiesa adiacente e lo mantiene ancora oggi. Tra il 1610 e il 1618 furono ristrutturati sia la chiesa che il convento.[3] La sua facciata domina ancora oggi la piazza antistante. Nel 1936 l'architetto Giuseppe Momo progettò la costruzione di una nuova ala.[2]

Secondo i Patti Lateranensi tutta la zona del palazzo appartiene alla Santa Sede e costituisce una sua zona extraterritoriale in Italia.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo di San Callisto ospita i seguenti uffici:

Nel palazzo risiedono anche i cardinali Javier Lozano Barragán e Paul Joseph Jean Poupard.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://whc.unesco.org/en/list/91
  2. ^ a b Claudio Rendina: Le Chiese di Roma, S. 57.
  3. ^ Michele D'Innella: Guida Rossa Roma, S. 577.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]