Palazzo del Podestà (Bologna)

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Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà - Bologna.jpg
Il palazzo del Podestà
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Bologna
Indirizzo piazza Maggiore, 1
Coordinate 44°29′39.25″N 11°20′35.71″E / 44.494236°N 11.343253°E44.494236; 11.343253Coordinate: 44°29′39.25″N 11°20′35.71″E / 44.494236°N 11.343253°E44.494236; 11.343253
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1200 circa
Stile originariamente romanico, fu rimaneggiato in stile rinascimentale alla fine del XV secolo
Uso mostre ed eventi
Realizzazione
Architetto Aristotele Fioravanti (1484-1494)
Proprietario Comune di Bologna
 

Il palazzo del Podestà a Bologna si affaccia su piazza Maggiore, nel pieno centro della città, assieme al Palazzo Comunale e alla basilica di San Petronio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo del Podestà venne eretto nel 1200 circa, insieme a Piazza Maggiore come edificio per svolgere le funzioni pubbliche e quindi sede del podestà e i suoi funzionari.

L'assetto attuale è molto differente dall'originario anche perché il Palazzo Re Enzo fu costruito successivamente, tra il 1244 il 1246.

Si tratta di un grande complesso architettonico attraversato da due strade che si incrociano sotto il Voltone del Podestà, sopra il quale si erge la cosiddetta torre dell'Arengo, torre quadrangolare in cotto realizzata da Alberto di S. Pietro nel 1259 in sostituzione dell'originaria struttura lignea risalente al 1212, la cui campana richiamava il popolo in caso di eventi straordinari.

Nel 1453 Aristotile Fioravanti collocò l'attuale campana (detta il campanazzo) e rinnovò la facciata romanica con uno stile rinascimentale per volere di Giovanni II Bentivoglio, seppure non terminando mai la realizzazione a causa della cacciata della famiglia Bentivoglio dalla città.

Il grande Salone del Podestà al piano nobile, un tempo aula di giustizia, venne utilizzato dal 1581 al 1767 come Teatro Pubblico (dove, nel 1616, andò in scena la seconda versione dell'Euridice) e, in seguito, come campo di gioco del pallone. Venne affrescato completamente da Adolfo De Carolis agli inizi del XX secolo in stile michelangiolesco con i protagonisti e gli episodi più importanti della città, come la fondazione da parte degli etruschi, l'arrivo dei romani, l'Università e la cattura di re Enzo (fra cui un affresco intitolato Abolizione della servitù in ricordo degli avvenimenti del 1256 e del Liber Paradisus). Gli affreschi del soffitto purtroppo furono staccati dopo la seconda guerra mondiale per essere restaurati e non furono più ricollocati in sito.

La parte inferiore del palazzo è decorata con centinaia di formelle con motivo floreale, tutte diverse tra di loro.

Il palazzo del Podestà fu affiancato da Palazzo Re Enzo nel 1245, dopo soli 40 anni, in quanto si rivelò inadeguato ad ospitare la massiccia partecipazione popolare al governo della città.

Tra il Palazzo del Podestà e il Palazzo Re Enzo si trova il Voltone del Podestà, una volta a crociera sostenuta agli angoli da quattro pilastri sormontati da altrettante statue in terracotta rappresentanti i santi protettori della città, san Petronio, san Procolo, san Domenico e san Francesco, tutte realizzate da Alfonso Lombardi nel 1525. Il Voltone del Podestà era noto anticamente come luogo in cui venivano eseguite le impiccagioni, chiaramente visibili dal lato della Piazza Maggiore come monito per il popolo; si possono ancora notare le travi a cui venivano fissate le funi. Curiosa la peculiarità dell'acustica del Voltone: infatti se si parla a bassa voce rivolti contro uno dei quattro angoli del Voltone, chi sta in uno degli altri angoli opposti, sempre rivolto verso il muro, può sentire chiaramente quanto sussurrato.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

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