Palazzo del Podestà (Bologna)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà - Bologna.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàBologna
Indirizzopiazza Maggiore, 1
Coordinate44°29′39.25″N 11°20′35.71″E / 44.494236°N 11.343253°E44.494236; 11.343253Coordinate: 44°29′39.25″N 11°20′35.71″E / 44.494236°N 11.343253°E44.494236; 11.343253
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1200 circa
Stileoriginariamente romanico, fu rimaneggiato in stile rinascimentale alla fine del XV secolo
Usomostre ed eventi
Realizzazione
ArchitettoAristotele Fioravanti (1484-1494)
ProprietarioComune di Bologna

Il palazzo del Podestà a Bologna si affaccia su piazza Maggiore, nel pieno centro della città, assieme al Palazzo Comunale e alla basilica di San Petronio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo del Podestà venne eretto nel 1200 circa, insieme a Piazza Maggiore come edificio per svolgere le funzioni pubbliche e quindi sede del podestà e i suoi funzionari. L'assetto attuale è molto differente dall'originario anche perché il Palazzo Re Enzo fu costruito successivamente, tra il 1244 il 1246.

Si tratta di un grande complesso architettonico attraversato da due strade che si incrociano sotto il Voltone del Podestà, sopra il quale si erge la cosiddetta torre dell'Arengo, torre quadrangolare in cotto realizzata da Alberto di S. Pietro nel 1259 in sostituzione dell'originaria struttura lignea risalente al 1212, la cui campana richiamava il popolo in caso di eventi straordinari.

Nel 1453 Aristotile Fioravanti collocò l'attuale campana (detta il campanazzo) e rinnovò la facciata romanica con uno stile rinascimentale per volere di Giovanni II Bentivoglio, seppure non terminando mai la realizzazione a causa della cacciata della famiglia Bentivoglio dalla città.

Il grande Salone del Podestà al piano nobile, un tempo aula di giustizia, venne utilizzato dal 1581 al 1767 come Teatro Pubblico (dove, nel 1616, andò in scena la seconda versione dell'Euridice) e, in seguito, come campo di gioco del pallone. Venne affrescato completamente da Adolfo De Carolis agli inizi del XX secolo con "I Fasti della Città di Bologna" in stile michelangiolesco. Il ciclo pittorico vuole illustrare i protagonisti e gli episodi più importanti della città, dalla fondazione da parte degli etruschi, l'arrivo dei romani, l'Università e il libero Comune con la cattura di re Enzo (fra cui un affresco intitolato Abolizione della servitù in ricordo degli avvenimenti del 1256 e del Liber Paradisus). Gli affreschi del soffitto purtroppo furono staccati dopo la seconda guerra mondiale per essere restaurati e non furono più ricollocati in sito.

La parte inferiore del palazzo è decorata con centinaia di formelle con motivo floreale, tutte diverse tra di loro. Il palazzo del Podestà fu affiancato da Palazzo Re Enzo nel 1245, dopo soli 40 anni, in quanto si rivelò inadeguato ad ospitare la massiccia partecipazione popolare al governo della città.

Tra il Palazzo del Podestà e il Palazzo Re Enzo si trova il Voltone del Podestà, una volta a crociera sostenuta agli angoli da quattro pilastri sormontati da altrettante statue in terracotta rappresentanti i santi protettori della città, san Petronio, san Procolo, san Domenico e san Francesco, tutte realizzate da Alfonso Lombardi nel 1525. Il Voltone del Podestà era noto anticamente come luogo in cui venivano eseguite le impiccagioni, chiaramente visibili dal lato della Piazza Maggiore come monito per il popolo; si possono ancora notare le travi a cui venivano fissate le funi. Curiosa la peculiarità dell'acustica del Voltone: infatti se si parla a bassa voce rivolti contro uno dei quattro angoli del Voltone, chi sta in uno degli altri angoli opposti, sempre rivolto verso il muro, può sentire chiaramente quanto sussurrato.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN172536032 · LCCN (ENn82045277 · GND (DE4574252-2 · ULAN (EN500305072 · BAV ADV11985581

u la prima sede del governo cittadino esercitato appunto dal Podestà e dai suoi giudici e ufficiali. L'assetto originario non era molto differente da quello odierno: sotto le volte del portico e tutt'intorno si succedevano le animate botteghe di merciai, fruttivendoli e artigiani, mentre sotto le scale di accesso al primo piano i notai stipulavano atti e contratti. Fin dall'inizio disponeva di una torre campanaria detta dell'arengo per chiamare a raccolta i cittadini in caso di eventi straordinari (assemblee, guerre..). Originariamente doveva però trattarsi di una costruzione lignea che fu sostituita nel 1259 dall'odierna torre quadrangolare in cotto realizzata da Alberto di S. Pietro. I quattro pilastri angolari che sostengono la torre formano una volta a crociera detto 'Voltone del Podestà' in cui nel 1525 furono poste le statue in terracotta dei santi protettori della città plasmate da Alfonso Lombardi: S. Petronio, S. Procolo, S. Domenico e S. Francesco. Un particolare effetto acustico consente ai visitatori di parlarsi sommessamente dagli angoli opposti del voltone. Su un modello di Aristotile Fioravanti, che nel 1453 collocò l'attuale campana, la facciata romanica venne rinnovata in forme rinascimentali per volontà del signore della città, Giovanni II Bentivoglio. La ristrutturazione avviata tra 1484-94 con la collaborazione di Marsilio Infrangipani per la parte decorativa in bugnato rimane però incompiuta. Al piano nobile l'ampio salone del podestà già utilizzato come teatro pubblico tra XVI e XVIII secolo e quindi sala per il gioco del pallone fu affrescato nel primo decennio del XX secolo da Adolfo De Carolis e allievi con episodi celebri della storia di Bologna