Palazzo baronale (Archi)

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Palazzo baronale Lannutti
Archi-MuraCastello.JPG
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Città Archi
Coordinate 42°05′29.22″N 14°22′51.4914″E / 42.09145°N 14.38097°E42.09145; 14.38097Coordinate: 42°05′29.22″N 14°22′51.4914″E / 42.09145°N 14.38097°E42.09145; 14.38097
Informazioni generali
Tipo Castello
Inizio costruzione XI secolo
Condizione attuale Rudere

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Il palazzo baronale è un edificio storico di Archi, in provincia di Chieti. È definito anche Castello Lannutti, in riferimento all'ultima famiglia proprietaria, ed era l'edificio fortificato del borgo medievale, fondato nell'XI secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione del castello risale all'incirca all'anno 1000 quando si ha notizia di Fara Adami, un centro abitato sul fiume Sangro, insieme ad Adamo, un prete, e Ranieri, un gastaldo, ma il primo documento ufficiale che attesta l'esistenza di questo castello è nel 1075 quando viene menzionato nel Catalogus Baronum.

Dopo varie vicissitudini feudatari nel 1559 Archi e quindi anche questo castello passarono a Martino di Segua. Vari documenti noratili documentano che Martino operò varie opere di restauro al castello di cui non se ne conosce di che ali dell'edificio vengono restaurate. I restauri furono affidati al mastro Antonio Malerma. Martino, successivamente, dovette vendere all'asta il castello per vari debiti nel 1563, di motivazioni di tali debiti non viene fatta menzione.

Dei documenti seicenteschi citano il castello anche se a livello secondario, tra questi documenti vi è uno che attesta che Giovan Battista de Marino nel 1644 aveva avuto dei problemi legali per quanto concerne l'eredità.

Dal XVIII secolo appartenne alla famiglia Lannutti, da cui il nome, fino al sequestro tedesco nel 1943. Infatti i nazisti sfruttarono il castello come stazione di controllo militare sopra la val di Sangro per vigilare sull'arrivo delle truppe inglesi da Paglieta. Data poi l'impossibilità di vigilare sulla zona, con conseguente ritiro verso le montagne dell'alto Sangro, il castello fu minato e danneggiato dagli stessi nazisti. Attualmente versa in pessimo stato di conservazione, in attesa di restauro. Ne rimangono solamente le cortine Ovest e sud. Del resto ne rimane solo qualche abbozzo che fa capire il perimetro originale, con mura interne e la base delle due torri angolari cilindriche, tranne che nel lato est che è completamente andato distrutto.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Il suo aspetto originale era quadrangolare con due torri a mura a scarpa negli angoli sud-occidentale e sud-orientale. La prima aveva un diametro di circa 7,50 metri.

Il lato nord aveva un terrapieno a bastioni.

Ad est ed ovest vi erano fortificati con corpi di fabbrica che aumentavano la forza di resistenza.

Il blocco centrale quadrangolare misurava da 40 X 34 metri con un cortile interno che misurava 17 X 13 metri.

Il castello era suddiviso in tre piani di cui uno seminterrato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Testo tratto e basato da: Sangroaventino, Palazzo baronale, sangroaventino.itsezioni, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucio Como et al., Archi: dal borgo medievale alla casa comunale, Ari, Tinari, 1994.
  • Marialuce Latini, Archi (CH) - Il Castello, in Guida ai Castelli d'Abruzzo, Pescara, Carsa Edizioni, 2000, p. 146, ISBN 88-85854-87-7.

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