Palazzo Vitelleschi

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Palazzo Vitelleschi
Palazzo Vitelleschi Museo archeologico nazionale - Tarquinia 03.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàTarquinia
IndirizzoPiazza Cavour, Tarquinia
Coordinate42°15′13.68″N 11°45′20.52″E / 42.2538°N 11.7557°E42.2538; 11.7557Coordinate: 42°15′13.68″N 11°45′20.52″E / 42.2538°N 11.7557°E42.2538; 11.7557
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1436 - 1439
Stilegotico - rinascimentale
UsoMuseo Archeologico Nazionale Tarquiniense
Realizzazione
ProprietarioGiovanni Maria Vitelleschi

Palazzo Vitelleschi è un palazzo di Tarquinia, sede del Museo archeologico nazionale di Tarquinia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Voluto dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi, ed edificato tra il 1436 ed il 1439 (con il completamento dei lavori però solo nel 1460-90), viene considerato uno dei principali palazzi rinascimentali del Lazio. Fu costruito inglobando parti di edifici preesistenti, quali un gruppo di case verso via Mazzini, un grosso muro presso le scale delle antiche mura di Corneto Vecchio, e buona parte della parete verso piazza Soderini. La disomogeneità stilistica, ben evidente in facciata o nel cortile, è dovuta o alle diverse fasi esecutive, o a un cambio di architetto in corso d'opera.[1]

Dopo la morte del cardinale in palazzo venne incamerato, ed usato da alcuni pontefici, tra cui Leone X. Alla fine del Cinquecento venne ammodernato dal cardinale Charles d'Angennes de Rambouillet, all'epoca governatore per Sisto V, infine passò alla famiglia Soderini[1].

All'inizio del Novecento il Comune lo passò allo Stato, che vi allestì un primo Antiquarium; è del 1924 la collocazione nel palazzo della sede del Museo archeologico nazionale di Tarquinia.[2]

Il 17 gennaio 1944 fu colpito da una bomba, che lo danneggiò gravemente, richiedendo un accurato restauro nel Dopoguerra[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c TCI, cit., p. 169.
  2. ^ Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense - Tarquinia (VT), su archeo.it. URL consultato il 14 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]