Palazzo Orsini (Ghedi)

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Palazzo Orsini
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàGhedi
Indirizzovia Palazzo
Coordinate45°24′05.98″N 10°16′19.49″E / 45.40166°N 10.27208°E45.40166; 10.27208Coordinate: 45°24′05.98″N 10°16′19.49″E / 45.40166°N 10.27208°E45.40166; 10.27208
Informazioni generali
CondizioniDemolito
Costruzioneinizi XVI secolo
Demolizioneparziale nella seconda metà XIX secolo
Distruzioneparziale
Stilerinascimentale
Usoasilo
Pianidue
Realizzazione
ProprietarioNiccolò Orsini
CommittenteNiccolò Orsini
Caradosso, medaglia di Niccolò Orsini, recto.

Palazzo Orsini era un palazzo storico di Ghedi in provincia di Brescia, situato in via Palazzo.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'imponente edificio, con doppio loggiato al piano terra e al piano primo, venne commissionato agli inizi del Cinquecento dal famoso condottiero Niccolò Orsini, conte di Pitigliano e capitano generale dell'esercito della Serenissima,[1] al quale Venezia diede Ghedi in feudo. Qui il condottiero abitava stabilmente e riceveva la visita dei funzionari della Repubblica di Venezia.

Orsini diede incarico al pittore Romanino tra il 1506 e il 1509 di decorare le sale del palazzo, mentre per la loggia venne incaricato Marcello Fogolino.[2]

Nella seconda metà dell'Ottocento il palazzo venne progressivamente abbattuto e parte degli affreschi e delle opere scultoree vennero ceduti a musei bresciani ed europei.[3] Rimane traccia delle fattezze del palazzo in un quadro intitolato Veduta dell'interno di una casa colonica del pittore bresciano Faustino Joli (1814-1876) e conservato nel Musei Civici di Arte e Storia di Brescia.

Parte dell'antica struttura rimasta è stata recuperata, ristrutturata ed adibita ad asilo (2014).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune di Casalmoro, Corte Castello di Casalmoro. Storia e restauro di una dimora quattrocentesca, a cura di Mariano Vignoli, Mantova, Publi Paolini, 2018, ISBN 978-88-85614-29-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]