Palazzo Nasi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Palazzo Nasi
Palazzo Nasi.JPG
Palazzo Nasi, veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
Indirizzopiazza dei Mozzi 4
Coordinate43°45′54″N 11°15′28.8″E / 43.765°N 11.258°E43.765; 11.258Coordinate: 43°45′54″N 11°15′28.8″E / 43.765°N 11.258°E43.765; 11.258
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Palazzo Nasi si trova in piazza dei Mozzi 4 a Firenze.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente in questa zona si trovavano alcuni piccoli palazzi di varie famiglie (Benci, Bachi, Bardi e Nasi), che sfruttavano la vicinanza con il ponte alle Grazie. Questi edifici vennero acquistati da Nasi a più riprese tra il 1460 e il 1469, per unirli in un unico palazzo.

Secondo Giorgio Vasari il progetto venne iniziato nei primi decenni del Cinquecento da Baccio d'Agnolo e terminato da suo figlio Domenico, con l'inserimento di un terrazzino. Altre fonti citano invece un altro architetto responsabile del progetto, Filippo Baglioni, che pure era figlio di Baccio.

Il 24 ottobre 1529 durante l'assedio di Firenze, con il quale i Medici volevano reinstaurare il loro dominio dopo l'espulsione, trovarono rifugio ospitale in questo palazzo i religiosi dell'Ordine di Santa Brigida, fuggiti dal loro convento del Paradiso al Bandino, (dove nacque suor Domenica del Paradiso), convento che accoglieva nelle sue mura monaci e monache, divisi da muri separatori, soppresso per ragioni di moralità nel XVII secolo.

Appartenevano ai Nasi anche due palazzi adiacenti verso il fiume che nel 1522 furono venduti ai Del Nero e dove oggi sorge appunto il palazzo Torrigiani del Nero. Forse il Vasari si confuse con questo palazzo che in effetti risulta opera di Domenico di Baccio d'Agnolo.

Tra Cinque e Seicento il palazzo venne ristrutturato forse da Alfonso Parigi il vecchio, e in quell'occasione venne decorata la facciata con preziosi graffiti che ancora oggi caratterizzano il palazzo. Anche il cortile e gli ambienti interni vennero ammodernati.

In seguito fu acquistato dal Marchese Torrigiani, già possessore dell'attiguo palazzo Del Nero. Nel corso dell'Ottocento il palazzo venne sopraelevato di un piano e fu costruito un mezzanino tra pian terreno e primo piano sul lato del cortile.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il portale

La facciata presenta i canonici tre piani, con un corpo più tardo aggiunto al di sopra della facciata oltre il tetto spiovente. Gli elementi architettonici sono tipici dei palazzi fiorentini post-rinascimentali, con un ampio portale sormontato da un balcone, finestre inginocchiate al pian terreno e due file di finestre, in questo caso quattro a piano, evidenziate da una cornice marcapiano: al piano nobile con timpano ad arco; al piano superiore con architrave sporgente. Anticamente la facciata possedeva cinque finestre per piano e il portale era così posto al centro, ma il nuovo assetto fu dovuto ad una riduzione in seguito alla costruzione del palazzo attiguo.

Mascheroni e altre figure di ispirazione buontalentiana completano con i graffiti la decorazione della facciata.

Il cortile interno ha un portico con arcate oggi tamponate, sopra le quali si aprono finestre simili a quelle della facciata.

Al piano nobile sopravvivono alcune stanze con pregevoli decorazioni sette-ottocentesche, con affreschi di motivi floreali e vegetali, scene allegoriche e mitologiche sui soffitti, putti e un interessante ciclo delleStagioni, con raffigurazioni a monocromo di putti impegnati nelle varie attività agricole di ciascun periodo dell'anno. In una stanza al secondo piano sono presenti affreschi in trompe-l'œil con vedute dell'Arno rese con particolari accorgimenti prospettici e incorniciate da finte architetture. Un altro ambiente doveva essere una sala da musica come suggeriscono due figure con strumenti musicali sul soffitto.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Una targa sulla facciata datata 1871 ricorda il marchese Carlo Torrigiani, fondatore della scuola di San Niccolò e sostenitore di altri istituti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Lumachi Firenze - Nuova guida illustrata storica-artistica-aneddotica della città e dintorni, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 1929
  • Sandra Carlini, Lara Mercanti, Giovanni Straffi, I Palazzi parte seconda. Arte e storia degli edifici civili di Firenze, Alinea, Firenze 2004.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]