Palazzo Milzetti

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Museo Nazionale dell'età neoclassica in Romagna
Palazzo Milzetti (entrata).jpg
La vasta sala ottagonale detta "Tempio di Apollo"
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàFaenza
IndirizzoVia Tonducci 15
Caratteristiche
TipoArte, Architettura
Sito web

Coordinate: 44°17′07.12″N 11°52′42.32″E / 44.28531°N 11.878423°E44.28531; 11.878423

Palazzo Milzetti è uno storico edificio situato a Faenza, in provincia di Ravenna.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il matrimonio di Nettuno e Anfitrite, antibagno "all'uso delle Terme di Tito"

Il faentino Conte Nicola Milzetti affidò nel 1792 all'architetto Giuseppe Pistocchi l'incarico di costruire un palazzo, unificando le antiche case di famiglia che erano state danneggiate dal forte sisma del 1781. L'intervento del Pistocchi riguardò la facciata, ornata da un bugnato manierista che incornicia le finestre, e le principali strutture del Palazzo. I fregi sopra le finestre del piano nobile, che riprendono l'alternanza di metope e triglifi dell'ordine dorico, concorrono a movimentare la facciata insieme a cornici e a balaustre. Pistocchi aveva appena iniziato la sistemazione degli interni quando, nel 1796, venne arrestato e incarcerato a San Leo come giacobino. Dopo la morte del Conte Nicola, il figlio Conte Francesco Milzetti, napoleonico Cavaliere della Corona Ferrea e Colonnello comandante la 4ª compagnia della Guardia d'Onore del Viceré d'Italia, nel 1799 incaricò per la ripresa dei lavori l'architetto Giovanni Antonio Antolini, che era già al lavoro in altri palazzi faentini sotto la protezione dei Conti Laderchi. L'Antolini progettò il completamento dello scalone e l'ampio salone ottagonale al piano nobile, il "Tempio di Apollo", aprendo la grande serliana sul giardino (1800-1801). Nel 1802 iniziò la decorazione degli interni ad opera di Felice Giani e della sua organizzata bottega guidata da Gaetano Bertolani. La realizzazione degli stucchi fu affidata ai plasticatori Francesco e Giovan Battista Ballanti Graziani e ad Antonio Trentanove.

Priamo chiede la restituzione del corpo di Ettore, Palazzo Milzetti

La decorazione del palazzo si protrasse dal 1802 al 1805 e si trattò di un'impresa grandiosa. Le pitture e gli stucchi infatti, attraverso raffinati riferimenti mitologici e storici, rimandano alla funzione specifica di ciascun ambiente e caratterizzano ogni sala come nucleo a sé stante, frutto di una progettazione tutta incentrata sull'unità delle arti. Gli ornamenti inoltre, basati su colte rielaborazioni delle grottesche antiche e rinascimentali e realizzati a tempera su muro, si armonizzano con le partiture architettoniche esistenti incorporando porte e finestre e hanno mantenuto l'intatta brillantezza d'origine. Ma già nel 1808 Francesco Milzetti dovette vendere l'amata residenza per gravi dissesti finanziari. Il palazzo venne comprato da Pasquale Papiani di Modigliana che a sua volta lo rivendette nel 1814 a Domenico Ugolini. Nel 1817 passò ai Conti Ercole e Giuseppe Rondinini. Ai conti Rondinini si deve il completamento tra il 1830 e il 1851 dell'ala occidentale dell'edificio, degli arredi e la realizzazione del vasto giardino con la "capanna rustica" decorata a trompe d'oeil da Romolo Liverani. Alla morte del Conte Giuseppe, il palazzo passò alla sorella Faustina sposata col Conte Magnaguti di Mantova. Quest'ultima casata vendette il palazzo nel ventesimo secolo all'avvocato Bolognesi, che lo rivendette allo Stato nel 1973. Dopo i primi restauri, nel 1979 fu aperto al pubblico e dal 2001 è il museo dell'Età Neoclassica in Romagna. Antonio Paolucci ha così scritto in occasione della mostra tenuta a Faenza, Palazzo Milzetti, dal 15 marzo al 21 giugno 2009: "Non troverete né a Vienna né a San Pietroburgo e neppure a Parigi un edificio paragonabile per raffinatezza, per eleganza, per gusto incantevole del decoro interno, all'edificio che l'architetto Pistocchi edificò e Felice Giani affrescò fra il 1802 e il 1805 per il conte Francesco Milzetti.".[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catalogo della mostra L'officina neoclassica: dall'accademia de' pensieri all'accademia d'Italia. Cinisello Balsamo: Silvana Editoriale, 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sebastiano Conti Castelli, In morte del conte Francesco Milzetti colonnello capitano nelle Reali guardie d'onore del regno italico: nota istorica contemporanea Bologna: Tip. San Tommaso d'Aquino, 1848.
  • Anna Maria Iannucci, Palazzo Milzetti a Faenza, in Bollettino d'arte del ministero dei beni culturali, n.10-1981.
  • Anna Colombi Ferretti, Ennio Golfieri, Anna Ottani Cavina, Il Museo nazionale dell'età neoclassica di Palazzo Milzetti in Faenza, Edizioni Alfa, Bologna 1983.
  • Anna Colombi Ferretti, Pietro Lenzini, Marcella Vitali Palazzo Milzetti: guida alla visita, Faenza: Edit Faenza, 2000.
  • Domenico Savini Mentre ve n'ha una: la vita straordinaria di Giacinta Milzetti discendente di una Santa e amata da un futuro Papa, in Manfrediana: bollettino della Biblioteca comunale di Faenza, n. 35/36, 2000.
  • Anna Colombi Ferretti Palazzo Milzetti: Museo Nazionale dell'età Neoclassica in Romagna, Ravenna: Provincia di Ravenna, 2012.
  • Andrea Emiliani, Palazzo Milzetti Bolognesi. L'inesplicabile splendore del bianco e oro, Carta Bianca Editore, Faenza, 2014, ISBN 978-88-97550303.

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