Palazzo Mellucci

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Palazzo Mellucci
Palazzo Mellucci.jpg
Facciata
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàNapoli
Indirizzovia Stella n. 45[1]
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVIII - XIX secolo
Stileneoclassico
Usoresidenziale
Realizzazione
CommittenteFamiglia Mellucci

Palazzo Mellucci è uno storico palazzo neoclassico di Napoli, situato in via Stella n. 45, nell'omonimo quartiere.[2]

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Mellucci fu uno dei primi palazzi patrizi costruiti su via Stella dal casato Mellucci, eretto tra il XVIII e il XIX secolo, poco più avanti è situato il Palazzo del Principe di Sannicandro, cugini dei Mellucci. Sul posto era già presente un palazzo[3] seicentesco e taluni corpi di fabbrica medioevale: la facciata un tempo affrescata viene radicalmente mutata nel tempo in stile neoclassico, finito nel 1793, visibile dall'esterno è l'atrio del palazzo, un tempo affrescato. Il palazzo è disposto su tre piani più mezzanino e botteghe; presenta anche un cortile centrale. Le finestre sono impreziosite con decorazioni organiche e timpani triangolari e convessi che si alternano, mentre il portale in piperno è composto da un arco a tutto sesto con lesene ioniche. Il palazzo, residenza della famiglia Mellucci[4], divenne meta di visite e incontri degli esponenti della cultura illuminista napoletana dell'epoca, come Pietro Antonio Ridola, Domenico Cattaneo, Gaetano Filangieri, Luisa Sanfelice (la quale viveva al Palazzo Mastelloni cugini dei Mellucci[5]) e successivamente il palazzo, per i suoi fastosi interni, ospitò Garibaldi e il suo seguito. Divenne poi noto come ritrovo di incontri culturali con i colleghi dell'ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci, Pier Luigi Nervi, Antonio Cardarelli, Onorato Fava, Alfonso Ridola, Domenico Ridola, Francesco Ricciardi, Pasquale Borrelli e Giuseppe Mannajuolo[6]. Agli inizi del 900' la famiglia Mellucci si è trasferita al Vomero alla fine di via Palizzi presso la villa/palazzina a monte costruita e progettata dall'ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario generale d'Italia, Annuario generale d'Italia guida generale del Regno, 1933. URL consultato l'11 novembre 2018.
  2. ^ Alfonso Ridola e l'albo scientifico-letterario-artistico "Il Manzoni" : lettera inedita / Francesca Caggiano, Giorgio Mellucci Pubblicazione, Napoli: Autorinediti, 2015
  3. ^ Sergio Attanasio, I palazzi di Napoli: architetture e interni dal Rinascimento al neoclassico, Napoli, edizioni scientifiche italiane, 1999, p. 124, ISBN 9788881148530.
  4. ^ Ernesto A. del Mercato, Casa della SS. Annunziata, Laureana Cilento, Nigro di Matonti, 1995, pp. 31.
  5. ^ Ruggiero di Castiglione, La Massoneria nelle Due Sicilie: E i fratelli meridionali del '700 ., Volume 3, Gangemi, 2014, ISBN 9788849228908.
  6. ^ Giulio Ulisse Arata Deutsche Bank Napoli, su 1995-2015.undo.net. URL consultato il 12 novembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aurelio De Rose, I palazzi di Napoli, Newton & Compton Editori, 2001
  • Italo Ferraro, Napoli: atlante della città storica, Volume IV, Oikos, 2006
  • Alfonso Ridola e l'albo scientifico-letterario-artistico "Il Manzoni" : lettera inedita / Francesca Caggiano, Giorgio Mellucci Pubblicazione, Napoli: Autorinediti, 2015
  • Aurelio De Rose, I Palazzi di Napoli. Storia, curiosità e aneddoti che si tramadano da secoli su questi straordinari testimoni della vita partenopea, Newton e Compton editori, Napoli, 2004.
  • Guida d'Italia, Napoli e dintorni, Touring Club, edizioni da 1927 a 2001, p. 164, ISBN 88-365-1954-7
  • Storia della Chiesa metropolitana di Capua, di Francesco Granata, 1766
  • Cultura e volontariato in Campania di Sergio Brancaccio, 2015
  • Il Centenario del Museo Ridola 1911 - 2011 di Giorgio Mellucci, editore Archeologiattiva
  • Renato de Fusco (1989). Il floreale a Napoli (2 edizione). Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane. ISBN 88-7104-528-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

[1]