Palazzo Gio Vincenzo Imperiale

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Palazzo Gio Vincenzo Imperiale
PalazzoImperiale.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Località Genova
Indirizzo Campetto, 8a
Coordinate 44°24′32.5″N 8°55′54.13″E / 44.409028°N 8.931703°E44.409028; 8.931703Coordinate: 44°24′32.5″N 8°55′54.13″E / 44.409028°N 8.931703°E44.409028; 8.931703
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1560; XVII secolo; XIX secolo
Inaugurazione 1560
Uso abitazione/uffici
Realizzazione
Architetto Giovanni Battista Castello
Andrea Ansaldo
Appaltatore Gio Vincenzo Imperiale

Il palazzo Gio Vincenzo Imperiale è un edificio sito a Campetto al civico 8a, nella zona del Mercato di Soziglia nel centro storico di Genova. L'edificio fu inserito nella lista dei palazzi iscritti ai Rolli di Genova, siti inseriti dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della facciata.
L'atrio affrescato.

Adiacente allo scomparso palazzo Spinola Doria e dominante pressoché tutto Campetto, il palazzo fu costruito intorno al 1560 per Vincenzo Imperiale da Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco e subito dopo ampliato verso Soziglia su progetto di Andrea Ansaldo.

Inserito dal 1576 nella prima lista dei rolli di Genova con gli eredi di Vincenzo, vi rimase fino a quella del 1664. Da quando, nel 1584, Gio Giacomo Imperiale - quest'ultimo eletto nel biennio 1617-1619 doge della Repubblica di Genova - aprì la nuova "strada imperiale" a Scurreria la Nuova, una piccola parte della facciata è, assieme al portale, visibile da piazza San Lorenzo secondo una prospettiva non prevista dal Castello, che immaginò una sontuosa facciata per rispondere ad una visuale di scorcio e di sotto in su.

L'atrio si apre totalmente con quattro arcate verso il cortile: pilastri sorreggono gli archi, in analogia a quanto avvenne nel palazzo Pallavicini-Cambiaso in Strada Nuova, l'odierna via Garibaldi. Centrato su una corte quadrata con solo due campate per lato, il palazzo, che l'Anonimo nel 1818 definì immenso, si sviluppa su scale affacciate a logge diversamente orientate in inediti svolgimenti di spazi.

Ignorato da Rubens, il palazzo fu danneggiato dal bombardamento della flotta navale francese del 1684 e, forse in seguito, sopraelevato di un piano. Un esercizio commerciale occupa oggi interamente il pianterreno così che lo scalone è accessibile da un ingresso secondario, posto alla destra dell'ingresso principale. Tramite lo scalone si accede al primo piano nobile, nel quale trovano posto un bar/ristorante e uno studio di architettura. Ha ospitato anche il Museo della Filigrana.

Gli ambienti interni conservano al piano terreno affreschi di Giovanni Battista Castello e di Luca Cambiaso sulle Nozze di Psiche, ma al secondo piano vi era anche un celebre duello fra il Cambiaso e Giovanni Battista Castello sulle Storie di Cleopatra, a suo tempo seguite da Bernardo Castello e Domenico Piola. Anche la scala originale è affrescata con fini grottesche e adorna di bei portali con busti marmorei.

Suddiviso già nel XIX secolo in appartamenti da pigione, brutalmente spogliato da abbandoni bellici al suo interno è ancora possibile ammirare un camino monumentale.

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