Palazzo Biscari

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Palazzo Biscari
Catania - Palazzo Biscari - Foto di Giovanni Dall'Orto.JPG
Palazzo Biscari sulle mura di Carlo V
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàCatania
Indirizzovia Museo Biscari 10-16
Coordinate37°30′08″N 15°05′25.3″E / 37.502222°N 15.090361°E37.502222; 15.090361Coordinate: 37°30′08″N 15°05′25.3″E / 37.502222°N 15.090361°E37.502222; 15.090361
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1763
StileBarocco siciliano
UsoPalazzo di rappresentanza
Realizzazione
ArchitettoAlonzo Di Benedetto, Girolamo Palazzotto, Francesco Battaglia
CostruttoreIgnazio Paternò Castello
ProprietarioFamiglia Moncada Paternò Castello dei Principi di Biscari
CommittenteFamiglia Paternò Castello principi di Biscari
Mura di Carlo V

Palazzo Biscari è il più importante palazzo privato di Catania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne realizzato per volere della famiglia Paternò Castello dei principi di Biscari a partire dalla fine del Seicento e per gran parte del secolo successivo, in seguito al catastrofico terremoto dell'11 gennaio 1693. Il nuovo palazzo venne edificato sulle mura di Catania, costruite per volere dell'imperatore Carlo V nel Cinquecento e che avevano in parte resistito alla furia del terremoto: i Biscari furono una delle poche famiglie aristocratiche della città che ottenne il permesso regio di costruire su di esse.

La parte più antica del palazzo fu costruita per volere di Ignazio, terzo principe di Biscari, che affidò il progetto all'architetto Alonzo Di Benedetto, ma fu il figlio di Ignazio, Vincenzo, succeduto al padre nel 1699, a commissionare la decorazione dei sette splendidi finestroni affacciati sulla marina, opera dello scultore messinese Antonino Amato. Successivamente il palazzo fu modificato per volere di Ignazio Paternò Castello, quinto principe di Biscari, il quale lo fece ampliare verso est su progetto di Girolamo Palazzotto e, successivamente, di Francesco Battaglia. L'edificio venne infine ultimato nel 1763 ed inaugurato con grandiosi festeggiamenti.

Tra i celebri visitatori del palazzo si ricorda soprattutto lo scrittore Johann Wolfgang Goethe che, nel corso del suo viaggio in Italia, venne ricevuto dal principe di Biscari il 3 maggio 1787, poco dopo la morte del padre Ignazio.

«L’abate, che era già venuto a salutarci iersera, si è presentato stamani per tempo e ci ha condotti a palazzo Biscari, edificio ad un sol piano sopra un basamento elevato; e qui abbiamo visitato il museo, che raccoglie statue di marmo e bronzo, vasi e simili antichità d’ogni specie.»

(Goethe, Viaggio in Sicilia)

Agli inizi del 2008 il palazzo ha fatto da sfondo al videoclip della canzone Violet Hill della band inglese Coldplay (Filmato audio Coldplay - Violet Hill, su YouTube. Il videoclip ufficiale girato in parte nel cortile d'ingresso del palazzo).

Il palazzo[modifica | modifica wikitesto]

Al palazzo si accede attraverso un grande portale su via Museo Biscari, che immette nel cortile centrale, adorno di una grande scala a tenaglia. All'interno, si trova il "salone delle feste", di stile rococò dalla complessa decorazione fatta di specchi stucchi e affreschi dipinti da Matteo Desiderato e Sebastiano Lo Monaco. Il cupolino centrale era usato come alloggiamento dell'orchestra, ed è coperto da un affresco raffigurante la gloria della famiglia Paternò Castello di Biscari. Si accede alla cupola attraverso una scala decorata a stucco (che il principe Ignazio chiamò "a fiocco di nuvola") all'interno della grande galleria affacciata sulla marina. Tra le altre sale vanno ricordate quella "dei Feudi", con alle pareti grandi tele rappresentanti i numerosi feudi dei Biscari; gli "appartamenti della principessa", costruiti da Ignazio V per la moglie, Anna Morso e Bonanno dei principi del PoggioReale, con boiseries di legni intarsiati e pavimenti di marmo di epoca romana; la "galleria degli Uccelli" e la "stanza di don Chisciotte". Infine particolare importanza riveste il Museo, dove un tempo era raccolta la grande collezione archeologica (oggi in parte al Museo civico del castello Ursino) di Ignazio V, grande studioso, archeologo e amante delle arti in genere.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori vari, Enciclopedia di Catania, a cura di Vittorio Consoli, Catania, Tringale, 1987, p. 758.
  • J. Wolfgang Goethe, Viaggio in Sicilia, Palermo, Edi.bi.si, 1997, p. 90.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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