Palazzo Bevilacqua (corso Santa Anastasia)

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Palazzo Bevilacqua
Palazzo Bevilacqua (corso Santa Anastasia).jpg
Il palazzo nella sua interezza si affaccia su due vie veronesi: S. Pietro Martire (sx in foto) e Corso Santa Anastasia (dx in foto)
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàVerona
IndirizzoCorso Santa Anastasia
Coordinate45°26′41″N 10°59′57″E / 45.444722°N 10.999167°E45.444722; 10.999167
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXIII secolo
Ricostruzione1848
Realizzazione
Committentefamiglia Bevilacqua
Prospetto su Corso Santa Anastasia di Palazzo Bevilacqua, progetto dell'arch. Francesco Ronzani(in ROSSO il progetto di ristrutturazione dell'edificio del XIII sec.)
Entrata del palazzo

Palazzo Bevilacqua è un antico palazzo di Verona che sorge in Corso Santa Anastasia 38, nel centro cittadino, da non confondere con il più noto Palazzo Bevilacqua di corso Cavour, attribuito all'architetto Michele Sammicheli, oggi proprietà demaniale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo, che risale al XIII secolo, è proprietà della famiglia comitale dei Bevilacqua, una delle più antiche della città di Verona. Nella 1335 è stata la dimora di Pietro Alighieri, figlio di Dante, che a Verona (e successivamente a Vicenza) professava il mestiere di giudice.[1][2][3]

Il conte Guglielmo Bevilacqua (1418-1486) dello stesso ceppo dei Bevilacqua della contrada dei SS. Apostoli, verso la metà del Quattrocento, procedette coi congiunti alla suddivisione dei beni ed andò ad abitare in contrada Chiavica. Scrisse, inoltre, Valerio Seta (1562-1624), nominato vescovo di Alife nel 1608, nel "Compendio historico dell'origine, discendenza, attioni, et accasamenti della famiglia Bevilacqua" (1606) che i Bevilacqua avevano la residenza presso S. Anastasia.

Il piano terra del Palazzo è oggi in gran parte ad uso commerciale, mentre negli altri piani dell'edificio vivono tuttora i discendenti della famiglia committente.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fino alla prima metà del XIX sec. l'edificio rivelava la sua vetusta grandiosità: conservava infatti una bella bifora gotico-veneziana sul lato dell'attuale via S.Pietro Martire e alcune finestre gotico-veneziane sul lato del corso (vedi prospetto a lato). Nel 1848 su commissione del conte Gaetano Bevilacqua e su disegno dell'architetto Francesco Ronzani, il palazzo fu ridotto alla forma attuale conservando, tuttavia, qualche elemento gotico nel suggestivo cortile interno in cui sono mantenuti notevoli cimeli del passato anche se per la maggior parte dell'antica struttura rimangono poche tracce: la facciata è ottocentesa, così come il portale, dalle linee sobrie. L'interno è decorato con stucchi neoclassici ed affreschi, mentre il pozzo, che si trova nel cortile interno, risale al periodo rinascimentale.

Restauro del 1848[modifica | modifica wikitesto]

La facciata di questo edificio subì una vera e propria trasformazione come conseguenza di un restauro nell'anno 1848, che recepiva una serie di norme impartite da una commissione, detta del Civico Ornato, tendenti ad uniformare lo scenario urbano. Il Civico Ornato si occupava “ nell'esame, e giudizio de' disegni da eseguirsi di fronte alle Strade, ed altri luoghi pubblici della Città” ed accordava una chiara preferenza allo stile classico. Ciò giustificava la perdita di preesistenze medioevali e, in ogni caso, i progetti di riadattamento di facciate gotiche dovevano prevedere un'antistorica regolarizzazione delle aperture secondo i canoni classicistici, oltre che l'allineamento dei fronti stradali e delle cornici di gronda. Il Civico Ornato era l'unico ente nel 1800 che poteva elargire l'autorizzazione ad un'opera urbana e chi volesse seguire “qualunque sorta di Fabbrica, o ristauro “ doveva presentare il disegno del progetto (pianta, elevazione della fronte ed i dettagli ad una scala maggiore) alla “Commissione Municipale della Regia Città di Verona” e questo doveva venire approvato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "In centro città sono presenti più palazzi Bevilacqua, anche se quello in corso Cavour è di certo il più importante: da menzionare è anche quello posizionato in corso Sant'Anastasia, dove visse, nel 1335, Pietro Alighieri, figlio del celebre Dante, che nella città scaligera svolgeva la professione di giudice, così come, successivamente, a Vicenza, per poi morire ed essere sepolto a Treviso." http://www.sulromanzo.it/blog/cultura-a-verona-4-palazzo-bevilacqua
  2. ^ Società Editrice Athesis S.p.A., Tre visite culturali con il Ctg, in L'Arena.it, 2017.11.02T02:37:35+0100. URL consultato il 16 novembre 2018.
  3. ^ Società Editrice Athesis S.p.A., In cinquemila affascinati dalle dimore storiche, in L'Arena.it, 2016.05.23T02:38:30+0200. URL consultato il 16 novembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • V. Seta, Compendio historico dell'origine, discendenza, attioni, et accasamenti della famiglia Bevilacqua, Verona, 1606.
  • Archivio di Stato, VERONA - "busta Ornato" anno 1848 - VIII/8 nº489
  • Tullio Lenotti, Palazzi di Verona, Verona, Vita veronese, 1964, ISBN non esistente.
  • Federico Dal Forno, Case e palazzi di Verona, Banca mutua popolare di Verona, 1973, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Arturo Sandrini, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Patrizia Floder Reitter, Case Palazzi e Ville di Verona e Provincia, Verona, I.E.T. edizioni, 1997, ISBN non esistente.
  • Giorgio Forti, La scena urbana: strade e palazzi di Verona e provincia, Verona, Athesis, 2000, ISBN non esistente.
  • Mario Luciolli, Passeggiando tra i palazzi di Verona, Jago edizioni, 2003, ISBN 978-8889593059.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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