Palazzo Berio

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Palazzo Berio
Napoli - Palazzo Berio.jpg
Il palazzo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Napoli
Indirizzo via Toledo 256
Coordinate 40°50′18.82″N 14°14′53.68″E / 40.83856°N 14.248245°E40.83856; 14.248245Coordinate: 40°50′18.82″N 14°14′53.68″E / 40.83856°N 14.248245°E40.83856; 14.248245
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XVI secolo
Uso residenziale
Realizzazione
Architetto Giulio Romano
La fontana che decora il giardino di palazzo Berio

Palazzo Berio è un elegante edificio ubicato nella centrale via Toledo, a Napoli, nel quartiere San Ferdinando, di fronte alla Galleria Umberto I.

È situato al numero civico 256 e prende il nome dal marchese Francesco Berio di Salsa, librettista d'opera lirica[1] e poeta, che della magione fu proprietario nel XIX secolo.

Storia ed architettura[modifica | modifica wikitesto]

Fu eretto nel XVI secolo su progetto di Giulio Romano, pupillo di Raffaello Sanzio, e su commissione del conte di Mola, Simone Vaaz, finanziere di origini portoghesi, al tempo presidente della Regia Camera della Sommaria. Fu poi ricostruito nella seconda metà del XVIII secolo da Carlo Vanvitelli su disegni di Luigi Vanvitelli e su commissione della famiglia dei Tomacelli.

È abbellito nel cortile da una fontana con testa di cervo. In tempi antichi conteneva un salone per le feste a pianta circolare da circa 1.000 posti ed un teatro da 1.600 posti[2] sulla cui struttura si ritiene sia stato realizzato il Teatro Augusteo ad opera di Pier Luigi Nervi.

Nel 1772 il duca Perrelli di Monasterace lo vendette al patrizio genovese Giovan Domenico Berio di Salza[3]. Fu durante questo periodo, a cavallo fra il Settecento ed il primo Ottocento il palazzo era rinomato per la sua biblioteca, fra le più importanti di Napoli,[4] e le numerose opere d'arte contenute[5] fra le quali il gruppo di Canova Adone e Venere.

Dopo il 1820, anno della morte del marchese Giovan Domenico Berio, fu frazionato in più parti in ragione della successione, dato che aveva solo figlie che si legarono di matrimonio con i duchi d'Ascoli, i conti Statella, i marchesi Imperiali e i duchi di San Cesareo[4].

Nel 1922 parte del palazzo venne demolita per lasciar posto alla realizzazione della piazzetta Augusteo, contemporaneamente alla costruzione della Funicolare Centrale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È stato autore fra l'altro dell'Otello di Gioachino Rossini.
  2. ^ Fonte.
  3. ^ Paola de Ciuceis, Toledo, il frequentatissimo centro della vita napoletana, su www.napoli.com, Napoli Vacanze. URL consultato il 1° agosto 2015.
  4. ^ a b Gino Doria, Palazzo Berio, in I palazzi di Napoli, Napoli, Guida, 1992, p. 212, ISBN 88-7835-165-2..
  5. ^ Fonte: "Guida rossa" del Touring Club Italiano, Napoli e dintorni, ed 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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