Galleria del costume

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Galleria del costume
Boboli, palazzina della meridiana, esterno 01.JPG
L'entrata (palazzina della Meridiana)
Tipo Moda
Stato Italia Italia
Località Firenze
Indirizzo accesso dal giardino di Boboli o da palazzo Pitti, piazza Pitti 1
Sito web

Coordinate: 43°45′52.59″N 11°14′56.61″E / 43.764608°N 11.249058°E43.764608; 11.249058

La Galleria del costume è uno dei musei ospitati dentro palazzo Pitti a Firenze, in particolare nella palazzina della Meridiana, un padiglione a sud del palazzo al quale si accede anche dal giardino di Boboli.

Nel 2013 il circuito museale del giardino di Boboli, che comprende anche il Museo degli Argenti, la Galleria del Costume, il Museo delle porcellane e il giardino Bardini, è stato il sesto sito italiano statale più visitato, con 710.523 visitatori e un introtio lordo totale di 2.722.872 Euro[1].

La palazzina della Meridiana[modifica | modifica wikitesto]

L'ala conosciuta come palazzina della Meridiana fu costruita su incarico di Pietro Leopoldo di Lorena dal 1776 sul lato meridionale del palazzo. L'opera fu iniziata dall'architetto Gaspare Paoletti, che vi lavorò fino al 1813 coadiuvato da Giuseppe Cacialli. Un decennio più tardi fu completata da Pasquale Poccianti, che realizzò la facciata meridionale, dotò l'edificio di nuovi locali e curò il programma delle decorazioni.

Nel 2007, dopo oltre un secolo, la palazzina è stata riaperta consentendo di ammirare la Meridiana, opera di Vincenzo Viviani, e gli affreschi che Anton Domenico Gabbiani ha realizzato per il Gran Principe Ferdinando.[2]

La galleria[modifica | modifica wikitesto]

Una sala della galleria

La galleria del costume è stata fondata nel 1983 sotto la direzione di Kristen Aschengreen Piacenti e contiene una collezione che, compresi gli oggetti in deposito, arriva a più di 6000 manufatti, fra abiti antichi (i più vecchi risalgono al XVI secolo), accessori, costumi teatrali e cinematografici di grande rilevanza documentaria, rendendolo uno dei più importanti musei della moda del mondo[3]. È anche l'unico museo italiano a tracciare una storia dettagliata delle mode che si sono susseguite, grazie anche alla presenza di numerosi esemplari prestigiosi di celeberrimi stilisti italiani e stranieri come Valentino, Giorgio Armani, Gianni Versace, Emilio Pucci, Ottavio Missoni, Yves Saint Laurent, eccetera.

La maggior parte degli esemplari proviene da donazioni pubbliche e private, a volte con la cessione di interi guardaroba di personaggi celebri, di grandissima rilevanza storica oltre che estetica. Sono pervenuti così gli abiti della nobildonna siciliana Franca Fiorio, o quello di Eleonora Duse. Notevole è anche la collezione di costumi teatrali raccolta da Umberto Tirelli, fondatore di un'importante sartoria specializzata in questo settore.

Fra le eccezionali rarità del museo i vestiti funebri del granduca Cosimo I de' Medici, di sua moglie Eleonora di Toledo e del loro figlio Garzia, deceduto a quindici anni a causa della malaria. Il restauro è avvenuto nei laboratori dello stesso museo.

Per la fragilità degli oggetti esposti le collezioni ruotano periodicamente almeno ogni due anni, all'interno di un percorso che si snoda cronologicamente e tematicamente, senza contare le esposizione monografiche periodiche che si tengono in alcune sale particolari della Galleria[4].

È esposta anche una collezione di bigiotteria di scena del XX secolo.

L'accesso alla galleria è generalmente permesso ad orari stabiliti, con lo stesso biglietto per il giardino di Boboli.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • La moda femminile fra le due guerre è il tema che è stato affrontato in una mostra- tra 2000 e 2001- curata da Caterina Chiarelli alla Galleria del Costume, riaperta nel Giugno del 2000 dopo un lungo restauro.
  • La mostra “ Il guardaroba di una signora siciliana” (2001) ha ripercorso il gusto e la moda della ricca borghesia siciliana – dagli anni Venti agli anni Cinquanta- attraverso il guardaroba della signora Venere Musarra
  • Nel 2001 è stata esposta la donazione che Flora Wiechmann Savioli ha fatto alla galleria del costume e che comprende un nucleo di gioielli, abiti, dipinti astratti, accessori di moda e piccoli oggetti d'arte della famiglia.
  • La mostra “ Acquisizioni attraverso il Novecento” ha voluto valorizzare le nuove acquisizioni della galleria, senza seguire nessun programma tematico. L'esposizione è stata organizzata in due gruppi a seconda della provenienza delle opere: il primo comprendeva abiti e accessori acquistati nel 2002 in una vendita all'asta e donati dal Centro di Firenze per la Moda Italiana, tra i quali si annoverano capi etichettati di Givenchy, Yves Saint Laurent, Jean-Paul Gaultier, Jean Patou, Alaïa, ma anche Gucci, Gottex e Kenzo. Nel secondo gruppo, dalle origini più eterogenee, sono stati inclusi anche esemplari della prima metà del Novecento.
  • Nel 2004 la galleria ha ospitato un significativo nucleo di abiti copti, del IV e VI secolo d.C, mostrando l'evoluzione della moda e del costume nelle diverse epoche.
  • La Galleria del Costume di Palazzo Pitti ha presentato, fra il 2007 e il 2008, una selezione della collezione Riva che consta di circa tremila bottoni. Il bottone è stato il simbolo dell'eleganza maschile e ha raggiunto effetti spettacolari grazie all'utilizzo dell'oro, dell'argento, delle pietre preziose.
  • Alla Galleria si è tenuta una mostra dedicata alla nascita dell'arazzeria fiorentina, per volere di Cosimo I, che dimostra lo spirito imprenditoriale del duca.
  • Ventun arazzi e componenti d'arredo afferenti alla produzione di Mobilier National e delle manifatture Gobelins e Beauvais, costituiscono il materiale di una mostra tenutasi fra 2008 e 2009 alla Galleria del Costume.
  • La mostra in onore di Dianora Marandino- presentata alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti nel 2011- ha presentato una selezione di capi d'abbigliamento e di bozzetti preparatori che fanno parte della cospicua collezione data in dono dal consorte, il maestro Enzo Faraoni. Quest' artista, essendo volutamente rimasta sempre al di fuori della grande produzione, è scarsamente conosciuta al di fuori dell' ambito di specialisti nel settore.
  • Fra il 2013 e il 2014, alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti è stato proposto un percorso espositivo sull'antico mestiere della modista che crea cappelli, qui elevati a vere e proprie opere d'arte. Nello stesso periodo un'altra rassegna – curata da Caterina Chiarelli- è stata dedicata al guardaroba di alcune delle donne più influenti del Novecento e alle protagoniste della moda di quest'ultimo secolo. Due sezioni sono state invece dedicate agli abiti da sposa e ai gioielli intrecciati creti dalle donne del Rwanda. La Galleria del Costume è attualmente l'unico museo di storia della moda e del costume in Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei
  2. ^ Caterina Chiarelli, La Meridiana di Palazzo Pitti, Livorno, Sillabe, 2007.
  3. ^ Firenze - Travel Europe, Script, Bologna, 2012., books.google.it.
  4. ^ Caterina Chiarelli (a cura di), Galleria del Costume di Palazzo Pitti: le collezioni. Moda fra analogie e dissonanze, Livorno, Sillabe, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Galleria del costume, La Galleria del costume, Firenze, Centro Di, 1993, ISBN 88-7038-239-7.
  • Caterina Chiarelli ( a cura di ), Galleria del Costume di Palazzo Pitti. Moda femminile tra le due guerre, Livorno, Sillabe, 2006.
  • Caterina Chiarelli ( a cura di ), Il guardaroba di una signora siciliana, Livorno, Sillabe, 2006.
  • Caterina Chiarelli, Antonio Paolucci ( a cura di ), La donazione Flora Wiechmann Savioli, Livorno, Sillabe, 2006.
  • Caterina Chiarelli ( a cura di ), Acquisizioni attraverso il Novecento, Livorno, Sillabe, 2006.
  • C. Chiarelli e M. C. Guidotti ( a cura di ), Abiti copti del Museo egizio di Firenze alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, Livorno, Sillabe, 2006.
  • Caterina Chiarelli, Roberta Orsi Landini ( a cura di ), Moda e stile. Interpretazioni personali nella storia dell'abbigliamento, Livorno, Sillabe, 2006.
  • Caterina Chiarelli e Dora Liscia ( a cura di ), Appesi a un filo. Bottoni alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti/ Bound by a Thread. Buttons at the Galleria del Costume in Palazzo Pitti, Livorno, Sillabe, 2007.
  • Lucia Meoni ( a cura di ), La nascita dell'arazzeria medicea, Livorno, Sillabe, 2008.
  • C. Chiarelli, Ginevra Utari ( a cura di ), Arazzi d'autore. Da Picasso alle creazioni di oggi nelle manifatture di Gobelins e Beauvais, Livorno, Sillabe, 2008.
  • Caterina Chiarelli ( a cura di ), Dianora Marandino. Fantasie di colori, Livorno, Sillabe, 2011
  • Caterina Chiarelli ( a cura di ), Il Cappello-The hat . Fra arte e stravaganza, Livorno, Sillabe, 2013.
  • Caterina Chiarelli ( a cura di ), Dal guardaroba al museo. Dinamismo e metamorfosi della galleria del Costume, Livorno, Sillabe, 2011.
  • Caterina Chiarelli ( a cura di ), La Meridiana di Palazzo Pitti, Livorno, Sillabe, 2007.
  • C. Chiarelli ( a cura di ), Moda fra analogie e dissonanze. Galleria del costume di Palazzo Pitti- Le collezioni, Livorno, Sillabe, 2010.

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