Palazzi medievali di Orvieto

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Coordinate: 42°43′04.37″N 12°06′39.71″E / 42.71788°N 12.11103°E42.71788; 12.11103

1leftarrow blue.svgVoce principale: Orvieto.

Complesso Palazzi Papali (Palazzo Papale, Palazzo Vescovile, Palazzo Soliano)[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Vescovile[modifica | modifica wikitesto]

È il primo palazzo partendo dal Duomo e dirigendosi a destra. Venne fatto erigere nel 977 da Benedetto VII presso la chiesa di Santa Maria Prisca di cui si presume che la porta d'ingresso sia la porta posta alla destra del duomo, la cosiddetta Porta Soliana. I papi che vi abitarono man mano la arricchirono e la ampliarono con nuove sale.

All'interno di particolare rilievo ed interesse era una cappella con archi acuti di cui oggi rimangono solamente dei resti. All'esterno, invece, vi sono delle bifore e delle trifore ogivali che si trovano sul lato prospiciente la piazza e sul lato degli orti del palazzo.

In alcune stanze al pianterreno vi è il Museo Archeologico Nazionale che ospita le "tombe Golini" I e II originarie del IV secolo a.C.

Palazzo Soliano, sede del Museo Emilio Greco e del Museo dell'Opera del Duomo.

Palazzo Soliano[modifica | modifica wikitesto]

È adiacente al precedente. Viene detto anche Palazzo di Bonifacio VIII.

Contrastanti sono le notizie sull'edificazione. Secondo alcuni è stato costruito per iniziativa di Bonifacio stesso, secondo altri è stato costruito dagli abitanti di Orvieto in onore al pontefice. È costituito da due grandi saloni sovrapposti, la sala inferiore è sede del Museo Emilio Greco, la sala superiore è sede del Museo dell'Opera del Duomo. Le due sale sono collegate da una vasta scala addossata a uno dei muri perimetrali del palazzo.

Palazzo comunale[modifica | modifica wikitesto]

Fu edificato nel 1216-1219 e rinnovato dallo Scalza verso il 1600.

Il piano terra ha 7 aperture ad arco a tutto sesto suddivise da pilastri squadrati. Le aperture sono sormontate da due piani di finestre (7 per piano), quelle dell'ultimo piano sono più piccole.

A sinistra della facciata vi è il campanile dodecagonale e merlato dell'adiacente Chiesa di Sant'Andrea.

Palazzo dei Sette con la torre del Moro[modifica | modifica wikitesto]

La torre del Moro

Appartenne all'antica famiglia dei Della Terza, poi fu di proprietà del Papato, sede dei Sette (i rappresentanti delle arti) e in seguito del pontefice. Nel 1515 Papa Leone X cedette al comune la torre insieme ad altri edifici di proprietà ecclesiastica. Il palazzo fu anche sede del Governatore. Più tardi fu adibito a funzioni di pubblica utilità.

Nel 1996 è stato ristrutturato ed è attualmente sede di un centro culturale, ma anticamente era sede della famiglia Della Terza, poi del papato. Della fine del XIX secolo è la sistemazione nel pianoterra degli uffici delle poste e telegrafi, ora siti altrove.

La porta a destra consente l'accesso alla torre civica, nota a tutti come torre del Moro, quasi certamente dal nome di Raffaele Gualterio, detto il Moro, proprietario del sottostante palazzo Gualterio e padre del celebre vescovo di Viterbo, Sebastiano Gualterio. Alla sommità della torre (47 metri circa) si trovano due campane, di cui una fu fusa nel 1313 per il palazzo del Popolo e fu qui trasferita nel 1876, che mostra i 25 simboli delle Arti ed un sigillo del popolo.

Del 1875 è l'orologio.

Palazzo del Capitano del Popolo[modifica | modifica wikitesto]

Questo palazzo si erge nell'omonima piazza e risale ai primi anni ottanta del XIII secolo. La sua origine è dibattuta, tuttavia si pensa che fu costruito su iniziativa della famiglia Neri della Greca su un preesistente palazzo papale del 1157.

Palazzo del Popolo.

Il palazzo vide delle modifiche e degli ampliamenti già nel decennio successivo. La torre campanaria è del 1315. In seguito, il capitano del popolo, da cui prende il nome il palazzo, vi collocò la campana con incisi i simboli delle arti che ora si trova sulla Torre del Moro. Del 1472 è la copertura superiore.

Oltre al capitano vi abitarono il Podestà e i Sette Signori; dal 1651, ospitò il Monte di Pietà. Tra le sale principali vi sono: la sala del '400, la sala che nel 1596 fu ceduta allo Studium delle Facoltà di Diritto, Teologia e Logica, le cui lezioni vennero tenute, due volte al giorno, tramite il richiamo della campana del popolo, fino al 1651 quando le lezioni furono costrette ad essere spostate altrove.

Da allora di quell'università se ne persero le tracce. Nel Saggio Statistico Storico del Pontificio Stato, compilato dall'ingegnere perugino Gabrielle Calindri a Perugia nel 1829, si riporta la fondazione dell'università nel 1013, concessa dall'imperatore Enrico II di Sassonia, il Santo e da papa Benedetto VIII, già nelle Historie di Cipriano Manente edite nel 1561; lo Studium Generalis fu riconfermato dal cardinale Egidio Albornoz nel 1377. I locali superiori furono adibiti a teatro a partire dal 1578. Il comune di Orvieto stanziò somme di denaro per i concittadini che volessero partecipare agli spettacoli a patto che queste manifestazioni culturali fossero messe in scena. A queste manifestazioni partecipò una certa Accademia dei Giovani.

Fu restaurato alla fine degli anni ottanta e attualmente è sede di un centro congressi.

Altri lavori hanno reso possibile delle scoperte archeologiche negli scantinati, tra cui un tempio del V secolo un acquedotto e una cisterna medievali.

Palazzo Medici[modifica | modifica wikitesto]

È sito presso porta Romana. Il palazzo ha uno stile duecentesco. Particolare rilevanza hanno le finestre all'ultimo piano, che presentano interessanti motivi ornamentali.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]