Padiglione "Kosmos" della VDNCh

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Padiglione n. 34 "Kosmos"
Moscow VDNKh Space Pavilion asv2018-08 img2.jpg
L'ingresso dopo il restauro del 2016-2018
Localizzazione
StatoRussia Russia
Circondario federalecentrale
LocalitàMosca
Coordinate55°50′07.93″N 37°37′15.38″E / 55.835536°N 37.620939°E55.835536; 37.620939
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1938-1939
Ricostruzione1954 e 2016-2018
Usomostre
Realizzazione
ArchitettoViktor Andreev, Ivan Taranov e Nadežda Bykova[1][2]
CostruttoreM. M. Limanovskij (principale) e G. V. Gordon (cupola)[1]
ProprietarioOAO VDNCh

Il padiglione n. 34 "Kosmos" (in russo: Павильон №34 «Космос»?, traslitterato: Pavil'on №34 «Kosmos») è un padiglione dell'Esposizione delle conquiste dell'economia nazionale (VDNCh) di Mosca, costruito tra il 1938 e il 1939. Noto come Centro "Cosmonautica e aviazione" (in russo: Центр «Космонавтика и авиация»?, traslitterato: Centr «Kosmonavtika i aviacija»), è dedicato alla storia del programma spaziale sovietico e ai futuri progetti della Roscosmos riguardanti l'esplorazione dello spazio.[3][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1937-1954[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso espositivo doveva essere creato nel 1937 in onore del 20º anniversario della Rivoluzione d'ottobre. L'edificio si inseriva nel piano originale di Vjačeslav Oltarževskij per la piazza Mechanizacii, prevedendo uno sviluppo verso l'alto.[4] Tuttavia, il bianco "grattacielo di legno" non offriva abbastanza spazio per ospitare grandi mietitrebbie, trattori e piccoli aeroplani, inoltre non era in grado di ottimizzare il flusso dei visitatori.[5] La commissione governativa ordinò quindi la demolizione del sito e successivamente, a causa dei continui ritardi ed errori di calcolo, nel giugno 1938 Oltarževskij fu esiliato a Vorkuta.[4][5]

Il padiglione fu riprogettato nel 1938-1939 dagli architetti Victor Andreev, Ivan Taranov e Nadežda Bykova.[4] La nuova struttura fu modellata sulla forma di un hangar per i dirigibili ed era abbastanza grande da poter inserirvi le macchine agricole. La facciata era decorata con portici in vetro d'acciaio e gallerie a due livelli. Inoltre, la galleria interna creava l'effetto di un arco la cui profondità continuava lungo la via principale del centro espositivo e non chiudeva la prospettiva fino ai laghi artificiali della VSChV.[2][4][6] Secondo gli architetti, la soluzione adottata era in grado di offrire un "quadro impressionante del potere industriale dell'agricoltura sovietica".[5]

Sulle pareti terminali dello stilobate vi erano decorazioni e bassorilievi dello scultore Sergej Merkurov raffiguranti operai di varie professioni agricole, nonché pareti con citazioni di Lenin.[5][7]

Inizialmente, l'edificio fu intitolato padiglione "Meccanizzazione" (in russo: Павильон «Механизация»?, traslitterato: Pavil'on «Mechanizacija») ed ospitava un'esposizione dedicata alla meccanizzazione dell'agricoltura sovietica. La mostra era stata suddivisa in sezioni tematiche, tra cui "Industria automobilistica e dei trattori", "Ingegneria meccanica agricola", "Tecnologie per meccanizzare la coltivazione di cereali ed erbe", "Nuovi metodi per lo sviluppo e il drenaggio delle zone umide", "Meccanizzazione nella produzione agricola e zootecnia ", e altri. Nella parte coperta del padiglione, venivano mostrati dei modelli e dei campioni di attrezzature e mezzi agricoli.[2][4]

1954-1961[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia del 1958 con la composizione scultorea di Nikolaj Tomskij.

L'ultima versione dell'edificio è stata realizzata nel 1954 su progetto di Viktor Andreev e Ivan Taranov, in occasione della ricostruzione postbellica della VDNCh.[4] Rinominato in padiglione "Meccanizzazione ed elettrificazione dell'agricoltura dell'URSS" (in russo: Павильон «Механизация и электрификация сельского хозяйства СССР»?, traslitterato: Pavil'on «Mechanizacija i elektrifikacija sel’skogo chozjajstva SSSR») è stato ampliato con l'aggiunta di una sala a due piani con una cupola di vetro alta 60 m.[4]

L'interno della sala era decorato con la composizione scultorea dorata "Processione del popolo sovietico verso il comunismo" (in russo: Шествие советских людей к коммунизму?, traslitterato: Šestvie sovetskich ljudej k kommunizmu) di Nikolaj Tomskij.[4][5][8]

Nel 1956, il padiglione ospitò l'esposizione dedicata alla "Ingegneria meccanica", nella quale furono esposte in 26 sale varie macchine e attrezzature industriali prodotte dall'ingegneria sovietica, dalle attrezzature per la metallurgia agli strumenti di precisione.[4]

Nel 1961, il padiglione ospitò temporaneamente l'esposizione dedicata all'"Urbanistica".[4]

1967-1991[modifica | modifica wikitesto]

Il padiglione nel 1980.

Nell'ambito della creazione di una fiera alla VDNCh dedicata al 50º anniversario della Rivoluzione d'ottobre, l'esposizione nel padiglione fu ampliata con una mostra dedicata ai risultati nel campo dell'esplorazione spaziale. Dal 1967, la mostra sull'ingegneria iniziò ad occupare solo metà del padiglione, e nell'altra metà fu ospitata la mostra "Kosmos", che introdusse i visitatori alla storia e alle ultime conquiste del programma spaziale sovietico. Furono esposti gli stand sullo sviluppo della tecnologia missilistica, i modelli dei satelliti artificiali, i Lunochod, i sistemi di supporto vitale dei cosmonauti e la navicella Vostok originale. La composizione scultorea "Processione del popolo sovietico al comunismo" è stata smantellata e sostituita con un ritratto di Jurij Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio.

Dato che ospitava due esposizioni diverse, al padiglione furono contrassegnati i numeri 32 e 34.[4]

Nel 1975 furono installate copie ancorate della navicella spaziale utilizzata per il Programma test Apollo-Sojuz.[2][4]

Nel 1991, sotto gli archi del padiglione, si tenne il festival "Gagarin-pati". Successivamente, l'esposizione è stata smantellata e il padiglione è stato utilizzato come centro per bancarelle e negozi.[9]

2014-2018[modifica | modifica wikitesto]

Gli interni dopo la ricostruzione del 2018.

Tra il 2014 e il 2015, il padiglione ha ospitato temporaneamente la mostra "Miracoli della meccanica" (in russo: Механика чуда?, traslitterato: Mehanika čuda), un'esposizione degli oggetti di scena impiegati durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Soči.[4][10]

Nel 2016, il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha annunciato l'apertura del centro "Cosmonautica e aviazione" (in russo: Космонавтика и авиация?, traslitterato: Kosmonavtika i aviacija) all'interno del padiglione, in collaborazione con la Roscosmos tramite la consociata ORKK.[11][12] Tra il 2017 e il 2018 l'edificio è stato oggetto di restauro: durante i lavori, sono stati restaurati la cupola di vetro e gli interni dell'edificio.[2][4][9][13][14][15] Nel 2017 è iniziata l'installazione della mostra e a ottobre dello stesso anno è stato consegnato al padiglione un prototipo del modulo Kristall della stazione orbitale Mir.[16] Il lampadario in vetro rubino a forma di stella rossa, perduto negli anni settanta, è stato ricostruito.[17] Nel dicembre 2017 è stato restaurato un pannello dedicato all'ingegneria meccanica in acciaio con smalto dorato all'interno del padiglione.[18]

Il rinnovato centro "Cosmonautica e aviazione" è stato inaugurato il 12 aprile 2018, in occasione del giorno dei cosmonauti, dal presidente Vladimir Putin e dal sindaco di Mosca Sergej Sobjanin, alla presenza dei cosmonauti Valentina Tereškova, Fëdor Jurčichin, Sergej Krikalëv e altri.[19][20]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del 1954 si basava sullo stile e lo sfarzo del classicismo socialista staliniano.[5]

L'ingresso al padiglione dal lato della piazza è costituito da un arco di vetro a specchio incastonato in una parete. Su entrambi i lati sono presenti due torri con bassorilievi sul tema della meccanizzazione e dell'elettrificazione dell'agricoltura, con ai vertici le sculture smaltate in oro di un trattorista e di una kolchoziana. Al centro dell'arco vi era un'antefissa decorata con l'emblema dell'Unione Sovietica, e sopra di esso vi era il profilo di Lenin circondato da fiori, covoni e nastri. La composizione centrale è andata persa negli anni settanta.[2][4] Inizialmente, accanto al profilo di Lenin, vi era anche quello di Stalin, ma fu rimosso a seguito del XX congresso del PCUS del 1956 e alla destalinizzazione.[21]

Con la ricostruzione del 2018, è stata ricreata una copia del cartiglio priva del profilo di Lenin.

Esposizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel padiglione sono esposti più di 120 oggetti e ricostruzioni di velivoli spaziali e più di due mila documenti, foto e video d'archivio.[3] Sono presenti inoltre simulatori e giochi interattivi dedicati ai più giovani, nonché un cinema 4D dove viene raccontata la storia dell'esplorazione spaziale.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Zinov'ev, p. 157.
  2. ^ a b c d e f Nefëdov e Korob'ina, pp. 112-114.
  3. ^ a b c (EN) Cosmonautics and Aviation Centre, su ВДНХ. URL consultato il 1º aprile 2020.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (RU) Центр «Космонавтика и авиация». Павильон №34 «Космос», su ВДНХ. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  5. ^ a b c d e f (RU) «Город на память». 451. ВСХВ-ВДНХ СССР. Павильон «Механизация»/«Машиностроение», su rblogger.ru, 11 aprile 2019. URL consultato il 1º aprile 2020.
  6. ^ (RU) 1939 ВСХВ. Павильон Механизация, su PastVu. URL consultato il 1º aprile 2020.
  7. ^ (RU) 1940 ВСХВ. Павильон Механизация. Цитата В. И. Ленина, su PastVu. URL consultato il 1º aprile 2020.
  8. ^ (RU) 1954—1955 Скульптурная композиция «Шествие советских людей к коммунизму». Скульптор Н. В. Томский, su PastVu. URL consultato il 1º aprile 2020.
  9. ^ a b (RU) Центр «Космонавтика и авиация», su cosmos.vdnh.ru. URL consultato il 1º aprile 2020.
  10. ^ (RU) Выставка "Механика чуда" открылась в павильоне "Космос" на ВДНХ, su Российская газета, 22 dicembre 2014. URL consultato il 1º aprile 2020.
  11. ^ (RU) ОРКК: космический кластер на ВДНХ создадут к концу 2017 года, su РИА Новости, 29 agosto 2015. URL consultato il 1º aprile 2020.
  12. ^ (RU) ОРКК. ВЫСТАВКА «КОСМОС: РОЖДЕНИЕ НОВОЙ ЭРЫ» НА ВДНХ, su Роскосмос. URL consultato il 1º aprile 2020.
  13. ^ (RU) Павильон "Космос" на ВДНХ после реконструкции откроется в марте, su Интерфакс, 5 gennaio 2018. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  14. ^ (RU) Павильон "Космос" на ВДНХ откроется после реставрации в марте, su РИА Новости, 5 gennaio 2018. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  15. ^ (RU) Собянин рассказал о скором открытии павильона «Космос» на ВДНХ, su Аргументы и факты, 5 gennaio 2018. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  16. ^ (RU) В павильон «Космос» на ВДНХ доставили «Кристалл», su Мир 24, 10 ottobre 2017. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  17. ^ (RU) Павильон «Космос» на ВДНХ с 17 декабря будет освещать люстра-звезда из рубинового стекла, su Росбалт, 17 novembre 2017. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  18. ^ (RU) Matanat Ragimova, Павильону "Космос" на ВДНХ вернули ценную историческую деталь, su Вести.ру, ВГТРК, 28 dicembre 2017. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  19. ^ (RU) Открытие центра "Космонавтика и авиация" на ВДНХ, su РИА Новости, 12 aprile 2018. URL consultato il 1º aprile 2020.
  20. ^ (RU) Новая жизнь «Космоса», или Что изменилось в павильоне № 34 ВДНХ после реставрации, su Сайт Москвы, 12 aprile 2018. URL consultato il 1º aprile 2020.
  21. ^ (RU) 1956 Павильон (будущий Космос) на ВДНХ, su PastVu. URL consultato il 1º aprile 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. N. Zinov'ev, Ансамбль ВСХВ: Архитектура и строительство, 2014, ISBN 978-5-9903159-2-1.
  • P. Nefëdov e I. Korob'ina, Путеводитель по ВДНХ, ABCdesign, 2014, ISBN 978-5-4330-0033-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]