Kering

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da PPR (azienda))
Jump to navigation Jump to search
Kering
Logo
StatoFrancia Francia
Forma societariaSocietà anonima
Borse valoriEuronext: KER
CAC 40 Component
ISINFR0000121485
Fondazione1963
Fondata daFrançois Pinault
Sede principaleParigi
Filiali
Persone chiaveFrançois-Henri Pinault (Presidente e CEO)
SettoreLusso
ProdottiBeni di lusso
Fatturato15,8 miliardi di [1] (2019)
Utile netto2,3 miliardi di [1] (2019)
Dipendenti44,000[1] (2017)
Sito webwww.kering.com/

Kering S.A. (francese: [kɛːʁiŋ]) è un gruppo internazionale che opera nel settore del lusso con sede a Parigi. Possiede marchi come Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta, Boucheron, Brioni, Pomellato. Kering è quotata sul mercato Euronext Parigi dal 1988 e fa parte dell’indice CAC 40 dal 1995.

La società fu fondata nel 1963 e operava nella vendita del legno al dettaglio. Negli anni ‘90 avvenne il passaggio al settore retail sottolineato dal cambio di nome della società: Pinault-Printemps-Redoute, o PPR. Nella decade successiva, gli anni 1999, PPR fa i primi passi nel settore del lusso grazie all’acquisizione di Gucci e Yves Saint-Laurent. Dal 2005 la società è guidata da François-Henri Pinault, figlio del fondatore François Pinault, e nel 2013 il gruppo viene rinominato Kering.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione di impero attraverso la vendita al dettaglio del legno[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963, grazie al supporto da parte della sua famiglia e di una banca, François Pinault apre Établissements Pinault in Bretagna (Francia) e si specializza nel commercio di legname[2]. La società cresce organicamente anche grazie agli ottimi investimenti e nel 1988, Pinault S.A. si quota alla Borsa di Parigi, moltiplicando il valore finanziario del gruppo.[3] [4]

Nel 1989 acquisto il 20% di CFAO, una società de distribuzione francese attiva in tutto il continente africano. Nel 1990, Pinault S.A. e CFAO si unirono, e François Pinault divenne il leader del gruppo. Questo permise l’accelerazione delle sue acquisizioni nel settore della vendita al dettaglio: Conforama (distributore di mobili francese) nel 1991, Printemps (grandi magazzini a Parigi) nel 1992, quale possiede anche il 54% di La Redoute (vendita per corrispondenza francese), e Fnac (libreria francese, multimedia e dettagliante di elettronica) nel 1994[5]. Per allineare l’identità del gruppo con le sue nuove attività, cambiò il suo nome facendo diventare Pinault-Printemps-Redoute (PPR) nel 1994[6].

Il passaggio dal retail all'investimento nel lusso[modifica | modifica wikitesto]

Il precedente logo della società quando era conosciuta come PPR (Pinault-Printemps-Redoute)

Nel 1999, Pinault-Printemps-Redoute acquistò il 42% del gruppo Gucci per $3 miliardi[2][7]. Attraverso l’accordo con Gucci, Pinault-Printemps-Redoute acquisì anche il marchio Yves Saint Laurent[8]. Confermò così questa sua nuova strategia con le sue acquisizioni seguenti, tra le quali la casa di alta-gioielleria francese Boucheron (2000)[9], la pelletteria italiana Bottega Veneta[10], e la casa di moda Balenciaga (2001)[11][12]. Nel 2001, Pinault-Printemps-Redoute definisce un accordo anche con l’ex designatore di Givenchy, Alexander McQueen[13] e con Stella McCartney[14].

In simbiosi con la nuova strategia del gruppo, Pinault-Printemps-Redoute cede le attività di vendita al dettaglio una dopo l’altra: Pinault Bois e Matériaux, marchio madre dal quale il gruppo si era sviluppato e ampliato, è stato acquisito nel 2003 dal gruppo britannico Wolseley.

Nel 2003, François Pinault passò il timone di Artémis, la società famigliare che controllava Pinault-Printemps-Redoute e gli altri beni (Château Latour, Christie ecc.), a suo figlio François-Henri. Nel 2004, Pinault-Printemps-Redoute acquisì pressoché tutte le azioni rimanenti del gruppo Gucci raggiungendo il 99.4% di proprietà della società di lusso italiana. Nel 2005, François-Henri Pinault, figlio del fondatore François Pinault, assume la posizione di CEO[15] e il gruppo cambia ufficialmente il suo nome in PPR.[16]

La dismissione dei marchi di vendita al dettaglio del gruppo continua con la cessione di Le Printemps (2006), Conforama (2011), CFAO e Fnac (2012), e La Redoute (2013)[17]. Nel frattempo, PPR continua le acquisizioni nel campo del lusso: il Gruppo Sowind (proprietario del marchio di alta gioielleria svizzero Girard-Perregaux) e il marchio italiano di alta sartoria Brioni (2011)[18], il gruppo italiano Pomellato (Pomellato e Dodo)[19][20], il marchio di gioielleria cinese Qeelin (2012)[21][22], ll marchio britannico Cristopher Kane[23], e il marchio di orologi di lusso Ulysse Nardin (2014)[24].

PPR fa il suo ingresso anche nel ramo dello sport & lifestyle con l'acquisizione di Puma nel 2007[25], Golf di Cobra nel 2010[26], e Volcom in 2011[27].

Kering, una nuova società di lusso[modifica | modifica wikitesto]

La sede di Parigi della società al numero 40 di rue de Sèvres, in precedenza Hôpital Laennec

Il 22 marzo 2013, PPR cambiò il suo nome in Kering,[28] ufficializzando così l’inversione di marcia compiuta nell’ultimo decennio ed il focus sul settore dei beni di lusso.[29][30] Pronunciato [kɛːʁiŋ], per ricordare la parola inglese “caring” (prendersi cura), il nuovo nome viene scelto in onore della terra di origine della famiglia di Pinault: la Bretagna,[31] nel cui dialetto kêr vuole dire "casa".

Il nuovo logo ha come emblema un gufo, animale in grado di ruotare la testa di 270 gradi, capace quindi di avere una visione straordinariamente d’insieme.

Nel 2014, il gruppo Kering lancia Kering Eyewear, che si occupa della produzione di occhiali per dodici brand del gruppo, produzione prima affidata ad aziende terze. Nel 2018 Kering Eyewear firma una partnership strategica con Richemont: il gruppo curerà la produzione e la distribuzione delle collezioni eyewear di Cartier, affermandosi così anche come produttore per terzi. A seguito dell’accordo Richemond acquisisce una quota minoritaria di Kering Eyewear[32].

Nel marzo dello stesso anno Kering annuncia un accordo di vendita per il 50% delle azioni di Stella McCartney al suo omonimo proprietario [33][34]. Ad aprile 2018, Kering annuncia la sua intenzione di cedere Volcom, la società di abbigliamento sportivo[35].

A maggio 2018, Kering cede inoltre le sue azioni di Puma, mantenendo una quota 15.7%, divenendo così un puro player in ambito lusso[36].

A novembre dello stesso anno il gruppo ha annunciato di voler gestire internamente l’e-commerce dei propri marchi, prima in gestione a società terze. La misura rientra nella nuova strategia digitale del gruppo che vede in programma anche una partnership con Apple per creare applicazioni per migliorare la gestione dei punti vendita, il rapporto con i clienti e la tutela dei loro dati. [37] Alla fine del 2019 il gruppo Kering chiude con un fatturato di 15,88 miliardi di euro e un aumento del 16% sui valori stimati. [38]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Kering è un gruppo leader nel settore del lusso con sede a Parigi, che possiede marchi specializzati nella creazione, produzione la vendita di prodotti eccellenti, specialmente nel settore della pelletteria, calzature, abbigliamento, orologi e gioielleria:

Marchio Con Kering dal Paese
Gucci 1999 Italia
Saint Laurent 1999 Francia
Boucheron 2000 Francia
Bottega Veneta 2001 Italia
Balenciaga 2001 Spagna
Alexander McQueen 2001 Regno Unito
Brioni 2011 Italia
Girard-Perregaux 2011 Svizzera
JeanRichard 2011 Svizzera
Qeelin 2012 Francia
Pomellato 2013 Italia
Dodo 2013 Italia
Richard-Ginori 2013 Italia
Christopher Kane 2013 Regno Unito
Ulysse Nardin 2014 Svizzera

Impegni sociali[modifica | modifica wikitesto]

Sostenibilità[modifica | modifica wikitesto]

L’impegno di Kering per la sostenibilità inizia nel 2012, con lo sviluppo di un piano per ridurre l’impatto ambientale del gruppo.[39]

Gli ottimi risultati dell’iniziativa vengono pubblicati nel 2016 e il gruppo Kering viene inserito più volte nella classifica Dow Jones Sustainability Index [40]. Nel 2018 Kering compare nel Corporate Knights Global 100 index, aggiudicandosi la 43esima posizione tra le 100 aziende più ecosostenibili del mondo[41] .

Nel 2016 Kering annuncia annuncia il suo nuovo programma che, affiancandosi alle linee guida dell’ONU, mira ad una riduzione del 40% del suo impatto ambientale globale entro il 2025[42] .

Nel 2015, Kering co-produce Ice and the Sky di Luc Jacquet, un documentario su Claude Lorius, uno dei primi scienziati che ha dimostrato l’evidenza del riscaldamento globale[43].

Pubblicato nel 2016, il rapporto di sostenibilità di Kering evidenzia che il Gruppo è in grado di controllare le proprie catene di approvvigionamento / produzione, raggiungendo il 99% dei suoi obiettivi nella riduzione di PVC. Gli obbiettivi sull’acquisto dell’oro da provveditori certificati sono pari al 15%, mentre salgono al 64% per l’acquisto dil cuoio da fonti responsabili e verificate.

Nel 2015, Kering co-produce Ice and the Sky, il documentario di Luc Jacquet.[44] Sempre nella stessa linea rientra la collaborazione con il Centre for sustainable fashion del London College of Fashion. L’iniziativa è articolata in particolare in un corso accademico di moda sostenibile lanciato nel 2018.[45] [46]La volontà è quella di dialogare con i nuovi talenti ed insieme cercare nuove strade rispettose per il pianeta grazie anche all’istituzione di concorsi e premi come per esempio il Kering Sustainable Innovation Award, istituito nel 2018.[47]

A maggio 2019 il presidente francese Emmanuel Macron chiede a François-Henri Pinault di elaborare nuovi standard ecologici per l’industria della moda e di radunare i principali players del settore per un tavolo di discussione. Il risultato è il  "G7 Fashion Pact" [48], di cui il gruppo Kering è il principale promotore, che nello stesso anno è stato firmato da 32 multinazionali della moda e discusso al quarantacinquesimo G7 summit.  Tre sono i temi chiave: la protezione degli oceani, l’arresto del riscaldamento globale e il ripristino della biodiversità. Il gruppo Kering è impegnato a presiedere i tavoli di lavoro: il primo si è svolto nel 2020, e sono diventate 56 le aziende coinvolte.[49]

Fondazione Kering[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione Kering è impegnata nella difesa della dignità e diritti delle donne, combattendo la violenza di genere e promuovendo la affermazione delle pari opportunità e della dignità dell’individuo.

Ogni anno, dal 2012, la Fondazione Kering contribuisce con svariate iniziative alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, attraverso la campagna White Ribbon for Women[50] [51] . Nel 2013, ad esempio, Gucci ha lanciato il progetto Chime for Change: una campagna internazionale per raccogliere fondi per l'emancipazione delle donne, concentrandosi su istruzione, salute e giustizia[52]

Nel 2015, Kering diviene partner ufficiale del Festival di Cannes e lancia il programma Women in Motion[53]. Questo premio rientra nelle numerose iniziative a favore delle donne promosse dalla fondazione Kering[54]. Il premio Women in Motion viene attribuito ogni anno ad una donna in grado di ispirare le altre, donne che incarnano il loro ruolo nell'industria cinematografica con fierezza e forza[55] .

Le vincitrici passate di Women in Motion includono:

Nel 2018 è stata introdotta una nuova sezione del premio: la Young Talent Award,[58] che premia giovani operatrici cinematografiche con un contributo in denaro per incentivare la loro produzione.[59]

Patrimonio e creatività[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo Kering e la famiglia Pinault hanno promosso e finanziato il restauro di molte gloriose testimonianze del passato, non solo in Italia. Tra i lavori promossi dal gruppo c’è Palazzo Grassi e Punta della dogana, a Venezia, riaperto nel 2009 dopo i lavori di restauro a cura di Tadao Ando[60] . Gucci, ad esempio, ha finanziato la restaurazione e il riassetto paesaggistico di Rupe Tarpea a Roma[61] e il recupero dei Giardini di Boboli di Firenze[62], così Yves Saint Laurent ha sistemato il palazzo delle finanze di Scandicci[63]. Bottega Veneta, dopo la tragica alluvione del 2019, si è impegnata a sostenere tramite donazioni e iniziative la ristrutturazione delle pavimentazioni della Basilica di San Marco, da sempre simbolo di Venezia.[64] Non solo in Italia ma anche all’estero: in Francia il gruppo ha restaurato l’ospedale Laennec, che oggi ospita il quartier generale del gruppo.[65]

Nell’aprile 2019 il gruppo Kering apre Torre Kering a Milano, che si affianca alle altre 8 sedi nelle più importanti città del mondo. Torre Kering si sviluppa su 9 piani ed è stata costruita con un occhio di riguardo per l’ambiente, grazie a tecnologie green che permettono di ridurre l’impatto ambientale della struttura[66].

Se il gruppo Kering da un lato tutela il patrimonio culturale e storico, dall’altro sperimenta nuovi modi di fare moda, dimostrando la capacità di brand storici di reinventare la modernità, rimanendo i protagonisti della moda internazionale nonostante il passare del tempo. La fiducia nei nuovi talenti è da sempre uno dei cardini del Gruppo Kering[67]: molti sono stati gli stilisti sconosciuti in cui Kering ha creduto, due grandi esempi sono Demna Gvasalia[68], direttore artistico di Balenciaga e Alessandro Michele direttore artistico di Gucci[69] .


Gestione[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • François-Henri Pinault - Presidente e Amministratore delegato
  • Jean-François Palus - Direttore generale
  • Ginevra Elkann – Rappresentante dei dipendenti
  • Yseulys Costes – Direttore indipendente
  • Jean-Pierre Denis – Direttore indipendente
  • Sophie L'Hélias – Direttore indipendente
  • Claire Lacaze - Direttore in rappresentanza dei dipendenti
  • Baudouin Prot - Direttore
  • Daniela Riccardi – Direttore indipendente
  • Sapna Sood – Direttore indipendente
  • Héloïse Temple-Boyer - Rappresentante permanente di FINANCIÈRE PINAULT

Comitato Esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

  • François-Henri Pinault - Presidente e Amministratore delegato
  • Jean-François Palus - Direttore Generale
  • Francesca Bellettini - Presidente e Amministratore delegato di Saint Laurent
  • Albert Bensoussan - Amministratore delegato orologi e gioielli
  • Marco Bizzarri - Presidente e Amministratore delegato di Gucci
  • Grégory Boutté - Direttore Client & Digital
  • Marie-Claire Daveu – Direttore della sostenibilità e degli affari istituzionali
  • Valérie Duport – Direttore della Comunicazione e dell’Immagine
  • Jean-Marc Duplaix – Direttore Finanziario
  • Bartolomeo Rongone – Presidente e Amministratore delegato di Bottega Veneta
  • Béatrice Lazat - VP Risorse umane
  • Roberto Vedovotto - Amministratore delegato Kering Eyewear

Dati Finanziari e di mercato[modifica | modifica wikitesto]

Dati Finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Dati Finanziari in milioni di euro
Anno 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Vendite 17 026 19 761 17 207 16 525 11 008 8 062 9 736 9 656 10 038 11 584 12 385 15 478
EBITDA 1 276 1 696 1 440 1 383 1 649 1 739 2 067 1 751 1 664 1 647 1 886 2 948
Risultati netti 703 1058 718 712 965 986 1 048 50 529 696 814 1 786
Debito netto 3 461 6 121 3 461 4 367 3 780 3 395 2 491 3 443 4 391 4 679 4 371 3 049

Dati di mercato[modifica | modifica wikitesto]

Anno 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Numero di azioni (in milioni) 128 126.5 126.6 126.8 127 126.1 126.2 126.2 126.2 126.2 126.2
Capitalizzazioni sul mercato (in milioni) 14 089 5 897 10 663 15 093 14 034 17 764 19 395 20 140 19 946 26 935 49 628
Numero di transazioni giornaliere 692 022 1 116 420 701 105 453 415 385 265 317 960 254 343 224 261 356 633 255 805 209 407
  • Data di IPO: 25 Ottobre 1988, Second Marché
  • Azioni quotate nella Borsa di Parigi
  • Membro dell’indice CAC 40 dal 9 Febbraio 1995
  • Valuta = Euro
  • Azionisti principali: Artémis 40.8%

Ultimi aggiornamenti (Luglio 2019)[modifica | modifica wikitesto]

Il fatturato del primo semestre 2019 è salito del 18,8% a 7,638 miliardi, il risultato operativo è arrivato a 2,252 miliardi (+25,3%) e l’utile netto è stato di 579,7 milioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Copia archiviata (PDF), su kering.com. URL consultato il 9 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2018).
  2. ^ a b note, su borsaitaliana.it. URL consultato il 25 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
  3. ^ Chi è François Pinault, fondatore di Kering, il gigante del lusso che controlla Gucci e Balenciaga, su Business Insider Italia, 9 marzo 2019. URL consultato il 30 giugno 2020.
  4. ^ Francesco Tortora, François Pinault: dalla fabbrica di legname in Bretagna all'impero del lusso. L’ascesa straordinaria del proprietario di Kering, su Corriere della Sera, 3 giugno 2019. URL consultato il 30 giugno 2020.
  5. ^ Paola Guidi, Darty rimane francese, acquistata da FNAC – La Casa di Paola, su lacasadipaola.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  6. ^ Strategie: Ppr cambia nome in Kering?, su www.fashionmagazine.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  7. ^ note, su mffashion.com.
  8. ^ European Commission - PRESS RELEASES - Press release - La Commissione autorizza l'acquisizione di Gucci(Italia) da parte di PPR( Francia), su europa.eu. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  9. ^ PPR rafforza il segmento gioielleria, su Luxgallery, 10 dicembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  10. ^ Bottega Veneta: il lusso discreto compie 50 anni, su listupp.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  11. ^ Arnault-Pinault, si gioca in Italia il torneo del lusso, su Repubblica.it, 18 novembre 2013. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  12. ^ Pinault: meglio piccoli (e italiani) che super-logati, su MAM-E, 10 settembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  13. ^ FashionNetwork.com, McQueen: fine della licenza McQ con l'italiana Sinv S.p.A., su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  14. ^ Moda, orologi, sport: un colosso che ha fatturato dodici miliardi, su Corriere della Sera, 26 novembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  15. ^ Da dove viene François-Henri Pinault, su Il Post, 3 dicembre 2015. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  16. ^ Arnault-Pinault, si gioca in Italia il torneo del lusso, su la Repubblica, 18 novembre 2013. URL consultato il 30 giugno 2020.
  17. ^ Ppr cede Fnac Italia a fondo OrlandoL'addio al Paese all'inizio del 2013, su Repubblica.it, 28 novembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  18. ^ FashionNetwork.com, Brioni, il sarto dei leader mondiali, acquistato da PPR, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  19. ^ Redazione, Pomellato è il nuovo gioiello dei francesi di Kering, su Formiche.net, 24 aprile 2013. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  20. ^ Pomellato ceduta ai francesi. Parigi acquisisce un altro gioiello italiano, su Il Fatto Quotidiano, 24 aprile 2013. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  21. ^ Qeelin, il gioiello asiatico di Pinault, su Repubblica.it, 17 dicembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  22. ^ Redazione, Pomellato è il nuovo gioiello dei francesi di Kering, su Formiche.net, 24 aprile 2013. URL consultato il 30 giugno 2020.
  23. ^ FashionNetwork.com, PPR compra la casa di moda di Christopher Kane, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  24. ^ Kering acquisisce Ulysse Nardin: strategia Hard Luxury, su Professional Luxury, 4 agosto 2014. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  25. ^ Ppr compra Puma, per gli analisti è un bene - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  26. ^ FashionNetwork.com, Puma acquisisce il brand di golf Cobra, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  27. ^ FashionNetwork com, Lisa-Marie Kömmelt, PPR si lancia negli sport su neve e tavola attraverso un'OPA su Volcom, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  28. ^ Ppr di François-Henri Pinault cambia nome in Kering, su Gdoweek, 27 marzo 2013. URL consultato il 30 giugno 2020.
  29. ^ FashionNetwork.com, È ufficiale: PPR diventa Kering e intende imporsi come gruppo, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  30. ^ Strategie: Ppr cambia nome in Kering?, su www.fashionmagazine.it. URL consultato il 30 giugno 2020.
  31. ^ ultimaora - flash news 24 Corriere della Sera - Ultime Notizie, su www.corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2020.
  32. ^ Maria Silvia Sacchi, Kering si allea con Richemont Produrrà gli occhiali Cartier, su Corriere della Sera, 21 marzo 2017. URL consultato il 28 giugno 2020.
  33. ^ FashionNetwork com, Olivier Guyot, Stella McCartney e Kering chiudono la loro joint venture, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  34. ^ Stella McCartney e Kering: divorzio consensuale, su Vogue Italia. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  35. ^ FashionUnited, Kering sta per vendere Volcom, su fashionunited.it, 10 aprile 2018. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  36. ^ note, su mffashion.com.
  37. ^ Kering internalizza l’e-commerce, fine della partnership con YNAP, su Money.it, 26 novembre 2018. URL consultato il 28 giugno 2020.
  38. ^ Chiara Dainese, Kering, ricavi 2019 a +16%. Stime battute - Pambianconews notizie e aggiornamenti moda, lusso e made in Italy, su https://www.pambianconews.com/. URL consultato il 28 giugno 2020.
  39. ^ Lusso, sempre più green la filiera del gruppo Kering, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 26 giugno 2020.
  40. ^ Sostenibilità: Kering di nuovo "Industry leader" nel Dow Jones Sustainability Index, su www.fashionmagazine.it. URL consultato il 28 giugno 2020.
  41. ^ #, Kering è eco-sostenibile, su La Spola, 11 febbraio 2016. URL consultato il 28 giugno 2020.
  42. ^ Kering, nuovi obiettivi sostenibili per il 2025 - Pambianconews notizie e aggiornamenti moda, lusso e made in Italy, su https://www.pambianconews.com/. URL consultato il 28 giugno 2020.
  43. ^ Tra ghiaccio e cielo, su Internazionale, 23 agosto 2015. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  44. ^ Tra ghiaccio e cielo, su Internazionale, 23 agosto 2015. URL consultato il 26 giugno 2020.
  45. ^ Kering con il London College of fashion per la moda sostenibile, su Moda24 - Il Sole 24 ORE. URL consultato il 26 giugno 2020.
  46. ^ Kering lancia il corso in moda sostenibile, su Affaritaliani.it. URL consultato il 26 giugno 2020.
  47. ^ Kering x Plug and Play, su None. URL consultato il 26 giugno 2020.
  48. ^ Sostenibilità: 32 aziende siglano il «Fashion Pact» per la difesa dell’ambiente, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 26 giugno 2020.
  49. ^ 24 nuove aziende aderiscono al Fashion Pact, MF Fashion , ottobre 2019, su mffashion.com.
  50. ^ di Luisa Adani, Verso il 25 novembre La violenza che si combatte potenziando la vita delle donne, sul lavoro e a casa, su Corriere della Sera, 24 ottobre 2017. URL consultato il 27 giugno 2020.
  51. ^ È la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, su Vogue Italia. URL consultato il 27 giugno 2020.
  52. ^ L'impegno di Kering contro la violenza sulle donne, su Moda24 - Il Sole 24 ORE. URL consultato il 27 giugno 2020.
  53. ^ FashionNetwork com IT, Kering partner ufficiale del Festival di Cannes, su FashionNetwork.com. URL consultato il 26 giugno 2020.
  54. ^ Imprese per l’impatto sociale: la strategia della Kering Foundation per combattere la violenza sulle donne, su www.fondazionelangitalia.it. URL consultato il 26 giugno 2020.
  55. ^ Cannes rende omaggio al mondo delle donne con Women in motion, su Il Piccolo, 1º aprile 2015. URL consultato il 26 giugno 2020.
  56. ^ Cannes 2018: Kering premia Patty Jenkins, su Amica, 4 maggio 2018. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  57. ^ [1]
  58. ^ Il Festival di Cannes lancia “Women in Motion”, su Paperblog. URL consultato il 26 giugno 2020.
  59. ^ Donne e cinema a Cannes, su Vogue Italia. URL consultato il 26 giugno 2020.
  60. ^ Palazzo Grassi, Mostre d’arte a Punta della Dogana, su Palazzo Grassi. URL consultato il 26 giugno 2020.
  61. ^ FashionUnited, Gucci restaura la Rupe Tarpea, a Roma, su FashionUnited, 7 giugno 2019. URL consultato il 26 giugno 2020.
  62. ^ EVA DESIDERIO, Firenze, Gucci restaura il Giardino di Boboli, su QuotidianoNet, 1490912652681. URL consultato il 27 giugno 2020.
  63. ^ La Nazione, Yves Saint Laurent sbarca a Scandicci. "300 nuovi posti di lavoro", su La Nazione, 1578671843730. URL consultato il 27 giugno 2020.
  64. ^ Bottega Veneta sostiene Venezia: usa i ricavi delle vendite per restaurare la Basilica di San Marco, su Donna Fanpage. URL consultato il 27 giugno 2020.
  65. ^ STRATEGIE: Kering e Balenciaga si trasferiscono all'ex Ospedale Laennec di Parigi, su www.fashionmagazine.it. URL consultato il 27 giugno 2020.
  66. ^ Francesca Decorato, Arriva la Torre Kering a Milano, la nuova sede del gruppo mondiale del lusso, su Duomo 24, 4 aprile 2019. URL consultato il 27 giugno 2020.
  67. ^ Kering, volti nuovi per Pinault, su Corriere della Sera, 27 ottobre 2014. URL consultato il 28 giugno 2020.
  68. ^ Di Giulia Pacella, Demna Gvasalia, su ELLE, 7 ottobre 2015. URL consultato il 28 giugno 2020.
  69. ^ Di Luisa Simonetto, Il successo di Alessandro Michele, su ELLE, 8 giugno 2016. URL consultato il 28 giugno 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN313481834 · WorldCat Identities (ENviaf-313481834