Ottavio Rosati

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Ottavio Rosati (2020, Istituto Luce Cinecittà, Roma)

Ottavio Rosati (Sulmona, 11 marzo 1950) è uno psicoanalista, regista e sceneggiatore italiano che studia i rapporti tra psicologia e spettacolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Consegue la maturità classica[1] al liceo Mamiani di Roma, esce di casa a 18 anni e si laurea in filosofia a La Sapienza con una tesi sul teatro e la psicologia analitica di Jung. È allievo dello scrittore Juan Rodolfo Wilcock e collabora a Ciao 2001, settimanale di musica pop e a Il Mondo per cui dal 1972 al 73 intervista personaggi come Ennio Flaiano, Ezra Pound, Aldo Fabrizi e Marlene Dietrich[2]. Dal 1973 al 2019 è in formazione e supervisione psicoanalitica con Aldo Carotenuto, Paolo Aite, Nadia Neri, Giusi Cuomo Napolitani, Claudio Modigliani e Stefano Carta.

All'età di 22 anni incontra l'americanista Fernanda Pivano con la quale avrà una relazione durata oltre trent'anni[3] al termine della quale pratica la meditazione Vipassana col Maestro Corrado Pensa[4]. Nel 1978 con la casa editrice Astrolabio Ubaldini fonda la rivista Atti dello psicodramma[5] e dal 1986 cura l'edizione italiana dell'opera base di Jacob Levi Moreno Psychodrama[6][7] e di libri di Didier Anzieu, Lewis Yablonsky, Anne Schützenberger e Gretel Leutz. Pubblica voci sullo psicodramma e le tecniche attive per varie pubblicazioni tra cui Enciclopedia del Teatro del Novecento[8] e il Dizionario Internazionale di Psicoterapia[9]. La sua sperimentazione dello psicocinema e del sociodramma è argomentata in articoli, video e libri.

Dopo la formazione in psicodramma analitico alla SEPT di Parigi con i lacaniani Gennie e Paul Lemoine e in psicodramma classico al Moreno Institute di Beacon (New York) elabora un nuovo modello di psicodramma e video-terapia che applica per nove anni alla Scuola Internazionale del Ceis di Roma[10]. Entra nell'Ordine degli psicologi e nell'albo degli psicoterapeuti. Dirige la scuola di specializzazione in Psicodramma Dinamico IPOD riconosciuta dal MIUR[11] dove sperimenta nuovi modelli di videoterapia e psico-cinema.

Rosati collabora a Rai-radio3 per Terza pagina e Orione con interviste a James Hillman, Marie Louise von Franz[12], Lewis Yablonsky, Gretel Leutz[13], Allen Ginsberg[14] e con due documentari: La mia voce ti accompagnerà[15] su Milton Erickson e Il piacere dell'acting out[16] su Jacob Levi Moreno interpretato da Dario Fo.

Realizza in Italia e all'estero decine di sociodrammi tra cui Il piombo e l'oro del perdono per il Parents Circle di Tel Aviv (Ministero Affari Esteri Roma, 2005) sulla pace tra Israele e Palestina, Gli sporcosauri (CEE e Teatro Stabile di Catania, 2008) sull'educazione ecologica dei ragazzi, Il rischio della felicità (2011) in piazza del Campo a Siena con Luciana Santioli per la prevenzione della tossicodipendenza e L’amore in piazza[17][18] con flash mob per l’Ordine degli psicologi del Lazio, che si conclude con le nuove nozze di Tinto Brass[19].

Progetto Il Teatro del Tempo con Teto e Iside
Il Teatro del Tempo con Teto e Iside

Come attivatori di spontaneità e coinvolgimento emotivo, utilizza nuove tecniche di pet theraphy e psicoplay con Teto e Iside, due pappagalli cacatoa che parlano e interagiscono con adulti e bambini e con cui cura un caso di psicosi[20][21]. Li definisce "soggetti transizionali". Con loro realizza anche il cortometraggio Stelle sopra, stelle sotto su Fernanda Pivano e Valeria Moriconi[22][23] e il teaser del film Cacatoa[24] con le musiche di Lelio Luttazzi.

Come regista di psicodrammi, Rosati ricorre ad attori, musica live, effetti sonori e immagini, utilizzando retro-proiezioni di foto e disegni dei personaggi messi in scena, sulla scia di Josef Svoboda lo scenografo praghese che ha influenzato gli sviluppi del teatro multimediale contemporaneo. Questo impianto caratterizza anche il progetto per la realizzazione di un laboratorio stabile di psicodramma, "Il Teatro del Tempo"[25] (ideato a partire dagli anni ottanta con Fernanda Pivano e Aldo Carotenuto) uno spazio terapeutico delle Facoltà di Psicologia e Architettura[26] che Plays presenta alla Regione Lazio per la riapertura dell'Ospedale Forlanini.

Modello teorico e proposte[modifica | modifica wikitesto]

Come autore dichiara che il suo riferimento ideale è Eduardo de Filippo. Come registi Alejandro Jodorowsky e Roman Polansky. Come psicodrammatista, il suo modello teorico collega il gioco di ruolo di Jacob Levi Moreno alla concezione del gioco di Donald Winnicott e all'immaginazione attiva di Jung[27] integrandola con la teoria della funzione riflessiva[28] di Peter Fonagy e Mary Target. Inoltre individua un modello psiconeurologico per il trattamento del PTSD, nelle ricerche di Jaak Panksepp sui circuiti sotto-corticali e dal 2018 li divulga in serie di socioplay dedicati alle sette emozioni di base[29]. Per Rosati la funzione che Jaak Panksepp chiama 'ri-consolidamento' corrisponde alla 'catarsi di integrazione' che, in psicodramma consente di ristrutturare ruoli alienanti e traumi emotivi[30][31][32][33][34]. L'approccio di Rosati parte dai primi esperimenti televisivi di Moreno prodotti dalla RTF, come Le Psychodrame (1956, regia di Roberto Rossellini) e Psychodrame d'un mariage (1964, regia di Jean-Luc Léridon) alla base del cinema terapeutico[35][36][37][38][39]. Rosati ha trasformato le formule del sociodramma in nuovi format teatrali e televisivi per la Rai lavorando sul piano spettacolare oltre che clinico[40][41][42][43][44].

Collabora dal 2004 al 2010, con Moreno Cerquetelli e Rosanna Cancellieri, allo spazio del TG3 Chi è di scena con interviste e recensioni per la rubrica Psiche e teatro dove propone di utilizzare il termine "psicoplay" al posto di "psicodramma" per tradurre la parola inglese psychodrama e sostiene che lo psicodramma non esiste: "esistono solo gli psicodrammatisti"[45].

Nei racconti Le avventure di uno psicodrammatista analizza in chiave autobiografica e ironica i conflitti sistemici dei sociodrammi culturali, politici o religiosi rivelando le implicazioni segrete dei committenti e la loro ricaduta sul gruppo e sul transfert del regista[46][47][48]. Le bimbe atomiche (2018) racconta una serie di flash mob e socioplay nelle strade del centro storico di Roma dove elabora un suo trauma affettivo coinvolgendo i passanti: Alcuni vigili urbani si sono rivelati vigili umani. Moreno diceva che le persone migliori si incontrano sempre per caso[49][50][51].

F. Pivano e B. Bertolucci giocano con la Scacchiera

La Scacchiera e i Bricconaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 Rosati propone La Scacchiera[52], una nuova play therapy cinetica di statuine, puntatori laser e luci da muovere sopra una torre di scacchiere trasparenti[53], che collega l'opera di Moreno all'Immaginazione attiva di Jung, al modello di Donald Winnicott e al gioco della sabbia di Margareth Lowenfeld.

La Scacchiera è una scenografia dinamica dentro un impianto scenico che offre all'autore del gioco centinaia di action figures tratte dal mondo dei comics, del cinema, dell'archeologia con cui realizzare scenari emersi dall’inconscio. Le immagini sono ristrutturabili grazie a fotografie e veloci piani sequenza fatti dal paziente[54][55].

La Scacchiera entra anche in psicodrammi e sociodrammi come Il Piombo e l'Oro del Perdono (2005)[56], Sette Emozioni (2019)[57] o The Struggle of Jacob (2017) alla Kunst-station di Colonia[58]con Sidival Fila[59][60].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sociodramma.

Nel 1990, dopo le dimissioni (che definisce cordiali) dalla società di psicodramma analitico e dal CIPA[61], Rosati presenta alla Facoltà di Psicologia di Roma Sapienza una nuova tecnica di videoterapia il Bricconaggio (giochi catartici fatti dal protagonista fuori dal gruppo, per elaborare sui social un trauma emotivo)[62][63]. La pubblicazione e promozione del cortometraggio sul web (all’antitesi della classica privacy psicoanalitica) mirano a dare risalto pubblico alla catarsi: "lo scopo di un bricconaggio è di far uscire le vittime di un trauma affettivo dalla solitudine e dalla vergogna impropria, per entrare nel ruolo di autori ed editori della loro vera storia". In un'intervista sul corto I cani dell'acqua marcia, Rosati rivela le manipolazioni fatte in segreto da un illustre analista gay ma omofobico (del quale fa l'Outing) e chiarisce la funzione catartica e l'ottica sistemico-relazionale dello psicocinema[64].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Film biografico.

Nel 2017 un bricconaggio in situ, in cui Rosati aiuta due genitori oppressi a reagire alle aggressioni di un figlio narcisista, spinge il ragazzo a denunciarlo all’Ordine degli psicologi per offese e “abuso della professione”: il processo disciplinare si conclude con la sua assoluzione[65].

Sociodrammi per la radio, il cinema e la televisione[modifica | modifica wikitesto]

Rosati ha messo in scena il rapporto tra il Teatro della Spontaneità e la trilogia del Teatro nel teatro di Luigi Pirandello alla quale, coi Teatri Stabili di Roma, Torino e Catania, ha dedicato socioplay e convegni con la partecipazione di PierLuigi Pirandello[66], Fernanda Pivano e di Zerka Toeman Moreno moglie e collaboratrice di Jacob Levi Moreno[67]. Quando ricatti finanziari e scandali, simili a quelli immaginati da Pirandello nella sua commedia, bloccano per mesi la produzione de La Moreno (che tutti sanno chi è) per Pirandello e Ciascuno a suo modo, Rosati la salva portando a Torino la banda di un pazzariello napoletano che, citando il Totò de L'oro di Napoli, attraversa le strade della città in un Living Newspaper che denuncia la situazione[68]. Il supporto delle banche resta perduto ma la risposta dei passanti e la reazione di giornali è tale che Ugo Gregoretti riapre le porte del Carignano e l’evento riscuote un enorme successo di critica e pubblico. Osvaldo Guerrieri su La Stampa scrive: Ecco, infine, il folle giuoco, amministrato sapientemente da Ottavio Rosati e offerto a un pubblico numerosissimo, adescato da lusinghe un po' stregonesche, un po' scientifiche, un po' clownesche [...] Raramente abbiamo visto il Carignano così ribollente di partecipazione come in questa serata. Su, nei palchi, alcuni sembrano impazzire, litigano a distanza. Nell'atmosfera accesa, il fantasma delle serate futuriste occhieggia sornione[69][70][71][72].

Ha prodotto i primi psicodrammi realizzati in Italia in teatro e televisione chiamando come interpreti dei ruoli ("ego ausiliari") attori di professione come Milena Vukotic, Alessandro Haber, Rosalia Maggio, Urbano Barberini, Leo Gullotta per avvicinare il linguaggio della fiction alla messa in scena terapeutica di storie vere[73]. Nel 1991 Vittorio Gassman lo invita a presentare lo psicodramma come un vero e proprio genere teatrale nel programma Tutto il mondo è teatro (Rai 2)[74]. In una video intervista del 2021 con Felice Perussia, Rosati ricorda l'incontro con Gassman che gli rivela il suo interesse per la Psicomagia di Jodorowsky[75].

Dopo la mini-serie del 1990 Giocare il sogno, filmare il gioco[76] (Teatro Stabile di Torino con Cinema Giovani) dove un gruppo di ragazzi mette in scena i propri sogni davanti a due videocamere[77], Rai 3, sotto la direzione di Angelo Guglielmi, produce e trasmette in prima serata Da Storia nasce Storia (1991)[78][79]. Invita anche lo psicoanalista Aldo Carotenuto a un librodramma del suo best seller Diario di una segreta simmetria dove mettono in scena a soggetto i ruoli di Sigmund Freud, Jung e Sabina Spielrein[80]. Rosati si rivolge a Emanuele Luzzati per la scena e i manifesti del bando e registra due serie del programma nella palestra di una comunità terapeutica nel bosco di Superga con il Teatro Stabile di Torino e del Teatro dell'Opera di Torino che per la prima volta mettono a disposizione della Rai il repertorio scenografico dei loro magazzini. Il format triplica l'audience e le recensioni[81]. Su La Stampa Laura Carassai definisce Da Storia nasce Storia il successo teatral-televisivo di fine anno[82].

Nel corso degli anni Rosati porta avanti questa ricerca con il Teatro Stabile e l'Università di Catania e con la Facoltà di Psicologia dell’Università di Roma sperimentando al Teatro Valle di Roma, il sistema di riprese (integrali e senza montaggio) IPOV3 su piattaforma iPad con cui il passaggio immediato tra cinque angoli di ripresa consente di rivisitare in ogni momento le interazioni para-linguistiche dei singoli attori del sistema[83].

Collabora al programma Mezzogiorno in famiglia dal 1993 al 1996, su Rai 2, aprendo con Alessandro Cecchi Paone la rubrica divulgativa Lettere allo psicologo di famiglia (ispirata alle conversazioni radiofoniche di Françoise Dolto alla Radiodiffusion-Télévision Française negli anni Settanta), in cui risponde alle lettere dei genitori e presenta libri base di psicoanalisi e di terapia della famiglia. La rubrica viene chiusa alla terza stagione perché Rosati si rifiuta di sostituire i libri con dei quiz all'americana[84]. Al programma di Guardì, tornerà nel 2010 con un blitz dei suoi cacatoa che, in un bricconaggio improvvisato, mettono sotto sopra la diretta televisiva in cui Magalli lo intervista sulla pet therapy[85]. Per RaiSat nel 1992 realizza con Alfredo Antonaros 21 puntate de Il Pappafreud[86] sulla psicoanalisi del cibo: un 'parrot-drama' comico che parte da incursioni con il cacatoa Teto, addestrato alla pet therapy, in ristoranti e mercati dove i passanti rivolgono domande che trovano poi risposta nello studio televisivo del Gambero Rosso[87].

Nel 2006 per Rai Sat, con la fotografia di Mario Amura e la consulenza di Malcolm Andrews (presidente della Dickens Fellowship)[88], Rosati organizza a S. Maria in Trastevere con Matteo Maria Zuppi (cardinale allora parroco della basilica) il primo sociodramma dal Canto di Natale di Dickens[89]. Aggirando il veto di Rai Sat e dei pompieri, Zuppi gli consente di filmare l'apparizione di Marley, nel contro-soffitto della basilica per realizzare un video-karaoke in cui gli spettatori interagiscono col fantasma leggendo ad alta voce le battute di Scrooge. L’attore Francesco Carnelutti nel ruolo di Marley entra in trance e non batte le palpebre per sette minuti[90]. Il sociodramma andrà in onda ogni tre ore dal 24 al 26 dicembre[91] ma il direttore di rete Mark Antoni sposta le riprese al Teatro del Gusto del Gambero Rosso e proibisce a Rosati di partecipare al montaggio. Nel 2007 il Teatro Stabile di Catania ripropone la formula agli studenti delle scuole medie per la riapertura del Teatro Moncada in un quartiere disagiato della città[92]. Lo stesso anno Rosati, con l'attrice Renata Biserni e altri allievi, replica il socioplay del Canto di Natale alla scuola degli analisti junghiani dell'AIPA di Roma[93].

Psico-cinema, docufilm e script[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dello "psicocinema" di Jacob Levi Moreno, Rosati, dopo Da Storia nasce Storia (Rai3), apre la casa di produzione Plays srl[94][95][96] che insieme a Cinecittà Holding realizza dodici cortometraggi su Fantasmi scritto da Ezio Donato per l'Università e il Teatro Stabile di Catania. In Fantasmi interpreta il ruolo di Jacob Levi Moreno al fianco di Leo Gullotta per la prima volta nel ruolo e nei personaggi di Luigi Pirandello (1992)[97][98]. Fantasmi inaugura il nuovo auditorium dei Benedettini alla Facoltà di Lettere e il rettore premia i due interpreti con la medaglia della Città di Catania[99].

Ottavio Rosati con Milena Canonero alla sala Fellini dii Cinecittà (2019). Al centro Elda Ferri.

In seguito al librodramma di Aldo Carotenuto su Freud, Jung e Sabine Spielrein, nel 1997 scrive per Rai2, con Tania di Martino, la sceneggiatura di Diario di una segreta simmetria, un film che Liliana Cavani (allora presidente Rai) commissiona per la regia di Nelo Risi ma non riesce a produrre: il primo film sul libro di Carotenuto nascerà con la produzione di Elda Ferri col titolo Prendimi l'anima per la regia di Roberto Faenza. Scrive la sceneggiatura dei film Ciao, Teto[100] e Cacatoa[101], un pappagiallo europeo per la protezione delle specie di fauna e flora protette dal Cites.

Nel 2001 dirige Generazioni d'amore[102] un ritratto di Fernanda Pivano, basato su 20 ore di interviste, che a lei sembrerà un madrigale più che un documentario[103]. Il lavoro esce al 19° Torino Film Festival ma, dopo un incendio che blocca la proiezione di un altro film sulla Pivano, si incrinano i rapporti personali tra Rosati e la scrittrice[104]. Rosati descrive le dinamiche e le sincronicità di questa storia in un ipertesto[105] in cui l'analista junghiana Marie-Louise von Franz entra in chiave di immaginazione attiva come contro-tipo psicologico della Pivano[106]. La nuova edizione del film (2020, Istituto Luce Cinecittà con Jean Vigo Italia)[107] rivela nuovi aspetti della storia, iniziata nel 1973[108][109][110]. Nel centenario della nascita Rosati le dedica lo short La mia Nanda con Milena Vukotic[111] e la commedia Grandi feste con fuoco[112] presentata nel 2019 al Teatro OFF OFF di Roma nell'ambito dei sociodrammi Sette emozioni sulle scoperte neurologiche di Jaak Panksepp.

Nel 2015 produce e dirige con Plays e la Fondazione Capucci Le code, le ali[113] sulla mostra Alla ricerca della regalità del couturier Roberto Capucci che Adriana Mulassano presenta come un artista prestato alla moda. Dopo quattro anni realizza il docu-film La moda proibita: Roberto Capucci e il futuro dell'Alta Moda[114] con Elda Ferri per Jean Vigo Italia e Roberto Cicutto. La distribuzione è dell'Istituto Luce che vende i diritti per l'Italia a Sky Arte[115]. Nonostante la presenza di Milena Canonero (4 Oscar per i costumi) all'anteprima mondiale del 2019 alla Sala Fellini di Cinecittà, Capucci non si presenta perché non tollera una mostra limitrofa di AltaRoma sui costumi di Raffaella Carrà. Rosati trasforma l'incidente in un socioplay sulla fiaba de Il sartorello ammazzasette dei Grimm[116] e annuncia con Elda Ferri una commedia romantica sul Maestro e i ragazzi della troupe di cui gira un teaser in una piccola sartoria a Napoli[117][118]. Un anno dopo organizza con Cicutto una nuova anteprima mondiale all'Ara Pacis di Roma dove Capucci riceve una standing ovation[119].

Nel 2020 per l’Istituto Luce Cinecittà, collabora al videolibro sul restauro di Psychodrame (RTF, 1956) di J. L. Moreno e Roberto Rossellini[120] e gira il corto Quattro deformazioni nel Teatro del Tempo per il DVD di Generazioni d’amore con i disegni animati di Joshua Held[121][122]. Nel 2022 scrive la sceneggiatura de Il Fuoco e le Lune sulla storia vera di un ragazzo che per uscire da un trauma d'amore inventò il sessodramma[123].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e video[modifica | modifica wikitesto]

  • La Moreno per Pirandello e Ciascuno suo modo (1986)[124]
  • Il gioco dell'orologio (1988)
  • Il triplo psicodramma di Aldo Carotenuto (1993)
  • Generazioni d'amore - Le quattro Americhe di Fernanda Pivano (2001) - remake nel DVD del Luce, 2020
  • Fantasmi in Sicilia (2002)[125]
  • Lo psicoplay impossibile di Leo Gullotta e Ottavio Rosati (2002)[126]
  • Produzione di due cortometraggi 3D di Fabio Bonvicini (2002): I Rainbow Six di Pappagheno[127] e Pappagheno's Kamikaze[128]
  • Il piombo e l'oro del perdono con il Parents Circle di Tel Aviv (2005)[129]
  • Lo psicodramma di Lady Macbeth (2006)
  • Cacatoa: un pappa-giallo europeo (2008)[130]
  • Gli sporcosauri (2009)
  • Stelle sopra, stelle sotto (2010)
  • La clinica in Ipov3 (2010)
  • Psicodramma e psicofisiologia, video-intervista a Vezio Ruggieri (2010)
  • Il rischio della felicità (2011)
  • Jodorowsky celebra il matrimonio di Antonio Bertoli (2011)
  • Fantasmi al Valle (2012)[131]
  • Storia del treno e del passaggio a livello (2012)[132]
  • La scacchiera (2012)
  • Il corpo e l'albero (la ricerca trans-generazionale secondo Antonio Bertoli) (2013)
  • Le code, le ali (2013)
  • L'amore in piazza (2017)
  • Le nozze di Tinto Brass con la sua musa Caterina (2017)
  • La mia Nanda (2017)[133]
  • I cani dell'Acqua Marcia, un bricconaggio (2018)[134]
  • Perdo/nanda Pivano, un bricconaggio (2018)[135]
  • La moda proibita - Roberto Capucci e il futuro dell'alta moda (2019)
  • L'architetto di Venere (2019)[136]
  • Sette emozioni: a series of Socioplay about Jaak Pankseep's research (2019)
  • Quattro deformazioni nel Teatro del tempo (2020)
  • Generazioni d'amore - Il teatro del tempo di Fernanda Pivano (2020)

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Scenografie[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Regie teatrali e socioplay[modifica | modifica wikitesto]

  • Questa sera si recita a soggetto con Zerka T. Moreno e Fernanda Pivano, Teatro Flaiano, Roma, 1983
  • Clinica Turandot con Sylvano Bussotti e Simonetta Puccini, Casa Puccini, Torre del lago, 1983
  • La Moreno (che tutti sanno chi è) per Pirandello e Ciascuno a suo modo con Zerka T. Moreno e Dario Fo, Teatro Carignano, Torino, 1986
  • Riccardo III e il potere, Politeama Rossetti, Trieste, 1989
  • La Tragedie de Carmen di George Bizet nell'adattamento di Peter Brook e la regia di Fabio Bonvicini. Produttore e dramaturg, Roma, 1993
  • La maleducazione mafiosa con Michela Buscemi pentita di mafia, Teatro di piazza Armerina, 1995
  • Socioplay per Tiritituf e i fantasmi di Luigi Capuana con Ezio Donato e Pippo Pattavina, Teatro Alfieri, Catania, 1997
  • Maestri d'armi e di giochi con Enzo Musumeci Greco, Teatro Alfieri, Catania, 1998
  • Tragedia greca, cronaca nera con Renata Biserni, Teatro Greco di Siracusa, Cripta dei Cappuccini, 2000
  • La rinascita di don Romeo al Convegno sul Rinascere, Facoltà di Sociologia - Uniroma - Sapienza, 2001
  • Fantasmi con Ezio Donato e Leo Gullotta, Auditorium dei Benedettini, Catania, 2001
  • La lezione di Ionesco con Ezio Donato e Pippo Pattavina, TSC, Teatro Alfieri, Catania, 2005
  • Lo psicodramma di Lady Macbeth, Cavallerizza Reale, Torino, 2006
  • L'incesto in 'Peau d'ane' di Perrault, con Ezio Donato, Università di Catania, 2006
  • Il Canto di Natale di Dickens nel quartiere Librino di Kenzo Tange, TSC Teatro Moncada, Catania, 2007
  • Gli Sporcosauri con la scuola del Teatro Stabile di Catania, Teatro Alfieri, Catania, 2008
  • La mia Nanda con Enrico Santori e Milena Vukotic, Biblioteca di Vibo Valentia, 2009
  • Stelle sopra Stelle sotto, con Giulio Casale, Teatro Valeria Moriconi, Jesi, 2010
  • Un teatro fatto in casa, con Accursio Gennaro e Pier Luigi Pirandello, Teatrino di casa Pirandello, Roma, 2011
  • Fantasmi al Valle con Pier Luigi Pirandello e Tonino Tosto, Teatro Valle, Roma, 2012
  • The struggle of Jacob con Emanuela Zurli e Sidival Fila, Sankt Peter Köln, Colonia, 2016
  • L'amore in piazza (Ordine degli psicologi del Lazio) con il Ponentino Trio, per le nozze di Tinto Brass e Caterina Varzi, Campo de' Fiori, Roma, 2017
  • Le bimbe atomiche sui sistemi neurologici di Jaak Panksepp in Fernanda Pivano, Off Off Theatre, Roma, 2019

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Psicodramma Classico, Forme dello psicodramma, Psicodramma psicoanalitico e Teatro Terapia in Dizionario di Psichiatria di M. Cuzzolaro e G. Zanda, Roma Astrolabio, 1979
  • Psicodramma in 'Enciclopedia del Teatro del Novecento' a cura di Antonio Attisani, Feltrinelli, 1980
  • Pirandello e lo psicodramma in Italia, numero speciale di Atti dello Psicodramma, Ubaldini Editore, 1982
  • Questa sera si recita a soggetto, numero speciale di Atti dello Psicodramma, Ubaldini Editore, 1983
  • La tecnica dello psicodramma in relazione al pensiero di C.G. Jung in La psicoterapia infantile a cura di F. Montecchi, 1984
  • Clinica Turandot - Puccini e il gioco dell'anima, in Esotismo e colore locale nell'opera di Puccini - Atti del primo Convegno internazionale sull'opera di Giacomo Puccini) cura di J. Maehder, Pisa, Giardini, 1985
  • Lo psicodramma e i metodi attivi, 1986, in Giornale Storico di Psicologia Dinamica, n. 19, Liguori, Roma, 1986
  • La Moreno per Pirandello e Ciascuno a suo modo, numero speciale di Atti dello Psicodramma, Ubaldini Editore, 1987
  • La Morello tra Moreno e Pirandello in Ciascuno a suo modo, Quaderno n. 39, del Teatro Stabile Friuli-Venezia Giulia, a cura di Mario Brandolin, 1988
  • Psicodramma, in Quale psicoterapia? a cura di S. Marhaba e M. Armezzani, Padova, Liviana Editrice, 1988
  • Interpretazione nel gioco e interpretazione del gioco in psicodramma in Rivista di psicologia analitica, Ubaldini, 1988
  • Lo psicodramma tra analisi e azione, in Malattia e Psicoterapia, a cura di P. Colamonico e G.P. Lombardo, Bulzoni, 1989
  • La formazione professionale in psicodramma, in La bottega dell'anima a cura di S. Benvenuto e O. Nicolau, Franco Angeli. 1990
  • L'attivazione dell'immagine nello psicoplay junghiano, 1992, in Aldo Carotenuto, Trattato di Psicologia analitica, vol.2, UTET, 1992
  • Il triplo psicodramma di Aldo Carotenuto, in Forme del sapere in psicologia. Saggi su Aldo Carotenuto, a cura di Giorgio Antonelli, Bompiani, 1993
  • Intervista multi-strato ad Aldo Carotenuto, Di Renzo, Roma (con DVD), 1994
  • Il lago dei Teti in Giornale Storico di Psicologia Dinamica, n.47, Di Renzo, Roma, 2000
  • La rinascita di Don Romeo in Giornale Storico di Psicologia Dinamica, n.49, Di Renzo, Roma, 2001
  • Uomini e pappagalli e Gioco e Pet Therapy in Animali esotici da compagnia, a cura di Amerio Croce, Poletto Editore, Roma, 2002
  • Psicodramma, Gioco di ruolo, Catarsi e Tecniche attive in Dizionario internazionale di psicoterapia a cura di Giorgio Nardone, Garzanti, 2013
  • Quattro decenni di Plays tra la Pivano e Marie-Louise von Franz (primo e secondo decennio) in www.plays.it/iPod/scritti, 2016
  • Grandi feste con fuoco, copione della commedia (depositato alla SIAE), Plays ed. con OFF-OFF Theatre, Roma, 2018.
  • Quattro decenni di Plays tra la Pivano e Marie-Louise von Franz (terzo e quarto decennio) in www.plays.it/iPod/scritti, 2018
  • Roberto Capucci e il futuro dell'alta moda, booklet del DVD La Moda Proibita, Istituto Luce Cinecittà, 2019
  • Quale psicocinema?, nel booklet del DVD Psychodrame di J. L. Moreno e Roberto Rossellini, Istituto Luce Cinecittà, 2019
  • Generazioni d'amore - Il teatro del tempo di Fernanda Pivano, booklet del DVD Le quattro Americhe di Fernanda Pivano, Istituto Luce Cinecittà, 2020

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Speciale Fernanda Pivano (1988) ai Pazzarielli di Ottavio.[144]
  • Medaglia della Città di Catania (1992) conferita a O. R. e Leo Gullotta dal Rettore dell'Università per l'interpretazione di Fantasmi al Teatro Stabile di Catania.[145]
  • Medaglia Jacob Levi Moreno (1994) conferita a O. R. e Zerka Toeman Moreno da don Mario Picchi per dieci anni di insegnamento dello psicodramma al CeIS.[146]
  • Premio Puccini (1984) conferito da Sylvano Bussotti al Festival di Torre del Lago Puccini per il saggio "Clinica Turandot".[147]
  • Premio "Amici di Luigi Pirandello" (2011) conferito (ex aequo col professor Accursio Gennaro) da Pier Luigi Pirandello.[148]
  • La sezione consultiva della sezione Cinema del MIBACT nella seduta del 21-1-2016 ha valutato che il film su Roberto Capucci rientra tra i progetti di particolare rilevanza sociale e culturale.[149]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Con tre dieci e zero in matematica: suo padre era Ispettore generale del Ministero delle Finanze, sua madre non si era laureata in lingue con una tesi su Moby Dick. Scrive: 'Come per caso, il primo libro che Fernanda Pivano mi dedicò era una copia del suo primo libro La Balena bianca ed altri miti (Mondadori, 1961)' in Quattro decenni di plays per il teatro del tempo primo decennio Ipod scritti
  2. ^ Ennio Flaiano L'Italiano non ride, Il Mondo, Rizzoli, 14 aprile 1972 Plays
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  64. ^ "A ben vedere, la famiglia del mio ex didatta, con me e Fabio, il mio giovane compagno di allora, è un sistema nel quale mio outing può essere visto come un’identificazione proiettiva del coming out che Mario Trevi non mai fatto […] Mi piace immaginare un sociodramma fuori dallo spazio e dl tempo in cui tutti i personaggi potessero incontrarsi e comprendere e far comprendere le ragioni di tutti [...] Ricordo un giorno che Trevi, alla fine di una seduta, mi regalò un piccolo libro di Holderlin Sul tragico (1804), dicendomi: 'Lo legga bene, Ottavio: qui Holderlin propone che l’essenza della tragedia è nel fatto che tutti i personaggi hanno una loro ragione'". Da I cani dell'acqua marcia, 2018 IMDb
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