Ottavio Piccolomini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ottavio Piccolomini
Piccolomini in un ritratto di Anselm van Hulle (1650 ca). Al collo si può notare il collare del Toson d'oro.
Piccolomini in un ritratto di Anselm van Hulle (1650 ca).
Al collo si può notare il collare del Toson d'oro.
11 novembre 1599 - 11 agosto 1656
Nato a Firenze, Granducato di Toscana
Morto a Vienna, Sacro Romano Impero
Cause della morte caduta accidentale da cavallo
Dati militari
Paese servito Flag of Cross of Burgundy.svg Spagna degli Asburgo
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero
Forza armata Cross of Burgundy (Template).svg Tercio
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Esercito del Sacro Romano Impero
Grado Flag of Cross of Burgundy.svg Generale
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Feldmaresciallo poi, dopo la Guerra dei trent'anni
Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Generalissimo
Guerre Guerra dei trent'anni

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Ottavio Piccolomini (Firenze, 11 novembre 1599Vienna, 11 agosto 1656) fu un importante comandante delle truppe imperiali durante la Guerra dei trent'anni.

Stemma di Ottavio Piccolomini Pieri d'Aragona

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Firenze e discendente dalla nobile famiglia senese dei Piccolomini, a sedici anni era già picchiere nelle file spagnole. Fu presente anche alla Battaglia della Montagna Bianca dove combatté sotto Bucquoy. Dopo avere lottato in Boemia, Ungheria, Paesi Bassi, andò in Italia con Pappenheim.

Un generale toscano al servizio dell'imperatore[modifica | modifica wikitesto]

Tornato in Germania nel 1627 servì sotto Wallenstein che lo mise al comando della sua guardia del corpo. Piccolomini si distinse alla Battaglia di Lützen (1632) e questo lo aiutò nella carriera militare. Più tardi fece parte della cospirazione che portò alla deposizione e all’assassinio di Wallenstein. La ricompensa imperiale fu il bastone di maresciallo, una grossa cifra in fiorini ed un feudo.

Come comandante imperiale si distinse a Nördlingen ma, pur essendo degno allievo militare del Wallenstein, si mostrò meno risolutivo nel concludere il conflitto. Dopo la bella vittoria sui francesi a Thionville, nel 1639 ottenne il titolo di consigliere imperiale ed il titolo di duca di Amalfi dalla Spagna, ma non l’agognato comando dell’armata imperiale. Nel 1642 subì la sconfitta nella seconda battaglia di Breitenfeld, a seguito della quale passò per un certo periodo a servire sotto la Spagna che lo gratificò stavolta con il blasone nobiliare del Toson d’oro.

Rientrato al servizio dell’imperatore, venne finalmente nominato comandante generale nell'esercito imperiale nel 1648, e con questo incarico chiuse il conflitto trentennale. Sfruttando le naturali competenze diplomatiche imparate in famiglia, fu il principale plenipotenziario imperiale nelle negoziazioni per la Pace di Vestfalia e nel 1650 fu nominato principe di Hagenau.

Morirà ricco e potente nel 1656 senza eredi, dato che il suo unico figlio Silvio Giuseppe fu assassinato dagli svedesi dopo la Battaglia di Jankau del 1645.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Feldmaresciallo del Sacro Romano Impero Successore Héraldique meuble Aigle bicéphale éploye.svg
Rudolf Hieronymus Eusebius von Colloredo-Waldsee 1634 Melchior Hatzfeld von Gleichen
Controllo di autorità VIAF: (EN13099822 · LCCN: (ENn85196889 · ISNI: (EN0000 0000 6126 9725 · GND: (DE118594214
biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie