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Otoglyphis

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Otoglyphis
Otoglyphis factorovskyi
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAnthemideae
cladeMediterranean clade
SottotribùGlebionidinae
GenereOtoglyphis
Pomel, 1874
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAnthemideae
GenereOtoglyphis
Sinonimi

Aaronsohnia
Warb. & Eig, 1927

Specie

Otoglyphis Pomel, 1874 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Anthemideae (Mediterranean clade) e sottotribù Glebionidinae.[1][2][3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Auguste Nicolas Pomel (1821-1898) nella pubblicazione "Nouveaux Matériaux pour la Flore Atlantique. Paris" (Nouv. Mat. Fl. Atl. 56) del 1874.[4]

Il portamento
Otoglyphis factorovskyi
Le foglie
Otoglyphis factorovskyi
Infiorescenza
Otoglyphis factorovskyi

Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe con cicli biologici annuali. L'indumento è assente o è formato da peli di tipo basifissi.[5][6][7][8][9]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie sono disposte in modo alterno e sono del tipo due volte pennatosette. La forma varia da obovata a oblunga.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolini solitari. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato radiato, discoide o disciforme. I capolini sono formati da un involucro, con forme emisferiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, piatte e a consistenza erbacea (ampiamente ialine sui margini), sono disposte in modo più o meno embricato su 3-4 serie. Il ricettacolo, da convesso a conico, è sprovvisto di pagliette avvolgenti la base dei fiori.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono femminili, fertili e sono disposti su una serie; la forma è ligulata (zigomorfa); a volte possono essere sterili;
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi fertili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con alcuni denti; il colore generalmente è bianco;
  • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 5 lobi; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è giallo. Nella zona centrale dei lobi sono presenti delle sacche di resina.
  • L'androceo è formato da 5 stami (alternati ai lobi della corolla) sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere, con un collare di filamenti a balaustra, possono essere sia di tipo basifissa che medifissa. Il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre non polarizzato. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate o contigue. I due bracci dello stilo hanno una forma troncata e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma è obovoide con una sezione che varia da circolare a dorsoventralmente piatta. L'apice è arrotondato marginalmente o con una piccola auricola bianca. Il pericarpo è provvisto di cellule mucillaginifere e sacche di resina.

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti, in prevalenza farfalle diurne e notturne (impollinazione entomogama).[6][7]

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

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Le specie di questo genere sono distribuite in Africa mediterranea e Penisola arabica.[2]

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1717 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][8][9]

Questo genere ha 2 specie:[2]

Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Anthemideae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 4 principali lignaggi (o cladi): "Southern hemisphere grade", "Asian-southern African grade", "Eurasian grade" e "Mediterranean clade". Il genere Otoglyphis (insieme alla sottotribù Glebionidinae) è incluso nel Mediterranean clade.[3]

Questo genere, insieme ai generi Endopappus e Nivellea (tutti a ciclo biologico annuale), è stato incluso solo recentemente nella sottotribù in base a riscontri filogenetici e si contrappone al gruppo di generi (Argyranthemum, Glebionis, Heteranthemis e Ismelia) caratterizzati da acheni dimorfi.[3]

I caratteri distintivi del genere sono:[9]

  • il ciclo biologico è annuale;
  • i lobi della corolla hanno delle sacche centrali di resina;
  • il pericarpo possiede delle cellule mucillaginifere;
  • gli acheni sono dorsoventralmente piatti e provvisti di due ali laterali.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 18.[9]

In base all'"orologio molecolare", questo genere ha iniziato a divergere circa 3,5 milioni di anni fa.[12]

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 28 ottobre 2024.
  3. 1 2 3 Oberprieler et al. 2022.
  4. The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 28 ottobre 2024.
  5. Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  7. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 648.
  9. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 368.
  10. Judd 2007, pag. 520.
  11. Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  12. Introducion to the Anthemideae (PDF), su compositae.org. URL consultato il 16 agosto 2024.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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