Otello Toso

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Otello Toso nel film Gli egoisti

Otello Toso (Padova, 22 febbraio 1914Curtarolo, 15 marzo 1966) è stato un attore teatrale, attore cinematografico e attore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appena ventenne decide di trasferirsi a Roma per intraprendere la carriera d'attore, dove ha l'opportunità di iscriversi al primo corso di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia. Al suo fianco ci sono Clara Calamai, Andrea Checchi, Elli Parvo, Alida Valli e i due futuri registi Pietro Germi e Luigi Zampa. Lì conosce anche Pierina Paci che sposerà nel 1942.

Partecipa al colossal risorgimentale 1860, voluto dal suo maestro Alessandro Blasetti per interpretare un garibaldino veneto, con una paga di 50 lire al giorno. A partire dal 1939, anno in cui consegue il diploma, figura in una serie di film in cui viene utilizzato soprattutto come seduttore beffardo e sornione.

Lavora con i più importanti registi dell'epoca, Amleto Palermi, Mario Bonnard, Mario Camerini, Giacomo Gentilomo e ovviamente Blasetti. Tra le sue interpretazioni più significative in questi anni ci sono quelle in Ridi, pagliaccio! di Camillo Mastrocinque, Inviati speciali di Romolo Marcellini, Due lettere anonime di Mario Camerini.

Nel 1955, diretto dallo spagnolo Juan Antonio Bardem, recita al fianco di Lucia Bosè in Gli egoisti, da alcuni ritenuta la sua prova più intensa e rigorosa.[senza fonte]

A teatro lavora con la compagnia Ricci-Magni in La morte civile di Paolo Giacometti e in Antonio e Cleopatra con la compagnia di Franco Enriquez. Attore di solida impostazione tecnica, dotato di una presenza scenica non comune, con l'avvento della televisione Toso si dedica agli sceneggiati, partecipando con costanza e dedizione a quella grande stagione della nostra recente storia culturale. Lavora con Anton Giulio Majano in Ricordo la mamma, Caleidoscopio, Adunanza di condominio e Una tragedia americana, con Fino per Il poverello (in cui interpreta Bernardone, il padre di Santa Chiara) e I polli di Enrico IV, con Gilberto Tofano in Viaggio a Bruxelles, François Villon e Cagliostro, con Edmo Fenoglio in I Giacobini e Le anime morte (da Gogol). Compare anche in Giallo club. Invito al poliziesco e Ritorna il tenente Sheridan del 1963 accanto ad Ubaldo Lay.

Dotato di una voce intensa e virile svolge anche l'attività di doppiatore dando la voce, fra gli altri, a Robert Ryan in Il ragazzo dai capelli verdi.

La sua ultima apparizione è in L'arcas di Giacomo Colli, produzione televisiva trasmessa dopo l'incidente automobilistico - avvenuto a Curtarolo, nei pressi di Padova - che gli è costata la vita.

La figlia Silvia Toso ha curato e condotto per anni trasmissioni radiofoniche Rai, tra cui Hollywood party su Radiotre.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiati televisivi RAI[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori, Gremese editore Roma 2003
  • Il Radiocorriere TV
  • Le teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008.
  • "Fratelli d'Arte. Storia familiare del cinema italiano", di Silvia Toso ed Evelina Nazzari, Edizioni Sabinae, 2016

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN63773932 · ISNI (EN0000 0000 7730 1961 · SBN IT\ICCU\CAGV\309728 · LCCN (ENno2006118408 · BNF (FRcb161659185 (data)