Osvaldo Paladini

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Osvaldo Paladini
Amm o paladini.jpg
26 dicembre 1866 – 25 marzo 1938
Nato aSan Marco Argentano
Morto aRoma
Luogo di sepolturaCimitero del Verano
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Marina
Anni di servizio1882-1930
GradoAmmiraglio di squadra
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Kunfida
Battaglia di Durazzo (1918)
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Osvaldo Paladini (San Marco Argentano, 26 dicembre 1866Roma, 25 marzo 1938) è stato un ammiraglio italiano. Prestò servizio con la Regia Marina dal 1882 al 1930, partecipando alla guerra italo-turca e alla prima guerra mondiale.

Il periodo antecedente le guerre[modifica | modifica wikitesto]

Copertina domenica del Corriere che riportò la notizia della vittoriosa impresa di Kunfida

Nacque a San Marco Argentano, comune dell'entroterra cosentino, dove il padre svolgeva la professione di agrimensore. Nel 1882 entrò nella regia Accademia Navale dalla quale uscì con il grado di guardiamarina. Come tenente di vascello si distinse per l'ideazione di un congegno di accensione a percussione, nel 1904 ebbe l'onorificenza di Cavaliere della Corona e nel 1909, con il grado di capitano di fregata, la medaglia di bronzo per il soccorso portato alle popolazioni di Reggio e Messina colpite dal terremoto del 1908.

Nell'aprile 1911, alla vigilia della guerra italo-turca, come comandante dell'incrociatore "Piemonte", svolse incarichi esplorativi tra Aden e Gibuti, inviando una relazione al Ministero della Marina sulle condizioni socio-economiche di quelle zone e sugli incontri con le autorità locali, prospettando al Ministero iniziative idonee per futuri insediamenti commerciali. Nello stesso anno il Bollettino della Reale Società Geografica (oggi Società Geografica Italiana) pubblica il resoconto di un viaggio a Nairobi e nel Congo francese.

La guerra italo-turca[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni mesi dopo l'inizio della guerra italo-turca, si rese protagonista di una impresa che gli procurò una diffusa notorietà grazie anche ad un'illustrazione di Achille Beltrame sulla Domenica del Corriere. Ecco il testo del telegramma che da Asmara alle 17 e 15 annunciò l'esito vittorioso della battaglia navale del 7 gennaio 1912 a Kunfida: " Incrociatore Piemonte, cacciatorpediniere Garibaldino e Artigliere incontrarono sette cannoniere turche ed uno yacht armato. Malgrado valide artiglierie turche nostre navi annientarono cannoniere, catturarono yacht e presero parte dei cannoni nemici, bandiere e trofei di guerra ".

La foto del cap. Paladini sulla domenica del Corriere

L'azione valse al comandante Paladini le onorificenze di Ufficiale della Corona e di Cavaliere dell'Ordine di Savoia perché " diresse e coordinò la ricerca di cannoniere nemiche in località irte di difficoltà idrografiche, predispose e condusse l'azione con prontezza e perfetti criteri militari ".

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni della prima guerra mondiale fu contrammiraglio sulle navi "Roma", "Vittor Pisani" e "San Giorgio", svolgendo anche funzioni di Comandante della Difesa alla M.M. e Direttore Generale del Regio Arsenale di Taranto. Nuovamente si rese protagonista di un'impresa bellica. Il 2 ottobre 1918 diresse l'attacco ad una base navale austriaca a Durazzo guadagnandosi il titolo di Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia e, per la partecipazione agli eventi bellici, l'onorificenza di Grande Ufficiale della Corona d'Italia.

Campagna d'Albania[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni della guerra d'Albania nel 1919 ricoprì l'incarico di comandante Superiore delle Forze Navali e di Comandante M.M. di Ancona.

Gli anni successivi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1923 fu nominato vice Ammiraglio di Squadra e nel 1926 raggiunse il grado di Ammiraglio di Squadra. Fu collocato a riposo il 26 dicembre 1930. Si spense il 25 marzo 1938 a Roma e fu sepolto nel cimitero del Verano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
«RD 9.6.1904»
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
«RD 30.5.1912»
Medaglia commemorativa Guerra Italo Turca 1911-1912 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa Guerra Italo Turca 1911-1912
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
«RD 29.5.1913»
Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
«RD 16.3.1913»
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
«23.9.1916»
Grand'Ufficiale dell'Ordine Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine Corona d'Italia
«RD 27.6.1920»
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni)
Medaglia d'onore d'oro per lunga navigazione marittima (20 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'onore d'oro per lunga navigazione marittima (20 anni)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia
«RD 19.1.1922»
Medaglia interalleata della vittoria (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria (Italia)
— RD 16.12.1920

Autorizzato a fregiarsi di:

  • Medaglia d'argento di 2ª classe per ideazione congegno accensione
  • Medaglia di bronzo per soccorsi alle popolazioni funestate dal terremoto 28.12.1908

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • (Fonte: Documenti Ufficio Storico Stato Maggiore e Archivio privato dott. G.Ferrero)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Ferrero, Osvaldo Paladini e il suo tempo. Una storia famigliare dell'Italia postunitaria, Milano, 2012