Ospedale Bellaria

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Ospedale Bellaria "C. A. Pizzardi"
StatoItalia Italia
LocalitàBologna
Indirizzovia Altura, 3
Fondazione1927
Posti letto372
PatronoSanta Teresa
Dir. generaleFrancesco Ripa di Meana (AUSL Bologna)
Dir. sanitarioMassimo Annicchiarico
Dir. amministrativoLuca Baldino
Sito web

L'ospedale Bellaria "Carlo Alberto Pizzardi" è uno dei quattro ospedali pubblici appartenenti al servizio sanitario locale di Bologna. Assieme all'Ospedale Maggiore (con cui condivide la dedicazione a “C.A. Pizzardi") compone la AUSL di Bologna (che ingloba anche i presidi della provincia, tranne la zona dell'imolese), mentre il policlinico Sant'Orsola-Malpighi (a carattere universitario) e l'istituto ortopedico Rizzoli (di ricerca medico-scientifica), sono sì ospedali pubblici del servizio sanitario, ma a gestione autonoma. Dal 2011 anche all'ospedale Bellaria è stato riconosciuto il carattere di "istituto di ricovero e cura a carattere scientifico" (IRCCS).[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ospedale è situato su una collina boscosa contigua alla via Emilia, al confine tra il comune di Bologna e quello di San Lazzaro di Savena, limitrofo al Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa. Il complesso fu costruito grazie a una serie di donazioni (a partire dal 1919[2]), del marchese Carlo Alberto Pizzardi[3] (come fece per un altro nosocomio di provincia, l'Ospedale consorziale di Bentivoglio).

Il complesso fu fatto costruire, per ragioni sanitarie, lontano da Bologna. Il marchese pose come unica condizione che l'ospedale si dotasse di un certo numero di letti per curare i tubercolotici, e anche oggi si mantiene fede a questa tradizione (con 8 posti letto)[4].

La prima pietra fu posta il 29 maggio del 1927, alla presenza di Vittorio Emanuele III[4]. L'ospedale, il cui progetto iniziale fu ridimensionato, venne intitolato Istituto Carlo Alberto Pizzardi (oggi noto come Ospedale Bellaria). I lavori furono ultimati il 14 maggio del 1930[5].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ospedale ha più di venti unità operative (specialità mediche e chirurgiche) e dispone di 372 posti letto[senza fonte]. Non ha attivo un servizio di pronto soccorso vero e proprio ma aveva un ambulatorio ad accesso diretto per le urgenze più lievi - con funzioni diagnostiche, di terapia, ricovero o smistamento in altre strutture - ora non più attivo perché trasferito a San Lazzaro[6]

Tra le specialità spicca la neurochirurgia, condotta ad un livello di altissima eccellenza con annessa la neuroradiologia dedicata alle neuroscienze, unica nel panorama bolognese. La struttura dell'ospedale è caratteristica, con una pensilina centrale che, partendo dall'atrio principale, attraversa il comprensorio e dalla quale si dipartono lateralmente i quattro padiglioni principali A, B, C, D con l'aggiunta del blocco F (concepito inizialmente come area dedicata all'emergenza), che termina nella palazzina servizi (mensa aziendale e uffici). Altre palazzine di costruzione più recente sono dislocate al di fuori dalla struttura principale, qui troviamo il padiglione Tinozzi, la più recente Casa dei risvegli intitolata a Luca De Nigris e il nuovo padiglione G per le neuroscienze. Al di fuori del plesso principale esiste anche il padiglione H, che fa riferimento alla radioterapia e alla senologia.

Infine, da segnalare la presenza di una piattaforma d'atterraggio per l'elisoccorso (in disuso)[senza fonte].

Reparti e servizi[modifica | modifica wikitesto]

I principali reparti e servizi sono:

Centro prelievi[modifica | modifica wikitesto]

Presso il padiglione Tinozzi è ubicato il Centro prelievi dell'Ospedale Bellaria. Il servizio è ad accesso diretto, non è pertanto necessaria la consueta prenotazione CUP (salvo per quegli esami specifici che la prevedono) ma occorre presentare la sola richiesta del medico di famiglia o dello specialista.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'ospedale si raggiunge facilmente dal centro della città e dalla stazione centrale con l'autobus di linea 36, per quello che riguarda la zona ponente della città di Tper, di cui è capolinea, mentre per il versante orientale, la linea di riferimento è l'autobus 90 (che effettua una corsa extraurbana e suburbana).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna
  2. ^ Pier Luigi Perazzini, L'Ospedale Bellaria: l'incompiuto, articolo di «In Piazza San Lazzaro», giugno-luglio 2016, anno 39, n. 2, p. 20
  3. ^ Pizzardi Carlo Alberto
  4. ^ a b L'Ospedale Bellaria per gli ammalati di tubercolosi
  5. ^ Pier Luigi Perazzini, L'Ospedale Bellaria: l'incompiuto, articolo di «In Piazza San Lazzaro», giugno-luglio 2016, anno 39, n. 2, p. 20
  6. ^ https://www.ausl.bologna.it/iap_dati/view_site?id=14159
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