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Oscenità

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Disambiguazione – Se stai cercando il film del 1980, vedi Oscenità (film).
Copertina di un'edizione novecentesca di Fanny Hill (1748), libro che, in passato, fu oggetto di molte polemiche e censure per i suoi contenuti giudicati osceni.

Per oscenità, dal latino obscenitatem, si intende principalmente un malaugurio; secondariamente è passato ad indicare un atto o azione la cui qualità principale è l'essere contro il senso comune[1].

La parola oscenità ha alla base la parola osceno. Tale termine, seguendo il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana (DELI), sappiamo che deriva dal latino obscenum e ha etimo sconosciuto e si fa risalire alla lingua augurale dei latini, per cui significava qualcosa di cattivo presagio. Già in latino, come dimostra il vocabolario di lingua latina Castiglione-Mariotti, la parola obscenus o obscaenus ha etimo sconosciuto. Oltre al DELI, i maggiori vocabolari della lingua italiana come il GRADIT[2], il GDLI[3] e il vocabolario Treccani[4], concordano sull'incertezza dell'etimo.

Ancora, come riporta Treccani[4], tale aggettivo viene usato principalmente nella sua accezione di qualcosa che secondo il senso o sentimento comune offende il pudore. Da qui, l'aggettivo è passato ad indicare qualcosa di cattivo aspetto, cioè qualcosa che questa volta offende il gusto o il senso comune. L'etimologia è tuttora contesa nel dibattito linguistico.

In molti casi, tutto ciò che è considerato osceno è circoscritto negli ambiti della sessualità e in alcune rappresentazioni della nudità. Nonostante ciò, il materiale a scopo didattico, medico, e scientifico che raffigura parti del corpo nude è raramente da considerarsi osceno. Nel Regno Unito di epoca vittoriana erano considerate oscene tutte le raffigurazioni di nudo quando esplicite. La maggior parte delle opere d'arte raffiguranti nudi non vengono considerate oscene. Negli Stati Uniti, il materiale considerato osceno può essere censurato da leggi apposite.[5] Gli ambiti non sessuali che in qualche modo possono urtare la sensibilità includono la violenza, il linguaggio scurrile, e la blasfemia.[6] Nella lingua italiana invece, l'oscenità ha rappresentato un bacino da cui molti autori nel corso dei secoli hanno attinto; ma anche un bacino semantico da cui i parlanti traggono imprecazioni ed eufemismi nell'uso quotidiano dell'italiano[7].

  1. Oscenità > significato - Dizionario italiano De Mauro, su Internazionale. URL consultato il 12 luglio 2026.
  2. Osceno > significato - Dizionario italiano De Mauro, su Internazionale. URL consultato il 12 luglio 2026.
  3. PDF.js viewer, su www.gdli.it. URL consultato il 12 luglio 2026.
  4. 1 2 Oscèno - Significato ed etimologia - Vocabolario, su Treccani. URL consultato il 12 luglio 2026.
  5. (EN) Sex Is Less Offensive Than Violence: A Call To Update Obscenity Jurisprudence, su scholarship.shu.edu. URL consultato il 17 maggio 2022.
  6. (EN) James Alexander, Obscenity, Pornography, and Law in Japan: Reconsidering Oshima's' In the Realm of the Senses, Asian-Pacific Law & Policy Journal 4, 2003, pp. 148-68.
  7. Parole oscene - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 12 luglio 2026.
  • (EN) Sarah Elisabeth Bull, Obscenity and the Publication of Sexual Science in Britain, 1810-1914, Diss. Arts & Social Sciences: Department of English, 2014.

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