Usāma al-Maṣrī Nağīm
| Usāma al-Maṣrī Nağīm (AR) أسامة المصري نجيم | |
|---|---|
| Nascita | Tripoli, 16 luglio 1979 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Unità | RADA |
| Anni di servizio | dal 2011 |
| Guerre | Prima guerra civile in Libia Seconda guerra civile in Libia |
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Usāma al-Maṣrī Nağīm[1] (in arabo أسامة المصري نجيم?; Tripoli, 16 luglio 1979) è un militare e criminale di guerra libico.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato nel 1979 a Tripoli, nella allora Repubblica araba di Libia,[2] prima della caduta del regime di Muʿammar Gheddafi nel 2011, lavorava come commerciante di volatili al mercato della capitale. Con lo scoppio della Guerra civile libica si unì, nel 2014, alle Forze speciali di deterrenza, una milizia affiliata al fronte islamico,[cos'è?] assumendo un ruolo di rilievo nelle sue operazioni, tra cui la repressione degli oppositori e la gestione delle carceri sotto il suo controllo.[3] Fu coinvolto in azioni militari contro le forze del generale Khalifa Haftar ed operò come esecutore di eliminazioni mirate per conto della fazione per cui operava. Dal 2015 sarebbe stato a capo delle operazioni delle Forze speciali di deterrenza presso la prigione allestita nell'aeroporto militare di Mitiga, considerato come il principale centro di detenzione dell'area di Tripoli.[2]
Mandato d'arresto internazionale
[modifica | modifica wikitesto]Il 2 ottobre 2024, l'ufficio della procura presso la Corte penale internazionale (CPI) ha richiesto per lui un mandato d'arresto con l'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità; il mandato è stato emesso il 18 gennaio 2025.[2] L'ambasciata italiana nei Paesi Bassi è stata quindi informata dalla CPI che al-Maṣrī, che in quel momento si trovava in Germania, si sarebbe recato in Italia.[4]
I crimini di guerra
[modifica | modifica wikitesto]Il mandato di arresto spiccato ne suoi confronti riporta una serie di gravi accuse, fra cui crimini di guerra:[5]
- oltraggio alla dignità personale, in base all'art. 8 "War crimes" (2)(c)(ii) dello Statuto;[6][7][8]
- trattamento crudele, ai sensi dell'art. 8 (2)(c)(i);[9]
- tortura, secondo l'art. 8 (2)(c)(i);[10]
- stupro e violenza sessuale, in conformità all'art. 8 (2)(e)(vi);[11][12]
- omicidio, ai sensi dell'art. 8 (2) (c) (i).[13]
Tali crimini sarebbero stati commessi a partire dal 15 febbraio 2015 – nel corso della seconda guerra civile in Libia – nella prigione di Mitiga. Inoltre, il mandato comprende anche crimini contro l'umanità, tra cui la reclusione (art. 7 (1) (e)[14]), la tortura (art. 7 (1) (f)[15]), lo stupro e la violenza sessuale (art. 7 (1) (g)[16]), l'omicidio (art. 7 (1) (h)[17]), la persecuzione (art. 7 (1) (h)[18]). Tutte queste azioni furono perpetrate nella stessa prigione dal 15 febbraio 2015.[19]
Cattura e remissione in libertà in Italia
[modifica | modifica wikitesto]Il 6 gennaio 2025 vola da Tripoli a Londra (facendo scalo a Fiumicino). Nella capitale britannica si trattiene fino al 13 gennaio, giorno in cui si trasferisce in treno a Bruxelles; da qui, il 16 gennaio parte in macchina con un amico per recarsi a Monaco di Baviera, ma durante il tragitto viene fermato dalla polizia per un controllo di routine e lasciato proseguire.[20] Il 18 gennaio arriva in Italia.[21]
Dopo l'emissione, il 18 gennaio,[21] di un avviso rosso dell'Interpol su mandato della corte dell'Aia,[22] il 19 gennaio viene arrestato dalla DIGOS dopo la fine della partita Juventus-Milan nei pressi dell'Allianz Stadium,[23] venendo trasportato presso il carcere delle Vallette. A far scattare l'allarme nei sistemi informatici di riconoscimento delle forze dell'ordine italiane, consentendone il fermo, era stata proprio l'identificazione fatta per accedere agli ingressi della struttura sportiva.[24] Il 21 gennaio, la Corte d'appello di Roma ne ha disposto la scarcerazione per l'irritualità dell'arresto, irregolarità dovuta alla mancata approvazione del Ministero della giustizia.[25][26] Dopo la scarcerazione, il militare libico è stato espulso,[27] venendo rimpatriato in Libia a bordo di un aereo di Stato, modello Falcon 900, nella disponibilità dei servizi segreti italiani.[28][29] La vicenda porterà successivamente a un'indagine nei confronti del capo del Governo Giorgia Meloni, del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, di quello della Giustizia Carlo Nordio e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano;[30] e a un'indagine della CPI nei confronti dell'Italia per l'inadempienza nell'arresto e per la mancata consegna dello stesso alle autorità dell'Aia.[31] Secondo il parere dello scrittore e giornalista Roberto Saviano,[32] la vicenda del rimpatrio sarebbe stata completamente occultata se non vi fosse stato l'intervento di alcuni mass media italiani che si occupano di immigrazione e della gestione dell'immigrazione clandestina da parte del potere mafioso libico, che per primi presentarono la notizia.[33][34][35]
Il 17 luglio 2025, Khaled al Hisri, ai vertici della milizia RADA assieme al generale Almasri, viene posto in stato di fermo in Germania, fermato a Francoforte per un mandato di cattura della Corte penale internazionale per gravi crimini umanitari commessi nel Paese del Nordafrica.[36] Il 22 agosto 2025 i media italiani rilasciano un video in cui un uomo, dalle fattezze del generale Almasri, picchia e uccide un uomo disarmato in strada.[37][38] La testata libica Almasdar Media è stata tra le prime a pubblicare la notizia.[39] Diversi media arabi identificano l'autore delle violenze riprese dal video nel generale Almasri.[39]
Posizione della Corte penale internazionale
[modifica | modifica wikitesto]Il 18 ottobre 2025 la Camera preliminare I della Corte penale internazionale (Cpi) ha stabilito che l'Italia non ha rispettato i suoi obblighi internazionali di cooperazione nel caso Almasri, rinviando la decisione su un eventuale deferimento dell'Italia all'Assemblea degli Stati parte o al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.[40][41] Il governo italiano è stato invitato a fornire, entro il 31 ottobre 2025,[42] informazioni su eventuali procedimenti interni rilevanti e sul loro impatto sulla cooperazione con la Corte.[43] Il 26 gennaio 2026 la stessa Camera preliminare I ha infine deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati parte per la mancata cooperazione[44][45]
Arresto in Libia
[modifica | modifica wikitesto]Il 5 novembre 2025 è stato arrestato a Tripoli dalla Procura generale libica, con l’accusa di tortura e omicidio nei confronti di detenuti migranti trattenuti nei centri di detenzione sotto la sua responsabilità. Secondo le autorità libiche, almeno una persona sarebbe stata uccisa e diverse altre sottoposte a trattamenti crudeli e degradanti.[46] L’arresto ha rappresentato una svolta rispetto alla precedente vicenda giudiziaria internazionale: dopo essere stato fermato in Italia nel gennaio 2025 e successivamente rimpatriato a Tripoli, era stato accolto da festeggiamenti da parte dei suoi sostenitori.[47] Tuttavia, pochi mesi più tardi, le stesse autorità libiche hanno disposto la sua detenzione e il rinvio a giudizio. Il premier del Governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibeh, ha dichiarato di accogliere con favore il fermo, sottolineando che "nessuno è sopra la legge" e che il futuro del Paese passa attraverso il rispetto delle istituzioni.[48] Già nel luglio 2025 l’Ufficio del Procuratore generale libico aveva annunciato l’avvio di un’azione penale contro Almasri "in conformità alle norme sulla giurisdizione nazionale", ribadendo che la Libia intendeva processarlo direttamente.[49]
Posizione della Libia sulla giurisdizione
[modifica | modifica wikitesto]Un documento riservato del Procuratore generale libico, Al-Siddiq Ahmad Al-Sour, datato 20 gennaio 2025 e inviato alla Corte d’Appello di Roma, sosteneva che i reati contestati ad Almasri fossero di competenza della magistratura nazionale libica, in quanto commessi sul territorio dello Stato. La nota, rimasta riservata per mesi, è stata resa pubblica solo in seguito all’arresto a Tripoli, quando il dibattito sul caso è tornato di attualità. Nel documento, la Procura libica richiamava esplicitamente lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI), sottolineando il principio di complementarità sancito dall’articolo 17: un caso è dichiarato inammissibile se lo Stato avente giurisdizione ha già avviato indagini sui fatti oggetto del procedimento. Secondo la Procura, la CPI avrebbe violato tale principio, non avendo mai richiesto formalmente cooperazione giudiziaria né comunicato con la magistratura nazionale. La nota ribadiva inoltre che la Procura generale libica dispone del mandato per indagare su crimini di guerra e contro l’umanità, e che dal 2016 erano già in corso indagini interne relative a torture, privazioni della libertà e morti in custodia.[50]
Posizione dell'Italia
[modifica | modifica wikitesto]Il governo italiano ha dichiarato di aver agito in base alla nota riservata libica del 20 gennaio 2025, nella quale Tripoli rivendicava la propria giurisdizione sul caso. Palazzo Chigi ha confermato che "l’Esecutivo italiano era bene a conoscenza dell’esistenza di un mandato di cattura emesso dalla Procura generale di Tripoli già dal 20 gennaio 2025" e che questo elemento costituì "una delle fondamentali ragioni per la mancata consegna di Almasri alla CPI e per l’immediata espulsione".[51]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Altre versioni del nome comprendono: Osama, Osema o Usamah, Almasri, Elmasry, Njeem, Najim, Najeem o N'Jeem
- 1 2 3 (EN) Corrected version of the "Warrant of Arrest for Mr Osama Elmasry/Almasri Njeem" dated 18 January 2025 (ICC 01/11-149-US-Exp), including Dissenting Opinion of Judge Socorro Flores Liera (PDF), su icc-cpi.int, Corte penale internazionale. URL consultato il 26 gennaio 2025.
- ↑ Cosa fa ora Almasri in Libia, divisa da generale e accoglienza da eroe. Lorenzo Cremonesi, su Corriere della Sera, 7 febbraio 2025. URL consultato il 7 febbraio 2025.
- ↑ M. Caianiello C. Meloni | Caso Almasri, su Sistemapenale.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Situazione in Libia: mandato di arresto della CPI contro Osama Elmasry Njeem per presunti crimini contro l'umanità e crimini di guerra, su icc-cpi.int. URL consultato il 4 febbraio 2025.
- ↑ Statuto della Corte internazionale di Giustizia del 26 giugno 1945. URL consultato il 4 febbraio 2025.
- ↑ (EN) Elements of Crimes (PDF), 2013, ISBN 92-9227-232-2. URL consultato il 4 febbraio 2025.
- ↑ (EN) Article 8 (2) (c) (ii): War crime of outrages upon personal dignity, Elements of Crimes, cit., p. 23.
- ↑ (EN) Art. 8 (2) (c) (i)-3: War crime of cruel treatment, Elements of Crimes, cit., p. 22.
- ↑ (EN) Art. 8 (2) (c) (i)-4: War crime of torture, Elements of Crimes, cit., p. 22.
- ↑ (EN) Art. 8 (2) (e) (vi)-1 War crime of rape, Elements of Crimes, cit., p. 25.
- ↑ (EN) Art. 8 (2) (e) (vi)-6: War crime of sexual violence, Elements of Crimes, cit., p. 27.
- ↑ (EN) Art. 8 (2) (c) (i)-1: War crime of murder, Elements of Crimes, cit., p. 21.
- ↑ (EN) Article 7 (1) (e): Crime against humanity of imprisonment or other severe deprivation of physical liberty, Elements of Crimes, cit., p. 5.
- ↑ (EN) Article 7 (1) (f): Crime against humanity of torture, Elements of Crimes, cit., p. 5.
- ↑ (EN) Art. 7 (1) (g)-1: Crime against humanity of rape, Elements of Crimes, cit., p. 5.
- ↑ (EN) Art. 7 (1) (a): Crime against humanity of murder, Elements of Crimes, cit., p. 5.
- ↑ (EN) Art. 7 (1) (h): Crime against humanity of persecution, Elements of Crimes, cit., p. 7.
- ↑ Chi è Almasri e quali sono le accuse: «Uccisi 34 detenuti nella sua prigione». Le carte della Corte penale dell'Aia, su Corriere della Sera, 26 gennaio 2025. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Chi è il generale Almasri. Le tappe della vicenda, in ANSA, 5 febbraio 2025. URL consultato il 7 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2025).
- 1 2 ICC probing government on Almasri case - media, in Ansa, 6 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2025).
- ↑ Giorgia Meloni è indagata per favoreggiamento e peculato per il caso Almasri, insieme a Piantedosi, Nordio e Mantovano. Lei: «A testa alta e senza paura», su Corriere della Sera, 28 gennaio 2025. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ Meloni indagata e il caso Almasri, cosa è successo a Torino: il comandante libico in città per 90 ore, l'Holiday Inn pagato in anticipo, la Juve, poi arresto e scarcerazione, su Corriere della Sera, 23 gennaio 2025. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ Il caso Almasri, punto per punto: che cosa è successo, e perché è stato liberato e rimpatriato, su Corriere della Sera, 28 gennaio 2025. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Corte di Appello di Roma - Sez. IV Penale, Proc. n. 11/2025 R.G. AGI: Ordinanza in materia di consegna ex lege 237/2012 Corte Penale Internazionale, Roma, 21-01-2025. (PDF). URL consultato il 5 febbraio 2025 (archiviato il 25 gennaio 2025).
- ↑ Il carnefice libico Almasri libero per un cavillo, la Corte penale internazionale chiede chiarimenti, in Rai News, 22 gennaio 2025. URL consultato il 26 gennaio 2025.
- ↑ Lorenza Castagneri, Libero per un cavillo il carnefice libico, Al-Masri è già a Tripoli, in Rai News, 22 gennaio 2025. URL consultato il 26 gennaio 2025.
- ↑ Alessia Candito, Caso Almasri, a Tripoli i festeggiamenti iniziati ore prima della sua scarcerazione in Italia, su la Repubblica, 5 febbraio 2025. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Era corretto mettere Almasri su un aereo di Stato? Perché i giudici accusano Nordio? Cos'è l'«atto dovuto»: tutti i punti da chiarire, in Corriere della Sera. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Giorgia Meloni è indagata per favoreggiamento e peculato per il caso Almasri, insieme a Piantedosi, Nordio e Mantovano. Lei: «A testa alta e senza paura», su Corriere della Sera, 28 gennaio 2025. URL consultato il 29 gennaio 2025.
- ↑ 'Roma deve spiegare'. Rebus su risposta governo alla Cpi - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 18 febbraio 2025. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ Valerio Renzi, Roberto Saviano: "Migranti e petrolio, Italia ricattata dalla mafia libica. Per questo Meloni ha liberato Almasri", su fanpage.it, 24 gennaio 2025. URL consultato il 4 febbraio 2025.
- ↑ Daniela Fassini e Nello Scavo, Il caso. Un rebus l'arresto del torturatore libico. Scarcerato, è già a Tripoli, su avvenire.it, 21 gennaio 2025. URL consultato il 4 febbraio 2025.
- ↑ La scarcerazione del comandante della polizia giudiziaria libica Najeem Osema Almasri Habish dopo l'arresto su mandato della Corte internazionale dell'Aja. Collegamento con Sergio Scandura, su radioradicale.it, Radio Radicale, 21 gennaio 2025. URL consultato il 4 febbraio 2025.
- ↑ Nello Scavo, Il retroscena. Il caso Almasri: ecco come si spiegano le mosse del governo, su avvenire.it, 24 gennaio 2025. URL consultato il 4 febbraio 2025.
- ↑ Carmine Di Niro, Almasri, fermato in Germania il suo "socio" nella milizia Rada Al Buti: su di lui pende un mandato della Cpi, su L'Unità, 17 luglio 2025. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ Video shock, 'Almasri uccide un civile in strada a Tripoli' - Ultima ora - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 22 agosto 2025. URL consultato il 22 agosto 2025.
- ↑ Redazione di Rainews, Almasri, il video shock da Tripoli in cui picchia e forse uccide un uomo in strada, su RaiNews, 22 agosto 2025. URL consultato il 22 agosto 2025.
- 1 2 "Video choc di Almasri: picchia a morte un civile per strada a Tripoli", su Il Fatto Quotidiano, 22 agosto 2025. URL consultato il 22 agosto 2025.
- ↑ ++ Cpi, 'l'Italia non ha rispettato suoi obblighi su Almasri' ++ - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 18 ottobre 2025. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ Caso Almasri, Corte penale internazionale: "L'Italia non ha rispettato i suoi obblighi", su www.tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ Redazione di Rainews, Caso Almasri, la Corte Penale Internazionale all'Italia: "Non ha ottemperato obblighi assunti", su RaiNews, 18 ottobre 2025. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ Caso Almasri: la Corte penale accusa l'Italia di non aver rispettato gli obblighi, su Il Fatto Quotidiano, 18 ottobre 2025. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ C. Meloni | La Camera preliminare I della CPI ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati parte per la mancata cooperazione nel caso Almasri, su www.sistemapenale.it. URL consultato il 30 gennaio 2026.
- ↑ Italia deferita alla Corte penale internazionale per dubbi sulla cooperazione - Wikinotizie, su it.wikinews.org. URL consultato il 28 gennaio 2026.
- ↑ Adnkronos, Osama Al-Masri arrestato a Tripoli, su Adnkronos, 5 novembre 2025. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ >>>ANSA/ Tripoli arresta Almasri, 'ha torturato e ucciso' - Altre news - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 5 novembre 2025. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ Redazione di Rainews, Libia, arresto del generale al-Masri. Premier libico Dbeibah: "Nessuno sopra la legge", su RaiNews, 6 novembre 2025. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ Redazione di Rainews, Almasri, la giustizia libica si muove: avviato un procedimento penale verso il funzionario, su RaiNews, 9 luglio 2025. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ Adnkronos, Almasri, ecco la nota della Procura libica che motiva la scelta del governo italiano: il documento, su Adnkronos, 5 novembre 2025. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ Fonti del governo,sapevamo mandato di cattura Almasri da gennaio - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 5 novembre 2025. URL consultato il 19 novembre 2025.
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