Ortone e i piccoli Chi!

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« Non lo lascio. Non voglio! Perché questo io penso, che ognuno è importante, sia piccolo o immenso. »
(Ortone)
Ortone e i piccoli Chi
Titolo originale Horton Hears a Who!
Autore Dr. Seuss
1ª ed. originale 1954
Genere Libri per bambini
Sottogenere Fantastico, Umoristico
Lingua originale inglese
Ambientazione Giungla di Nullo
Personaggi Ortone l'elefante
Preceduto da L'uovo di Ortone

Ortone e i piccoli Chi è un libro per bambini scritto dal Dr. Seuss tradotto da Anna Sarfatti e pubblicato nel 1954 (e rivisto nel 1982), è il seguito del libro L'uovo di Ortone.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il quindici maggio, mentre Ortone stava facendo il bagno, sente una vocina che chiede aiuto. La vocina proviene da un granello di polvere e per paura che si bagni lo mette sopra ad un fiore di trifoglio. Ortone scopre che su quel granello di polvere c'è una piccola città chiamata Chissà abitata dai dei piccolissimi abitanti, i Chi. Mentre l'elefante parla con il sindaco, tre macachi rubano il fiore e lo danno ad un'aquila chiamata Razzìa che lo prende e lo butta in un campo di trifogli. Ortone, dopo parecchio tempo riesce a trovarlo quando ad un tratto un'odiosa Cangura con l'aiuto dei macachi lega l'elefante con l'idea di bruciare il fiore in un pentolone pieno di olio di Frizz. Intanto a Chissà tutti i Chi si radunano in piazza gridando con le loro vocine, sperando che la Cangura li senta "Siamo Qui". Alla fine i Chi riescono a salvare la loro microscopica città. Il libro finisce con la Cangura che promette ad Ortone di proteggere anche lei il fiore.

Adattazione cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008, la Blue Sky Studios trasformò il libro in una sceneggiatura cinematografica con il titolo Ortone e il mondo dei Chi.

Errori[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel libro c'è scritto che Razzìa è un'aquila, mentre nel cartone animato è un avvoltoio.

Animali presenti nel libro[modifica | modifica wikitesto]

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