Ortodonzia invisibile

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L'ortodonzia invisibile, in odontoiatria, è un insieme di tecniche utilizzate per riallineare i denti in modo che i dispositivi utilizzati non possano essere visibili dall'esterno. Molto spesso il paziente adulto che necessita di un trattamento ortodontico prova ansia e imbarazzo legate ai problemi estetici e funzionali degli attacchi posizionati sulla superficie esterna dei denti. Proprio per questo motivo sono state messe a punto queste metodiche attraverso le quali è possibile riuscire a spostare ed allineare i denti senza creare disagio al paziente.

Una di queste tecniche prevede l'utilizzo di mascherine trasparenti, chiamate allineatori, che sono "quasi invisibili" perché l'interlocutore non riesce a vederle a "distanza sociale" ma solo da molto vicino o addirittura solo dopo rimozione. La differenza rispetto alle metodiche tradizionali è la possibilità di rimuoverle per mangiare e lavarsi i denti. Fili, elastici e attacchi fissi sopra i denti vengono usati solo per i casi più complessi. Ogni mascherina viene utilizzata per 15 giorni e, millimetro dopo millimetro, i denti si riallineano, creando sorrisi regolari.[1]

Si parla invece di ortodonzia totalmente invisibile quando quest' ultima non viene assolutamente vista dall'esterno.

L ortodonzia linguale che si applica sulla superfici interna dei denti è una tecnica totalmente invisibile. Si divide in una ortodonzia linguale con attacchi che sfrutta l'applicazione di piccoli dispositivi adesi alla superficie interna dei denti ed un filo che passa attraverso di essi e che ne determina lo spostamento, e in una ortodonzia linguale senza attacchi che sfrutta un filo adeso direttamente alla superficie interna dei denti che determina lo spostamento di questi ultimi senza l'interposizione di attacchi[2][3][4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maxillary molar distalization with aligners in adult patients: a multicenter retrospective study.
  2. ^ Macchi A, Cirulli N, Fixed active retainer for minor anterior tooth movement, in J Clinical Orthod, vol. 34, nº 1, 2000, pp. 48-49.
  3. ^ E. J. Liou, L. I. Chen e C. S. Huang, Nickel-titanium mandibular bonded lingual 3-3 retainer: for permanent retention and solving relapse of mandibular anterior crowding, in American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics: Official Publication of the American Association of Orthodontists, Its Constituent Societies, and the American Board of Orthodontics, vol. 119, nº 4, 1º aprile 2001, pp. 443–449, DOI:10.1067/mod.2001.111397. URL consultato il 25 maggio 2016.
  4. ^ Mariniello A, Cozzolino F., Lingual active retainers to achieve teeth levelling in orthodontics: case series, in International Dentistry SA, vol. 10, nº 5, 2008, pp. 24-29.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Mariniello e Fabio Cozzolino, Atlante di ortodonzia linguale fissa senza attacchi, Quintessenza edizioni, ISBN 978-88-7492-197-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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