Ornitottero

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Ornitottero Skybird, realizzato da Sean Kinkade nel 1998
Disegno della struttura portante della macchina volante di Leonardo
Schizzi dell'ornitottero di Leonardo, datati 1488
Ricostruzione della macchina volante di Leonardo
Ricostruzione della macchina volante del 1902

L'ornitottero (dal greco ὄρνις, -ιθος órnis, -ithos, "uccello" e πτερόν pterón, "penna, ala") è un aeromobile a superficie alare battente.

Il primo disegno di un ornitottero risale a Leonardo da Vinci: rappresenta probabilmente il più antico tentativo di progettare un oggetto volante più pesante dell'aria (aerodina). Il complesso meccanismo riproduceva le ali di un uccello.

Nascita dell'ornitottero[modifica | modifica sorgente]

L'idea di costruire delle ali per imitare il volo degli uccelli risale all'antica leggenda greca di Dedalo e Icaro. Il primo tentativo di volo meccanico è attribuito a Abbas Ibn Firnas, che lanciò un rudimentale ornitottero dal Monte della sposa (Jabal al-'Arus) nell'area di Rusafa Area, vicino Cordova, in Spagna nel 875 d.C. Ruggero Bacone, scrittore del 1260, fu il primo a prendere in considerazione dei mezzi tecnologici per il volo. Attorno al 1490, Leonardo da Vinci iniziò gli studi sul volo degli uccelli. Capì che gli umani sono troppo pesanti e non abbastanza forti, per volare usando semplicemente delle ali attaccate alle braccia. Quindi considerò un mezzo in cui l'aviatore sia disteso su di una tavola e che manovri due grandi ali membranose usando delle ali, pedali e leve.

Il primo ornitottero capace di volare venne costruito in Francia nel 1870. Il modello di Gustave Trouvé volò per una distanza di 70 metri in una dimostrazione all'Accademia francese delle Scienze. Le ali erano mosse da cariche di polvere da sparo che muovevano dei tubi a pressione. Jobert nel 1871 usò degli elastici[non chiaro] per far alzare in volo un piccolo uccello in scala. Alphonse Pénaud, Hureau de Villeneuve, Victor Tatin, e altri seguirono presto questi progetti.

Attorno al 1890, Lawrence Hargrave costruì diversi ornitotteri mossi da vapore o aria compressa. Egli introdusse l'uso di piccole ali mobili che fornivano la spinta alle grandi ali fisse. Questo eliminò l'uso di un ingranaggio di riduzione, e quindi semplificando la produzione.

Nel 1930, Erich von Holst usò l'elastico di gomma per portare modelli di uccelli ad un alto stato di sviluppo e grande realismo. Sempre nel 1930, Alexander Lippisch e altri ricercatori in Germania sfruttarono un motore a pistoni interno.

Voli con passeggeri[modifica | modifica sorgente]

Gli ornitotteri in grado di trasportare un uomo a bordo sono di due tipi: quelli con motore e quelle mossi dai muscoli del pilota.

Nel 1929, un ornitottero mosso da energia umana progettato da Alexander Lippisch volò per una distanza di 250-300 metri dopo il lancio. Il volo durò relativamente poco a causa dei limiti d'energia dei muscoli umani. Poiché era stata utilizzata una rampa, alcuni dubitarono che l'aereo fosse capace di volo prolungato. Lippisch affermò che effettivamente l'aereo volò, e non fu una semplice planata. Più tardi vennero effettuati altri lanci tra cui si ricordano quelli con Bedford Maule (1942), Emil Hartmann (1959) e Vladimir Toporov (1993). Tutti ebbero portata limitata a causa della potenza sviluppabile dai muscoli umani.

Nel 1942, Adalbert Schmid volò con un ornitottero motorizzato a guida umana a Monaco-Laim. Era guidato da piccole ali battenti montati ai lati della fusoliera, dietro una grande ala fissa mossa da un motore Sachs da 3 hp. Il primo volo durò 15 minuti. Schmid costruì in seguito un ornitottero da 10 hp basato sull'aliante Grunau-Baby IIa, che volò nel 1947. Questo secondo modello aveva pannelli battenti all'esterno.[1]

Ornitotteri sperimentali recenti[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei primi anni duemila, un gruppo di studenti dell'University of Toronto Institute for Aerospace Studies diretta dal docente e progettista James DeLaurier, progettò e realizzò un ornitottero sperimentale designato UTIAS Ornithopter No.1 ed immatricolato C-GPTR. Questo aeromobile, capace di staccarsi da terra per un breve periodo l'8 luglio 2006, è stato al centro di controversie in quanto la sua capacità di librarsi autonomamente in volo è stata messa in dubbio dalla comunità scientifica, in quanto il volo era assistito da un motore a getto.

Nel 2010, Todd Reichert, dottorando all'Università di Toronto, è riuscito nella storica impresa di volare a bordo di un ornitottero -- chiamato Snowbird -- per 19,3 secondi coprendo una distanza di 145,3 metri alla velocità di 25,6 km/h, utilizzando come mezzo di propulsione la sola forza dei muscoli delle sue gambe per far battere le ali lunghe 32 metri. Lo snowbird è stato costruito in fibra di carbonio, legno di balsa e schiuma espansa, in modo da pesare solo 42 chilogrammi. Il volo, eseguito alla presenza della Federation Aeronautique Internationale, è stato il primo ad essere ufficialmente confermato come effettuato su un ornitottero.[2]

Altro[modifica | modifica sorgente]

L'ornitottero è anche un mezzo volante presente nella saga di romanzi fantascientifici di Dune, ideata da Frank Herbert. È anche una carta del gioco di carte collezionabili Magic.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bruno Lange, Typenhandbuch der deutschen Luftfahrttechnik, Koblenz, 1986.
  2. ^ Canada: realizza il sogno di Leonardo e fa volare a pedali un aereo che batte le ali

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]