Organizzazione di Shanghai per la cooperazione

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Organizzazione di Shanghai per la cooperazione
(CH) 上海合作组织
(RU) Шанхайская организация сотрудничества
SCO (orthographic projection).svg

     Stati membri

     Stati osservatori

     Partner di dialogo

Abbreviazione SCO
Tipo Organizzazione internazionale
Fondazione 26 aprile 1996
Sede centrale Cina Pechino
Area di azione 6 membri,
6 osservatori,
6 partner di dialogo e
3 ospiti
Segretario generale Russia Dmitry Fyodorovich Mezentsev
Lingue ufficiali Cinese, russo
Sito web 

L'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (Shanghai Cooperation Organisation, SCO) è un organismo intergovernativo fondato il 14 giugno 2001 dai capi di Stato di sei Paesi: Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan.

Questi paesi, con l'eccezione dell'Uzbekistan, facevano già parte dello Shanghai Five (noto in Italia come Gruppo di Shanghai). Dopo l'adesione dell'Uzbekistan, nel 2001, i membri dell'organizzazione decisero di cambiarne il nome in quello attuale.

I rappresentanti degli Stati fondatori fotografati sotto il logo della SCO

Stati partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Stati Membri

Data Stato Ampliamento
26 aprile1996 Cina Cina Stati fondatori
Kazakistan Kazakistan
Kirghizistan Kirghizistan
Russia Russia
Tagikistan Tagikistan
15 giugno 2001 Uzbekistan Uzbekistan Primo
13 settembre 2013 Afghanistan Afghanistan Elan
13 settembre 2013 India India Elan
13 settembre 2013 Iran Iran Elan
13 settembre 2013 Mongolia Mongolia Elan
13 settembre 2013 Pakistan Pakistan Elan

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo di Shanghai (o Gruppo dei Cinque) fu fondato nel 1996 a Shanghai e suggellato con la firma del Trattato per il rafforzamento dell'appoggio militare nelle regioni di confine da parte dei capi di Stato di Kazakistan, Cina, Kirghizistan, Tagikistan e Russia. Nel 1997, a Mosca, gli stessi paesi firmarono il Trattato per la riduzione delle forze militari nelle regioni di confine.

I successivi incontri si sono tenuti nel 1998 ad Almaty (Kazakistan), nel 1999 a Bishkek (Kirghizistan) e nel 2000 a Dushanbe nel (Tagikistan).

Nel 2001 la Cina, e precisamente Shanghai, tornò ad ospitare l'incontro annuale. Fu durante questo incontro che i cinque stati membri optarono per l'inclusione dell'Uzbekistan, dando vita così al Gruppo dei Sei. Quindi, il 15 giugno 2001, i sei capi di Stato firmarono la Dichiarazione della Shanghai Cooperation Organization, con la quale, oltre ad esprimere un sentito encomio nei confronti dell'operato del Gruppo di Shanghai, veniva espressa la volontà di poter trasformare i meccanismi e gli accordi che legavano i sei stati membri in una forma di cooperazione ben più ampia ed articolata. Nel luglio del 2001 Russia e Cina, le due maggiori rappresentanti dell'Organizzazione, firmarono il Trattato per i buoni rapporti tra stati confinanti e per una cooperazione amichevole.

Nel giugno del 2002, i capi dei paesi aderenti all'Organizzazione si incontrarono in Russia, a San Pietroburgo. Qui firmarono lo statuto, nel quale venivano enunciati gli scopi, i principi, le strutture e le linee d'azione dell'organizzazione, consolidandone ufficialmente la struttura anche sotto l'aspetto del diritto internazionale.

Il 2 dicembre 2004 le è stato riconosciuto lo status di osservatore dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Le attività[modifica | modifica wikitesto]

Cooperazione per la sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

La linea d'azione dell'Organizzazione per la Cooperazione è fortemente influenzata dalle preoccupazioni espresse dai paesi membri dell'Asia centrale relativamente alla sicurezza, identificando nel terrorismo, nel separatismo e nel fondamentalismo le principali minacce alla loro esistenza.

Nel 2003 venne costituito a Shanghai un centro per l'anti-terrorismo e durante il vertice dell'Organizzazione tenutosi a Tashkent, in Uzbekistan, dal 16 al 17 luglio 2004, si pervenne ad un accordo per l'istituzione di una Struttura regionale per l'anti-terrorismo (RATS, Regional Anti-Terrorism Structure). Il 21 aprile 2006 l'Organizzazione decise di fondare un nuovo organismo per rafforzare il Proibizionismo e combattere i crimini relativi alla produzione ed al commercio di droga. Nell'aprile 2006, Grigory Logninov ha dichiarato che nonostante l'Organizzazione non avesse in programma di trasformarsi in un blocco militare, il crescente aumento delle minacce di "terrorismo, fondamentalismo e separatismo" rendeva necessario un massiccio coinvolgimento delle forze armate. L'Organizzazione ha finora effettuato numerose esercitazioni militari: la prima, nel 2003, avvenne in due fasi distinte, dislocate una in Kazakistan e l'altra in Cina. La prima esercitazione militare congiunta tra Russia e Cina, denominata Peace Mission 2005, si è svolta su una scala ben più ampia il 19 agosto 2005, anche se al di fuori della struttura dell'Organizzazione. Visto il buon esito delle esercitazioni cino-russe, le autorità russe hanno cominciato a parlare di un possibile ruolo militare dell'Organizzazione e dell'eventualità che anche l'India potesse, in un prossimo futuro, aggiungersi alle esercitazioni.

Le più recenti esercitazioni congiunte si sono svolte tra il 9 e il 17 agosto 2007 a Čeljabinsk, sugli Urali in Russia, e un'altra è programmata in Asia Centrale, come deciso durante l'incontro dei ministri della Difesa nell'aprile 2006. È probabile l'impiego di mezzi dell'aviazione e di armi ad alta precisione. Il ministro della Difesa russo, Sergei Ivanov, ha dichiarato che le esercitazioni avranno luogo in piena trasparenza e saranno aperte ai mezzi di informazione ed al pubblico. Le esercitazioni militari a Čeljabinsk, le prime congiunte di tutti i Paesi del gruppo di Shanghai, sono state seguite dal premier russo Putin e quello cinese Hu. Le manovre sono state seguite anche dai leader degli altri quattro paesi centro-asiatici che fanno parte dell'Organizzazione e hanno partecipato più di 6.000 soldati, in gran parte russi e cinesi, e oltre 70 tra elicotteri e aerei. È stato simulato l'attacco contro un migliaio di ribelli che hanno occupato un villaggio, preso degli ostaggi e che si accingono ad attraversare una vicina frontiera.

L'ultimo incontro dei ministri della Difesa si è svolto il 16 agosto 2007 a Bishkek, capitale del Kirghizistan. Teheran avrebbe chiesto di entrare nel Gruppo di Shanghai (Sco) (fonte agenzia Itar-Tass, citando il vice ministro degli esteri russo Aleksander Losiukov), inoltre il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha definito lo scudo spaziale Usa come una minaccia, non solo per un singolo Paese, ma per tutta l'Asia; Ahmadinejad si è detto convinto che il gruppo di Shanghai "riuscirà a prevenire l'uso della forza e delle minacce e il tentativo di imporre la propria volontà da parte di alcune potenze" e "sarà messaggero di pace e amicizia nel mondo intero". Durante l'incontro la Russia ha proposto di convocare una conferenza sull'Afghanistan sotto l'egida dell'Organizzazione.

Cooperazione economica[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 settembre 2003, venne firmato dagli stati membri un abbozzo di accordo per incrementare la cooperazione economica. Nel corso dello stesso incontro, il primo ministro cinese Wen Jiabao aveva proposto l'obiettivo a lungo termine di costituire un'area per il libero commercio nell'ambito dei paesi aderenti all'Organizzazione, mentre altre misure più immediate sarebbero state prese per migliorare e facilitare lo scambio delle merci nella regione. L'anno successivo, il 23 settembre 2004, è stato approvato un piano di monitoraggio comprensivo di un centinaio di azioni specifiche.

Durante l'incontro svoltosi a Mosca il 26 ottobre 2005, il segretario generale dell'organizzazione ha dichiarato che l'Organizzazione avrebbe dato la priorità ai progetti comuni per lo sviluppo energetico, principalmente nel settore del gas e del petrolio, l'esplorazione di nuove riserve di idrocarburi e lo sfruttamento congiunto delle riserve d'acqua. La creazione di un consiglio interbancario dell'Organizzazione è stato, in quell'occasione, il risultato di un accordo pensato per il finanziamento di futuri progetti congiunti. Il primo incontro della Interbank Association ha avuto luogo a Pechino nei giorni 21 e 22 febbraio 2006.

Cooperazione culturale[modifica | modifica wikitesto]

La cooperazione culturale è un'altra delle prerogative dell'Organizzazione per la cooperazione. I ministri della cultura degli stati membri si sono incontrati per la prima volta a Pechino il 12 aprile 2002, sottoscrivendo una dichiarazione d'intenti per la continuità della cooperazione. Il terzo incontro dei ministri si è svolto a Tashkent, in Uzbekistan, nei giorni 27 e 28 aprile 2006.

Durante il vertice di Astana, nel 2005, ha avuto luogo il primo Festival delle Arti.

Future possibili adesioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 la Mongolia è stata la prima nazione a vedersi assegnato lo status di osservatore, durante il vertice di Tashkent. È stato poi il turno di Pakistan, India e Iran, il 5 luglio 2005, in occasione dell'incontro di Astana, in Kazakistan. Tutte e quattro le nazioni potrebbero presto diventare membri dell'organizzazione a tutti gli effetti.

Li Hui, segretario del Ministero degli Esteri cinese, ha dichiarato che non accetterà nuovi membri se non in conseguenza di studi molto approfonditi. Anche secondo Grigory Logninov, membro permanente russo nella segreteria dell'Organizzazione, l'allargamento è impedito da "un meccanismo immaturo che regola l'ammissione di nuovi membri". Il segretario generale Zhang Deguang ha aggiunto che un'eccessiva espansione avrebbe potuto ostacolare l'intensificazione della cooperazione.

Durante una serie di incontri avvenuti nel febbraio 2006 tra le autorità cinesi e i mezzi di informazione, il presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, ha sostenuto fortemente la candidatura del proprio paese per l'ammissione a membro effettivo dell'organizzazione, dichiarandone l'idoneità ed il possesso dei requisiti necessari. La Cina ha dichiarato che ne avrebbe discusso con gli altri membri dell'Organizzazione. Intanto, Musharraf è stato formalmente invitato al sesto vertice dell'Organizzazione che ha avuto luogo a Shanghai nel giugno 2006.

L'Organizzazione ha incoraggiato anche l'adesione dell'India. Viene ritenuto che la Russia sosterrà l'adesione del Pakistan solo nel caso che anche quella dell'India venga accettata. Considerate le dispute tra le due nazioni, lo scenario può essere paragonato all'entrata contemporanea di Grecia e Turchia nella NATO. Fino ad ora l'India non ha presentato alcuna richiesta ufficiale di adesione, ma avrebbe fatto trapelare ufficiosamente il proprio interesse[senza fonte].

Anche la Bielorussia ha presentato la richiesta di ammissione in qualità di osservatore e pare le sia stato, a questo riguardo, promesso sostegno da parte del Kazakistan. In ogni caso il ministro della Difesa russo, Sergei Ivanov, avrebbe espresso dei dubbi sulla probabilità dell'accoglienza della richiesta della Bielorussia, in quanto si tratterebbe di un paese puramente europeo.

Le relazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene nella dichiarazione che è alla base della costituzione dell'Organizzazione si legga che "non è un'alleanza intesa contro altri stati e regioni ed aderisce al principio di apertura", gran parte degli osservatori credono che uno dei suoi scopi fondanti sia stato quello di agire da giusto e necessario contrappeso nei confronti degli Stati Uniti e, in particolare, di evitare conflitti che darebbero spazio ad interventi degli Stati Uniti in aree vicine alla Russia o alla Cina. Molti osservatori credono, inoltre, che l'organizzazione sia stata creata come risposta alla minaccia rappresentata dai sistemi di difesa missilistica in mano agli Stati Uniti, dopo l'inversione di corso attuata da questi ultimi in materia di armamenti nucleari, con conseguente promozione della "Difesa missilistica nazionale" (National Missile Defense).[senza fonte]

La capacità del gruppo di agire con metodo e coordinamento è stata limitata dagli interessi contrapposti di Russia e Cina. All'indomani degli attacchi dell'11 settembre 2001 e del loro impatto sui prezzi del petrolio e del gas, l'Organizzazione non è stata capace di sviluppare una politica coordinata contro il terrorismo e non è riuscita a confrontarsi in modo unitario con gli Stati Uniti che, dal canto loro, sono stati invece capaci di accrescere in modo consistente la propria influenza, offrendo aiuti e riuscendo a convincere gran parte degli stati membri dell'Asia Centrale a concedere il loro territorio per l'installazione di basi militari.

Le guerre in Afghanistan ed Iraq hanno favorito l'espansione della presenza militare statunitense in Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Dal vertice dell'Organizzazione di Astana (Kazakistan) del luglio 2005 venne la sollecitazione a stabilire una tabella di marcia per il ritiro delle truppe statunitensi dai territori degli stati membri. Poche settimane dopo, l'Uzbekistan chiese agli Stati Uniti di lasciare la base aerea K-2. A questo vertice hanno partecipato per la prima volta con lo status di osservatori anche India, Iran e Pakistan.

La richiesta degli Stati Uniti di essere ammessi come "osservatori" è stata respinta nel 2006 , la mancanza di una frontiera comune essendo la ragione ostensibile.[1]

Nel 2006, l'Iran è in attesa di essere elevato al rango di membro a pieno titolo dell'Organizzazione e verrà, probabilmente, incluso in operazioni congiunte sia di tipo militare che economico, dopo 20 anni di isolamento. La Bielorussia ha fatto richiesta di entrare a far parte dell'organizzazione come osservatore. Vedasi a questo proposito la dichiarazione di Sergei Ivanov, Ministro della Difesa russa.

l'agenzia di stampa cinese Xinhua ha annunciato che l'Iran è stato invitato ad unirsi all'Organizzazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Shanghai surprise, theguardian.com, 16 giugno 2006. URL consultato il 12 gennaio 2015.

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