Organi giudiziari della Città del Vaticano

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Il sistema giudiziario dello Stato della Città del Vaticano è il sistema giudiziario dello stato della Città del Vaticano.

La sede dei tribunali vaticani è piazza Santa Marta, presso la Basilica di San Pietro.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Vaticano dal 1929 non recepisce naturalmente 10 leggi italiane che hanno "limitazioni specifiche" e dal 2009 anche sui rapporti di lavoro e la legge 626[1]. Inoltre non recepì mai le leggi razziali fasciste, il Codice Rocco (il codice penale e quello di procedura penale).[2]

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

L'ordinamento può essere classificato come di civil law, risente dell'influenza del diritto italiano, in primis del codice Zanardelli, ed è organizzato sulla falsariga di quello italiano. La Città del Vaticano inoltre non accetta la giurisdizione della Corte internazionale di giustizia.

Il potere giudiziario è esercitato nel nome del pontefice. La nomina e la revoca del personale giudiziario dipendono dal pontefice e, secondo l'art. 16 della Legge Fondamentale della Città del Vaticano del 2001, il pontefice può deferire l'istruttoria e la decisione nelle cause civili e penali pronunciando un proprio parere. Secondo l'art. 14 della L. F. del 1929 il Tribunale della Rota Romana e il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, quando funzionano da organi giudiziari della Città del Vaticano, devono compiere i loro atti entro il territorio di quello stato.

Le corti[modifica | modifica wikitesto]

La carica giudiziaria più significativa è il Promotore di giustizia. Il 4 giugno 2013, con atto pontificio, reso noto il 12 successivo, il Santo Padre Papa Francesco ha nominato promotore di giustizia della Corte d'appello dello Stato della Città del Vaticano il prof. Avv. Raffaele Coppola, Direttore del Centro di Ricerca "Renato Baccari" del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Bari, nonché membro del Corpo degli Avvocati della Santa Sede per il Foro canonico e civile, Avvocato della Curia Romana e del Tribunale Apostolico della Rota [3].

Le corti fondamentali sono:

I Tribunale della Città del Vaticano
II Corte d'appello
III Corte di cassazione

Secondo l'Art.15 della Legge Fondamentale della Città del Vaticano del 1929 la giustizia amministrativa non ha alcuna suddivisione e quando è riconosciuto leso un diritto davanti all'autorità giudiziaria e viene riconosciuto, e lo ritiene illegittimo non può né revocarlo e né modificarlo, ma giudica gli effetti del medesimo ed un eventuale risarcimento danni.

Secondo l'Art.18 della Legge Fondamentale della Città del Vaticano del 1929 il papa concede amnistie, indulti e condoni. Inoltre secondo l'art.18 della Legge Fondamentale della Città del Vaticano del 1929 chiunque ha leso un diritto può appellarsi al papa. Inoltre sempre secondo l'art. 18 le domande di grazia vengono inoltrate al papa.

La giursidizione[modifica | modifica wikitesto]

Nei casi in cui il reato venga commesso nel territorio vaticano e il criminale scappi in Italia, la giustizia italiana subentra a quella vaticana in base all'art. 22 dei Patti Lateranensi del 1929. Il codice di procedura civile del Vaticano risale al 1946 e per quello di procedura penale si fa riferimento all'omologo italiano del 1913.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vaticano, legge antidroga richiesta
  2. ^ Vaticano, il procuratore Picardi: La Santa Sede non recepì mai le leggi razziali
  3. ^ Bollettino della Sala Stampa della Città del Vaticano, 12.6.2013|[1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]