Organi collegiali della scuola

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Gli organi collegiali della scuola sono l'organo di gestione ed autogoverno della scuola italiana,[1] istituiti dal DPR nº 416 del 31 maggio 1974.[2]

Il successivo decreto legislativo nº 233 del 30 giugno 1999 ha articolato gli organi collegiali in tre livelli:[3]

  • Organi collegiali centrali;
  • Organi collegiali regionali;
  • Organi collegiali locali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della scuola italiana.

Con la riforma della scuola si è attribuito ai genitori un ruolo fondamentale. Per questo si è prevista la partecipazione al progetto scolastico da parte dei genitori e pertanto, escluso il solo Collegio dei Docenti, si prevede in tutti gli organi collegiali la rappresentanza dei genitori.

Elenco degli organi[modifica | modifica sorgente]

Per ulteriori informazioni in merito alle modalità di elezione ed ai compiti di ogni singolo organo si rimanda alle voci relative.

Organi collegiali centrali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e Ministero della Pubblica Istruzione.

Organi collegiali regionali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ufficio scolastico regionale.

Organi collegiali locali[modifica | modifica sorgente]

  • Consiglio di intersezione (nella scuola dell'infanzia).

Tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle sezioni interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente da lui delegato.

  • Consiglio di interclasse (nella scuola primaria).

Il consiglio di interclasse è composto da tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle classi interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente da lui delegato.

  • Consiglio di classe .
    • scuola secondaria di primo grado
      • Tutti i docenti della classe e quattro rappresentanti dei genitori; presiede il dirigente scolastico o un docente, da lui delegato.
    • scuola secondaria di secondo grado.
      • Tutti i docenti della classe, due rappresentanti dei genitori e due rappresentanti degli studenti; presiede il dirigente scolastico o un docente da lui delegato.
  • Consiglio di circolo didattico.
    • scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni,
      • 14 componenti, di cui
        • 6 rappresentanti del personale docente,
        • uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,
        • 6 dei genitori degli alunni,
        • il dirigente scolastico;
    • scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni
      • 19 componenti, di cui
        • 8 rappresentanti del personale docente,
        • 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario
        • 8 rappresentanti dei genitori degli alunni,
        • il dirigente scolastico;

Presidente del consiglio di circolo è uno dei membri, eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni.

  • Giunta esecutiva è composta da:
    • un docente,
    • un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario,
    • 2 genitori.
    • il dirigente scolastico, che la presiede,
    • il direttore dei servizi generali e amministrativi che ha anche funzioni di segretario della giunta.
  • Consiglio d'Istituto.
  • Scuola media:
    • scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni, costituito da 14 componenti, di cui:
      • 6 rappresentanti del personale docente,
      • uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,
      • 6 dei genitori degli alunni,
      • il dirigente scolastico;
    • scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni, costituito da 19 componenti, di cui:
      • 8 rappresentanti del personale docente,
      • 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,
      • 8 rappresentanti dei genitori degli alunni,
      • il dirigente scolastico;
        Il presidente è eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni.
    • Giunta esecutiva
      • un docente,
      • un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario,
      • 2 genitori,
      • il dirigente scolastico, che la presiede,
      • il direttore dei servizi generali e amministrativi, che ha anche funzioni di segretario della giunta.
  • Scuola secondaria superiore:
    • scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni, 14 componenti, di cui:
      • 6 rappresentanti del personale docente,
      • uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,
      • 3 dei genitori degli alunni,
      • 3 degli alunni,
      • il dirigente scolastico;
    • scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni è costituito da 19 componenti,
      • 8 rappresentanti del personale docente,
      • 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,
      • 4 dei genitori degli alunni, 4 degli alunni,
      • il dirigente scolastico;
        Il presidente viene eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni.
    • La Giunta esecutiva è composta da
      • un docente,
      • un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario,
      • un genitore,
      • uno studente
      • il dirigente scolastico, che la presiede,
      • il direttore dei servizi generali e amministrativi, che ha anche funzioni di segretario della giunta.
  • Commissione disciplinare
  • Assemblea di classe: I genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea tra di loro per discutere di problemi che riguardino aspetti di carattere generale della scuola o delle classi frequentante dai propri figli.

Livelli ed organi aboliti[modifica | modifica sorgente]

Organi collegiali distrettuali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Distretto scolastico.
  • Consiglio scolastico distrettuale.

Istituiti ex articolo 9 e seguenti dal DPR 416/1974,[2] i distretti scolastici sono stati soppressi a decorrere dal 31 dicembre 2001 e di fatto aboliti dall'articolo 35, comma 4, della finanziaria del 2003, legge 289/2002.[4]

I consigli distrettuali potevano essere composti anche da 35 (trentacinque) membri, così selezionati:[2]

  • 3 (tre) presidi delle scuole statali del territorio distrettuale;
  • 5 (cinque) insegnanti (non necessariamente di ruolo) delle scuole statali del territorio distrettuale, salvaguardando la rappresentanza di tutti i gradi dell'istruzione;[2]
  • 1 (uno) preside di scuola pareggiata, parificata o legalmente riconosciuta del territorio distrettuale (se esistente);[2]
  • 1 (uno) insegnante (non necessariamente di ruolo) di scuola pareggiata, parificata o legalmente riconosciuta del territorio distrettuale (se esistente);[2]
  • 7 (sette) rappresentanti dei genitori degli alunni di tutte le scuole del territorio distrettuale, riservando almeno un posto ad un rappresentante di una scuola pareggiata, parificata o legalmente riconosciuta (se esistente);[2]
  • 3 (tre) membri non appartenenti al personale della scuola designati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, a patto che residenti nel territorio distrettuale;[2]
  • 2 (due) rappresentanti dei lavoratori autonomi designati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, a patto che residenti nel territorio distrettuale;[2]
  • 1 (uno) imprenditore designato dalla locale Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • 2 (due) eletti dal Consiglio provinciale tra gli attivisti di associazioni culturali "le quali per gli scopi perseguiti e i risultati ottenuti siano capaci di concorrere allo sviluppo e al miglioramento della scuola";[2]
  • 7 (sette) eletti dal Consiglio comunale, anche al di fuori di esso, lasciando almeno 2 (due) membri alla minoranza; laddova il distretto scolastico si estendeva su più comuni, gli eletti dai Consigli comunali salivano ad 11 (undici), fatti salvo i due posti riservati alla minoranza. In questo caso ogni Consiglio comunale del distretto doveva eleggere 3 suoi candidati, di cui 1 riservato alla minoranza, che poi avrebbero scelto tra loro gli 11 rappresentanti al Consiglio scolastico distrettuale.[2]

Vista la composizione così articolata del Consiglio distrettuale, la sua funzione era quella di mettere in relazione le scuola con la realtà sociale del territorio, organizzando attività parascolastiche, sportive, mediche, e di avviare gli alunni al lavoro o al volontariato.[2][5]

Organi collegiali provinciali[modifica | modifica sorgente]

  • Consiglio scolastico provinciale.

I consigli scolastici provinciali, istituiti ex articoli 13 e seguenti del DPR 416/1974[2] ed abrogati formalmente dal D. lgs 1999 che istituì i Consigli scolastici regionali, erano eletti attraverso un complicato metodo proporzionale.

Il numero dei componenti doveva essere proporzionale alla popolazione scolastica, alla popolazione docente ed alla popolazione direttiva della provincia, e variava da un minimo di 42 membri ad un massimo di 66, incluse le rappresentanze di tutte le categorie della scuola statale e pareggiata, parificata o legalmente riconosciuta (docenti, non docenti, genitori, studenti) più 6 membri di diritto (tra essi il Provveditore agli studi, il Presidente della provincia e l'assessore provinciale competente), il personale amministrativo provinciale (membri nominati dai sindacati in quota 5% del totale dei membri) e "rappresentanti del mondo dell'economia e del lavoro" scelti dalla locale Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura provinciale in quota 35% del totale.[2]

La carica durava tre anni.[2] Il Consiglio si dava un presidente, una giunta esecutiva e tre consigli di disciplina per il personale docente dei tre diversi gradi di istruzione.[2]

Le funzioni di questo organismo erano espresse dall'articolo 15:[2]

  • "esprime pareri al Provveditore agli studi e alla Regione sui piani annuali e pluriannuali di sviluppo e di distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche [...]";
  • "indica i criteri generali per il coordinamento a livello provinciale dei servizi di orientamento scolastico, di medicina scolastica e di assistenza psicopedagogica, tenuto conto dei programmi formulati dai consigli scolastici distrettuali";
  • "approva i piano provinciali istitutivi dei corsi di istruzione ed educazione degli adulti [...]";
  • "formula al ministro per la Pubblica Istruzione e alla Regione proposte per il coordinamento delle iniziative in materia di adempimento dell'obbligo scolastico, di attuazione del diritto allo studio, nonché di educazione permanente";
  • "accerta e indica il fabbisogno di edilizia scolastica per la formulazione dei relativi piani di finanziamento";
  • "determina i criteri generali per l'utilizzazione, al di fuori dell'orario scolastico, dei locali e delle attrezzature delle scuole";
  • "esprime al Provveditore agli studi pareri obbligatori sui ritardi di promozione, sulla decadenza e sulla dispensa dal servizio, sulla riammissione in servizio del personale docente [...]";
  • "esprime al Provveditore agli studi parere vincolante sui trasferimenti d'ufficio del personale docente [...] per accertata situazione di incompatibilità di permanenza nella scuola o nella sede";
  • "esprime al Provveditore agli studi parere obbligatorio sulle proposte di ripartizione dei fondi destinati alle spese di funzionamento dei distretti scolastici, dei circoli didattici e degli istituti";
  • "formula annualmente una relazione sull'andamento generale dell'attività scolastica e dei servizi scolastici della provincia [...]";
  • "provvede su ogni altro argomento devoluto alla sua competenza dalle leggi e dai regolamenti in merito alla organizzazione e al funzionamento della scuola e ad ogni altra attività ad essa connessa e si pronunzia su tutte le questioni che il Provveditore agli studi ritenga di sottoporgli".

Oggi le funzioni dei Consigli scolastici provinciali sono devolute ai locali assessorati provinciali. Nel 1996 con il DPR nº 567 inoltre sono state istituite le Consulte provinciali degli Studenti, organi collegiali a livello provinciale degli studenti della scuola secondaria di secondo grado.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda sugli organi collegiali, in Professione docente - Simone per la scuola. URL consultato il 09-10-2011.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Testo del DPR n° 416 del 31 maggio 1974. URL consultato il 09-10-2011.
  3. ^ Testo del D. lgs n° 233 del 30 giugno 1999. URL consultato il 09-10-2011.
  4. ^ Testo della legge n° 289 del 27 dicembre 2002. URL consultato il 09-10-2011.
  5. ^ Vedi anche Distretto scolastico.
  6. ^ Testo del DPR n° 567 del 10 ottobre 1996. URL consultato il 22-10-2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]