Oreste (Draconzio)

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Oreste
tragedia
AutoreBlossio Emilio Draconzio
Lingua originaleLatino
Composto nelV secolo
 

Oreste (nell'originale latino Orestis Tragoedia), spesso rappresentato col titolo La tragedia di Oreste, è un epillio latino del V secolo di Blossio Emilio Draconzio, scrittore e poeta cristiano cartaginese.

L'opera, composta da 974 esametri sulla trama dell'Oreste di Euripide, è citata spesso dalla critica letteraria poiché è stata scritta da un autore che visse ai margini dell'impero al tempo della sua fine, e provò l'invasione e la cattura da parte dei vandali. Draconzio sperimentò in pieno il dramma del suo tempo e fu anche incarcerato per aver scritto opere in cui si rivelava fedele all'imperatore romano d'Oriente Zenone.

La critica è giunta a considerare l'opera come autonoma, nonostante rimanga ancora qualche dubbio che l'Oreste facesse parte dei Romulea, una raccolta di carmi giovanili.[1]

Nell'epillio sono ravvisabili influenze di opere e autori precedenti. La presenza di Seneca è particolarmente evidente, sia nelle citazioni testuali, sia nell'atmosfera, « tendente all'orrido e al macabro ». Molto probabilmente, Draconzio attinse anche a tragedie più recenti di altri autori, andate però perdute.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Polara, Letteratura latina tardoantica e altomedievale, Roma, Jouvence, 1987, p. 73
  2. ^ G. Polara, cit., p. 74