Ordine numero 227

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Francobollo sovietico con la frase "Non un passo indietro"

L'Ordine numero 227 è un ordine emesso da Stalin, il 27 luglio 1942. Esso decretava che tutti i membri dell'Armata Rossa che si fossero ritirati o avessero altrimenti lasciato le loro posizioni senza averne ricevuto l'ordine, sarebbero stati giustiziati sommariamente. È conosciuto anche come l'ordine "Non un passo indietro!"[1] (Ни шагу назад!).

L'ordine[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Grande Guerra Patriottica, i Sovietici affrontarono pesanti perdite causate dalle ritirate e dalle diserzioni in massa. Stalin emanò l'ordine n°227 per ristabilire la disciplina nell'Armata Rossa contro l'incombere della Germania nazista.

L'ordine in sé ha un fervente preambolo.

"Il nemico lancia nella battaglia nuove forze e non incontra forti perdite, si intrufola nelle terre sovietiche, catturando nuove regioni, mette a soqquadro e distrugge i nostri villaggi, violenta ed uccide la popolazione sovietica...le forze d'occupazione naziste vogliono prendere a tutti i costi Kuban ed il Caucaso del Nord, ricco di pane e petrolio...le unità del fronte del Sud guidate dall'allarmismo, hanno lasciato Rostov e Novocherkassk senza opporre resistenza e senza che nulla fosse stato ordinato da Mosca; così si sono coperte di vergogna.

La popolazione del nostro paese ama e rispetta l'Armata Rossa, ma ora i cittadini sono delusi dal fatto che l'Armata Rossa lasci che i nostri compagni divengano schiavi degli oppressori tedeschi e che questi ultimi conquistino sempre più terreno verso Est. Alcune persone non molto intelligenti si confortano dicendo che possiamo spostarci sempre più verso Est, perché abbiamo molta terra e molte persone, e perché saremo sempre forniti di pane. Usano questa argomentazione per giustificare le loro infami azioni sul fronte....

ma ritirarsi sempre più verso Est significa condannare a morte i nostri compagni e la nostra Madrepatria, ogni pezzo della nostra terra dato al nemico lo rinforzerà ed indebolirà la nostra difesa, la nostra Madrepatria.

Il Comando Supremo dell'Armata Rossa ordina:

1. I consigli militari dei Fronti e prima di tutti i comandanti dei Fronti dovranno:

a) Eliminare incondizionatamente gli atteggiamenti di ritirata nelle truppe e con mano ferma espellere le voci secondo cui noi possiamo e dovremmo ritirarci verso Est, e che tale ritirata non ci danneggerà.

b) Rimuovere incondizionatamente dalle loro posizioni e mandare davanti alla corte marziale quei comandanti d'armata che avranno permesso alle proprie truppe ritirate non autorizzate dal comando del Fronte, dalle posizioni occupate.

c) Formare all'interno di ciascun Fronte da 1 a 3 (a seconda della situazione) battaglioni di disciplina (da 800 uomini ciascuno) nei quali verranno inquadrati gli ufficiali inferiori e superiori ed i commissari di tutte le armate che siano stati trovati colpevoli di violazione della disciplina a causa di codardia o smarrimento, e inviare i suddetti battaglioni nei settori più difficili del fronte per dare a questi uomini l'opportunità di riscattarsi dai crimini commessi contro la Madrepatria.

2. I consigli militari delle armate e prima di tutti i comandanti d'armata dovranno:

a) Rimuovere incondizionatamente il proprio corpo ufficiali, i comandanti d'armata ed i commissari che avranno permesso alle proprie truppe di ritirarsi dalle posizioni occupate senza l'ordine del comando d'armata, ed inviarli davanti alla corte marziale.

b) Formare, nei limiti di ciascuna armata, da 3 a 5 squadre di difesa bene armate (formate da 200 uomini ciascuna), ed inviarle direttamente nelle retrovie delle divisioni più instabili, richiedendole in caso di ritirate di piccoli gruppi di soldati delle divisioni in preda al panico. Tali squadre avranno il compito di giustiziare gli allarmisti ed i codardi, così da aiutare gli onesti soldati delle divisioni a compiere il loro dovere verso la Madrepatria.

c) Formare, nei limiti di ciascuna armata, fino a 10 (a seconda della situazione) battaglioni di disciplina (formati da 150 fino a 200 uomini ciascuno) in cui verranno inquadrati i soldati e sottufficiali che siano stati trovati colpevoli di violazione della disciplina a causa di codardia o smarrimento, e inviare i suddetti battaglioni nei settori più difficili del fronte per dare a questi uomini l'opportunità di riscattarsi dai crimini commessi contro la Madrepatria.

3. I comandanti ed i commissari dei corpi d'armata e di divisione dovranno:

a) Rimuovere incondizionatamente dalle proprie posizioni i comandanti ed i commissari di reggimento e di battaglione che hanno permesso alle proprie truppe di ritirarsi dalle posizioni occupate senza l'autorizzazione del comando di corpo o di divisione, rimuovere loro i gradi e le medaglie, ed inviarli davanti alla corte marziale.

b) Fornire tutto l'aiuto ed il supporto alle squadre di difesa nel loro compito di rafforzare l'ordine e la disciplina nelle unità.

Questo ordine deve essere letto a tutte le compagnie, squadre di cavalleria, batterie, squadroni, comandi e quartieri generali".

Efficacia[modifica | modifica wikitesto]

Il Maresciallo dell'Unione Sovietica Aleksandr Vasilevsky scrisse nel suo libro The Matter of my Whole Life: "L'ordine 227 è uno dei più importanti documenti di guerra a causa del suo forte contenuto emotivo e patriottico...il documento fu motivato da tempi duri e cupi...mentre lo leggevamo, pensavamo in noi stessi a ciò che avremmo potuto fare per vincere la battaglia".

Nessun comandante aveva il diritto di ritirarsi senza un ordine. Chiunque lo avesse fatto, veniva giudicato da un tribunale militare composto da uomini di grado superiore per anzianità di servizio.

L'ordine 227 stabiliva che in ciascun fronte, dovessero essere creati da 1 a 3 battaglioni di disciplina (detti shtrafnyi - штрафный), composti da 800 uomini tra ufficiali inferiori e superiori accusati di diserzione, i quali erano poi inviati nelle zone più pericolose della prima linea in modo che scontassero la pena, per essere riabilitati in caso fossero sopravvissuti. Ciascun fronte doveva anche creare analoghi battaglioni per soldati e sottufficiali. Alla fine del 1942 ci furono 24.993 uomini nei battaglioni di disciplina, che aumentarono fino a 177.694 uomini nel 1943. Il numero si ridusse nei successivi due anni fino a 143.457 uomini nel 1944 e 81.766 uomini nel 1945. In totale furono assegnati 427.910 soldati ai battaglioni di disciplina durante il corso della guerra. Questo numero va però messo in proporzione con gli oltre 34,5 milioni di uomini e donne che hanno servito nell'esercito sovietico durante la seconda guerra mondiale[2].

L'ordine inoltre autorizzava la punizione delle famiglie dei disertori.

L'ordine prevedeva che ciascuna armata dovesse creare dei "distaccamenti di blocco", ossia distaccamenti formati da soldati con l'incarico di catturare o di uccidere i "codardi" e le truppe che in preda al panico battevano in ritirata. Secondo l'NKO (Commissariato del Popolo per la Difesa), l'ordine 227, tra il 1 Agosto ed il 15 Ottobre 1942, aveva portato ai seguenti risultati: 15.649 detenuti, 244 arrestati, 278 giustiziati, 260 inquadrati o reinseriti nei battaglioni di disciplina, 14.833 reinseriti nelle rispettive unità.

Entrambe le misure furono citate nel preambolo dell'ordine, evidenziando come avessero avuto successo tra le truppe tedesche durante la ritirata invernale.

La richiesta per le armate di mantenere i distaccamenti di blocco fu ritirata dopo soli tre mesi, il 29 Ottobre 1942. La loro formazione venne considerata come un inutile spreco di uomini e, dal momento che si desiderava galvanizzare il morale dell'Armata Rossa ed enfatizzare il patriottismo, e che molti ufficiali smettevano di applicare l'ordine costantemente (vedendo che la sua applicazione aveva un effetto negativo sulle truppe), l'idea dei distaccamenti di blocco fu silenziosamente abbandonata. Il 20 Novembre 1944 i distaccamenti di blocco furono ufficialmente smobilitati.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nelle prime scene del film Il nemico alle porte, vengono mostrate le applicazioni dell'ordine 227:

  • I soldati dell'Armata Rossa vengono trasportati verso Stalingrado in treni chiusi a chiave, per timore che alcuni soldati possano fuggire dal treno, per cercare di evitare la prima linea.
  • Nel momento in cui uno stormo di Stuka prende di mira il battello su cui viaggia Vassili, alcuni soldati dell'Armata Rossa, in preda al panico, si gettano in acqua, venendo poi uccisi a colpi di pistola dai commissari.
  • Nella scena in cui la divisione di Vassili si lancia all'attacco delle linee tedesche, si può notare come diversi uomini (per lo più commissari) non si lancino all'attacco, ma prendano posizione nelle retrovie con mitragliatrici Maxim e PPSH-41. Si tratta probabilmente dei distaccamenti di blocco, che successivamente uccidono tutti i soldati in rotta dopo l'attacco fallito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberts, Geoffrey. Stalin's Wars: From World War to Cold War, 1939–1953. New Heaven, CT; London: Yale University Press, 2006 (hardcover, ISBN 0300112041), pag. 132
  2. ^ G. I. Krivosheev. Soviet Casualties and Combat Losses. Greenhill 1997 ISBN 1-85367-280-7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sellas, Anthony (1992). The Value of Human Life in Soviet Warfare, New York: Routledge.
  • History Channel, Monday 24 Nov 2008 @ 1400hr Eastern Time.