Oratorio di San Marco (Rossano)

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Oratorio di San Marco
Oratorio di San Marco.jpg
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
LocalitàCorigliano-Rossano
Religionecattolica
TitolareSan Marco
Arcidiocesi Rossano-Cariati
Fondatoresan Nilo
Stile architettonicobizantino
Inizio costruzioneIX-X secolo

Coordinate: 39°34′16.68″N 16°38′11.04″E / 39.5713°N 16.6364°E39.5713; 16.6364

L'oratorio di San Marco è un edificio religioso cristiano risalente al IX-X secolo che sorge a Rossano nel comune di Corigliano-Rossano in provincia di Cosenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente dedicato a sant'Anastasia,[1] fu costruito su iniziativa di Euprassio protospatario della Calabria.[2] Destinato inizialmente ad uso monastico femminile, fu affidato successivamente a San Nilo che, trovandolo in stato di abbandono, si adoperò a restaurarlo, dandogli l'attuale connotazione. Con San Nilo la chiesa visse una nuova vita fungendo in luogo in cui svolgere beatamente l'ascesi. Durante l'Ottocento venne utilizzata come cimitero per i colerosi, con numerose le fosse scavate per contenere i cadaveri.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa sorge su uno sperone tufaceo all'estremità sud-est del centro di Rossano. Si tratta di un edificio in stile bizantino, uno dei massimi esempi presenti in Calabria e spesso associato , data la stretta affinità stilistica, alla cattolica di Stilo. L'edificio, di forma quadrata e pianta a croce greca, è caratterizzato da cinque cupole cilindriche con monofore laterali, tre absidi con bifore frontali e l'altare "bema". La chiesa conserva inoltre tracce di un antico affresco della Madonna Odigitria, scoperto durante i restauri fra il 1926 e il 1931.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ René François Rohrbacher, Storia universale della Chiesa cattolica dal principio del mondo fino ai dì nostri, Giacinto Marietti, 1890-1891, OCLC 635856497.
  2. ^ Luca De Rosis, Cenno storico della città di Rossano e delle sue nobili famiglie, Mosca, 1838, p. 176.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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