Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami
| Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Sicilia |
| Località | Palermo |
| Coordinate | 38°06′53.4″N 13°21′40.58″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | San Giuseppe |
| Arcidiocesi | Palermo |
L'oratorio di San Giuseppe dei Falegnami occupa la porzione dell'antico Convento dei Teatini adiacente alla via Giuseppe D'Alessi (già via degli Archi di San Giuseppe, in quanto in passato erano presenti due cavalcavia che univano l’Oratorio alla Chiesa di San Giuseppe dei Teatini).
Dalle risultanze catastali e dai documenti dell’Agenzia del demanio, si ricava conferma che l’edificio oggi sede del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo, risulta devoluto con la denominazione “Palazzo dell’Università” al demanio dello stato e, dal 1926, concesso in “uso perpetuo” alla Regia Università degli Studi.
Meno chiara è invece la documentazione citata in merito alla situazione dominicale dell'Oratorio. Nella scheda descrittiva dei beni demaniali dello Stato relativa all’immobile “Palazzo dell’Università” è infatti presente una grafica che separa l’edificio conventuale dall'Oratorio dei Falegnami ubicato all’interno del Convento dei Teatini.
Inoltre, le visure catastali dell’oratorio non menzionano il demanio.
Deve pertanto escludersi che l’oratorio appartenga al demanio dello Stato.
Tale circostanza potrebbe spiegarsi con il fatto che le c.d. leggi eversive (r.d. n. 3036/1866) disposero la soppressione degli ordini e delle congregazioni - tra essi dell’ordine dei Teatini, proprietario del Convento - e non riguardarono invece le confraternite, quale era quella di San giuseppe dei Falegnami, i cui beni dunque non passarono al demanio[1].
Senonché, come correttamente è stato osservato, "la legge del 1866, concernente la soppressione delle Corporazioni Religiose e la confisca dei loro beni", non ha in realtà alcuna influenza sulla Casa dei Teatini, "già interamente occupata dall'Università"[2] dal 1805. Non è chiaro invece quando sia avvenuto il passaggio al demanio del Convento.
In definitiva, andrebbe appurato se l’Oratorio fosse bene nella piena titolarità della Confraternita di San Giuseppe dei Falegnami, o se gli stessi ne avessero la disponibilità di fatto per concessione della Regia Università. Sì consideri, a tal proposito, che il possesso esclusivo viene acquisito dai Falegnami grazie a un esborso di 200 onze effettuato dall’Università alla Confraternita degli Schiavi del santissimo Sacramento.
In ogni caso, coerentemente con quanto premesso, esso non è incluso tra i beni appartenenti al Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’interno, che include gli edifici di culto passati allo Stato in applicazione delle leggi eversive.
Al Fondo appartiene ad esempio la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, un tempo collegata al Convento.
Ad ogni modo, l’oratorio risulta da tempo immemore nella materiale disponibilità dell’università di Palermo.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'attuale Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami fu originariamente in uso a due confraternite: quella di Gesù, Giuseppe e Maria, e quella dei Servi del Santissimo Sacramento e Immacolata Concezione che gli attribuirono il titolo di Elevazione delle Quaranta Ore.
Nel 1603, i padri Teatini ottennero dalla confraternita dei Falegnami la Chiesa di S. Elia dei Profeti con tutti gli arredi ed i terreni circostanti, sotto la condizione di costruire un Oratorio (cfr. atto Notaio G. V. Ferrante del 10 agosto 1603 approvato dall’Arcivescovo D. Diego Ajedo il 25 Agosto 1603).[3]
L’oratorio realizzato in ottemperanza dell’impegno preso con la Confraternita dei Falegnami era parallelo all'attuale via Maqueda e adiacente a quello attuale, allora in uso alle confraternite di Gesù, Giuseppe e Maria, e dei Servi del Santissimo Sacramento e Immacolata Concezione.
La coabitazione tra i due oratori, durò sino al 1805, quando la Casa dei Padri Teatini fu trasformato nella Regia Università e per realizzare il portico d’accesso di quest’ultima fu demolito l’Oratorio di San Giuseppe.
La confraternita dei Falegnami si spostò così nell’attuale Oratorio, in un primo tempo condividendolo con le altre confraternite, riuscendo poi a ottenerne la disponibilità esclusiva, come si evince da una epigrafe che riferisce della concessione regia della chiesa dal 1806[4]. Gli Schiavi del SS. Sacramento, con un compenso di 200 onze pagato dall'Università, si trasferirono nella Cappella della abolita Compagnia di Santa Croce[5].
Nel 1997, in occasione di lavori di ristrutturazione della Facoltà di Giurisprudenza, nel portico di accesso furono rinvenute tracce dell’originario sito dell’oratorio, in particolare alcuni affreschi di Pietro Novelli, realizzati tra il 1625 e il 1628, che rappresentavano le storie dell’Infanzia di Gesù, trasportati poi su tela e custoditi nella Galleria di Palazzo Abattellis.
Gli affreschi dell'attuale Oratorio dei Falegnami fanno invece riferimento principalmente alle due confraternite che precedettero l’ingresso dei Falegnami, ovvero quella di Gesù, Giuseppe e Maria e quella dei Servi del Santissimo Sacramento e dell'Immacolata Concezione: al centro della volta campeggiano le figure di Gesù, Giuseppe e Maria assistiti dall’Onnipotente e nei due riquadri principali la Visione della Madonna e San Giuseppe e la Dormitio Virginis.
L'oratorio, di piccole dimensioni, è impreziosito dagli stucchi realizzati all'inizio del Settecento da Giuseppe Serpotta, aiutato probabilmente da Procopio Serpotta (fratello e nipote del più noto Giacomo) come ipotizza lo studioso Donald Garstang. Le numerose decorazioni comprendono: cornici, putti, medaglioni e festoni in cui si inseriscono gli affreschi tardo-settecenteschi. Lo stesso tema decorativo lo si ritrova nella volta a botte piuttosto bassa, sostenuta da pilastri corinzi; mentre alle finestre è possibile ammirare coppie di angeli.
L'oratorio dei Falegnami è reso ancora più particolare dagli arredi lignei risalenti al XVII-XVIII secolo e tutt'oggi visibili al suo interno.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ G. Palermo, Guida istruttiva per Palermo e suoi dintorni, Tipografia di Pietro Pensante, 1858.
- ↑ M. Giuffrè, La Regia Università degli studi di Palermo nella casa dei Teatini in via Maqueda: da Giuseppe Venanzo Marvuglia ad Antonio Zanca (1814-1934), in AA.VV., L'università di Roma La Sapienza e le Università italiane, a cura di B. Azzaro, Gangemi Editore, 2008, p. 317..
- ↑ G. Palermo, Guida istruttiva per palermo e suoi dintorni, Tipografia di Pietro Pensante, 1858, p. 469.
- ↑ L. Sampolo, La R. Accademia degli studi di Palermo. Narrazione storica, Palermo, 1988, rist. an. 1976, p. 192..
- ↑ O. Cancila, Storia dell'Università di Palermo dalle origini al 1860, Roma-Bari, 2006, pp. 208 ss e 378 ss..
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- P. Palazzotto, Palermo. Guida agli oratori. Confraternite, compagnie e congregazioni dal XVI al XIX secolo, Kalòs, Palermo 2004, pp. 101–108 ISBN 888922407X
- G. Purpura, L'Oratorio di S. Giuseppe dei Falegnami e la nascita della Regia Università degli Studi di Palermo, Kalòs, 1999, p. 22.
Altri progetti
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