Chiesa del Quercecchio

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Chiesa del Quercecchio
Museo ornitologico.JPG
Chiesa del Quercecchio, sede del Museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSan Gimignano
Indirizzovia Quercecchio
Caratteristiche
Tiposcienza
Sito web

Coordinate: 43°28′01.23″N 11°02′28.6″E / 43.467008°N 11.041278°E43.467008; 11.041278

La chiesa del Quercecchio è un edificio religioso che si trova in via del Quercecchio a San Gimignano, provincia di Siena, e fa parte dell'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La prima attestazione di questa chiesa risale al 1070 quando, una donazione alla badia di Passignano, viene rogata prope ecclesia sancti Andree qui dicitur da Querciclo; è l'antica sede della confraternita di Santa Fina.

L'interno è interamente decorato da motivi ornamentali riferibili alla fine del Settecento.

Alla piccola chiesetta è annesso l'oratorio di San Francesco con lunette affrescate da Lorenzo Ciardi databili a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo e raffiguranti Storie della vita di san Francesco.

Il Museo ornitologico[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio oggi ospita un piccolo museo con la collezione ornitologica raccolta dalla marchesa Marianna Panciatichi Ximenes d'Aragona Paulucci (convenzionalmente denominata "collezione Panciatichi"), risalente ai primi del Novecento.

Genesi del Museo[modifica | modifica wikitesto]

La marchesa, illustre malacologa fiorentina, nonché, ovviamente, appassionata di ornitologia, fu un esponente di primo piano nei circoli naturalstici italiani dell'epoca.

La collezione si costituì nelle stanze della villa - fattoria del Monte, località posta a metà strada tra San Gimignano, nel cui comune ricade, e Certaldo, principalmente tra il 1866 e il 1911: la preparazione tassidermica degli esemplari fu eseguita principalmente da Riccardo Manganelli, imbalsamatore del Museo della Specola di Firenze; di altri si occupò il famoso tassidermista veronese Vittorio Del Nero.

Nel 1918 la marchesa donò la sua intera collezione (1.260 pezzi all'epoca) al Comune di San Gimignano: dopo essere stata esposta nei locali comunali fu trasferita nel convento di Sant'Agostino, dove rimase fino al 1983.

Il Museo oggi[modifica | modifica wikitesto]

Collocato nella sede attuale nel 1990, il museo espone una selezione di 371 esemplari con l'intento di offrire al visitatore una vasta panoramica dell'avifauna italiana ed europea, ripercorrendo la via evolutiva da cui sono derivate le differenti specie.

Si possono infatti ammirare rapaci diurni e notturni, tutti i principali gruppi di uccelli acquatici, l'intera tipologia di anatre presenti in Italia); non mancano esemplari rari quali una albanella pallida catturata presso San Gimignano, un voltolino, una schiribilla e un re di quaglie, tutti catturati nel territorio toscano, nonché un pollo sultano di origine sicula e una gallina prataiola. Sono presenti anche specie ormai estinte quali il picchio rosso mezzano e il picchio rosso minore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Chianti e la Valdelsa senese, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 1999, p. 88. ISBN 88-04-46794-0
  • Archivio di Stato di Firenze, Diplomatico, Badia di Passignano, 1069(70) febbraio 20 (codice univoco 1243)

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