Ora italica

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La meridiana ad ore italiche della chiesa di Comano (Canton Ticino)
Orologio ad ore italiche con quadrante a 6 ore - Basilica della Santa Casa di Loreto (AN)

L'ora italica, anche detta ora boema, è un metodo di suddivisione del giorno diffusosi a partire dal XIV secolo principalmente in Italia (ma anche in Boemia, Slesia e Polonia), metodo secondo il quale la giornata era divisa in 24 ore della stessa durata, che venivano numerate a partire dal tramonto il quale rappresentava quindi la ventiquattresima ora.

Il vantaggio principale di questo metodo è che rendeva facile calcolare le ore di luce residue, dato che era semplicemente necessario sottrarre l'ora attuale da 24. L'inconveniente fondamentale di tale sistema era invece che, dato che il tramonto si sposta nell'arco dell'anno, lo stesso momento della giornata era individuato con orari diversi al variare delle stagioni: ad esempio, il mezzogiorno corrispondeva all'incirca con le ore diciannove in inverno e con le sedici in estate. Inoltre, la lunghezza delle ore non era costante, variando la distanza di due tramonti successivi di alcuni minuti ogni giorno, in più o in meno a seconda del periodo dell'anno.

Tale metodo di calcolo del tempo venne gradualmente soppiantato dopo la metà del XVIII secolo dalla cosiddetta ora alla francese o ultramontana, usata ancor oggi, che definisce le ore dodici (mezzogiorno) il momento della giornata in cui il sole è allo zenit. L'adozione di tale metodo fu favorita dalla diffusione degli orologi meccanici, i quali per essere regolati sull'ora italica richiedevano aggiustamenti continui che, vista la rudimentale tecnica del tempo, provocavano problemi di manutenzione dei meccanismi. Il passaggio fu poi definitivamente sancito ufficialmente con il dominio napoleonico della penisola italiana.

Testimonianze[modifica | modifica wikitesto]

Tracce di questa vecchia consuetudine nel calcolo del tempo si possono trovare ancora in espressioni rimaste ancora oggi in locuzioni idiomatiche, come ad esempio «portare il cappello sulle ventitré», ad indicare l'inclinazione per riparare gli occhi dai raggi del sole basso sull'orizzonte un'ora prima del tramonto.

Molti esempi di utilizzo di questo tipo di calcolo sono offerti in Italia da orologi solari, che riportano appunto la suddivisione del giorno in ore a partire dal tramonto, come il seicentesco quadrante posto sulla facciata della chiesa di San Rocco di Piazza Armerina[1] o quella sul campanile del duomo di Chivasso[2] o come l'orologio solare che, nel 1797, fu ricavato sulla terrazza della Torre dei Venti dell'Archivio Segreto Vaticano a Roma.

Per quanto riguarda gli orologi meccanici[3] indicanti l'ora italica, si possono citare l'orologio del Duomo di Firenze [4], il cui quadrante fu affrescato da Paolo Uccello[5], il cui meccanismo, recentemente restaurato, muove la sfera in senso antiorario; quello della Torre dell'orologio di Venezia; e l'Orologio astronomico di Praga, in cui un anello del quadrante con le ore in numeri arabi ruota nel corso dell'anno per segnare correttamente l'ora del tramonto. Anche sulla Torre dell'Orologio in Piazza della Loggia a Brescia, il complicato meccanismo originale, installato a metà del XVI secolo, era stato costruito per segnare, oltre alle fasi lunari e ai segni zodiacali, l'ora italiana; tuttavia un restauro ottocentesco ha cercato di correggere, pur non riuscendovi del tutto, il funzionamento "difettoso" che faceva sì che l'orologio anticipasse o ritardasse costantemente durante l'anno rispetto all'ora ultramontana.

Ulteriore testimonianza si ha nel XVII capitolo de I promessi sposi, quando Renzo trascorre una notte in un capanno in riva all'Adda, dopo la fuga da Milano. Il Manzoni scrive: "Quando finalmente quel martello ebbe battuto undici tocchi, ch'era l'ora disegnata da Renzo per levarsi, s'alzò mezzo intirizzito...". Poiché sono trascorsi 2 giorni dal tumulto di San Martino, la vicenda si svolge il 13 novembre 1628. In tale periodo dell'anno, le ore undici corrispondono all'incirca alle 5 del mattino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi Le Meridiane di Piazza, su cronarmerina.blogspot.it. URL consultato il 2 dicembre 2014. pubblicato su Cronarmerina.blogspot.it.
  2. ^ Sistema ad ore uguali “italico”, su arsumbrae.it. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  3. ^ un elenco esaustivo degli orologi si trova anche in Orologi a VI, su scalve.it. URL consultato il 16 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2014).
  4. ^ L'orologio del Duomo: un'opera d'arte che segna l'Ora Italica, su operaduomo.firenze.it. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  5. ^ Paolo Uccello e il suo orologio... Controcorrente!, su operaduomo.firenze.it. URL consultato il 14 ottobre 2014.