Opium (profumo)

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Opium
YSL Opium.jpg
CategoriaProfumo
CasaYves Saint Laurent
GenereDonna
ProfumiereJean Amic, Jean-Louis Sieuzac
Anno di creazione1977
FamigliaOrientale-speziata
Note olfattive
TestaCannella, pepe, arancia, peperoncino
CuoreGarofano, gelsomino, rosa, ylang-ylang
FondoVaniglia, benzoino, patchouli, opoponaco

Opium (pronuncia francese /ɔ'pjɔm/) è un profumo, della casa di moda Yves Saint Laurent, commercializzato a partire dal 1977.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Opium nasce dall'intenzione di Yves Saint Laurent di creare un profumo ispirato alla Cina imperiale.[1] Il suo progetto comincia nel 1972, e nonostante le polemiche legate alla scelta del nome (oppio in italiano), il profumo ottiene un notevole successo in Francia nel 1977, anno del suo lancio, al punto che l'anno seguente viene esportato in tutto il mondo, diventando il profumo di maggior successo per la casa di moda. La confezione è stata realizzata dal designer Pierre Dinand.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

  • Opium pour Homme (1985)
  • Le nuveau Opium (2003)
  • Opium Fleur de Shangai (2005)
  • Opium Fleur Impériale (2006)
  • Opium pour Homme Eau d'Orient (2005)

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Una delle campagne pubblicitarie maggiormente ricordate di Opium è senz'altro quella del 2000 che aveva per protagonista la modella Sophie Dahl. Nei cartelloni pubblicitari che reclamizzavano il profumo, la Dahl appariva completamente nuda, distesa su un tappeto. La campagna promozionale destò talmente tanto scandalo, al punto di essere completamente bandita nel Regno Unito.[2][3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 Opium è stato premiato del riconoscimento FiFi Award sia come miglior profumo femminile dell'anno, che come migliore campagna pubblicitaria.[4] Nel 1993 è stato inoltre inserito nella Fragrance Hall of Fame.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Osmoz.it Opium
  2. ^ Case studies: Study of a nude on a poster, The Advertising Standards Authority. URL consultato il 30 novembre 2008 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2009).
  3. ^ IMDB Sophie Dahl Biography
  4. ^ a b Fifi Award Archiviato il 5 gennaio 2008 in Internet Archive.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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