Ophrys apifera

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Vesparia
Ophrys apifera flower1.jpg
Ophrys apifera
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Ophrys
Specie O. apifera
Classificazione APG
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Ophrys apifera
Huds., 1762
Nomi comuni

Vesparia

La vesparia o fior di vespa (Ophrys apifera Huds., 1762) è una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ophrys apifera flower2.jpg

È una pianta erbacea alta 15–50 cm, con foglie basali ovato-lanceolate o oblunghe, foglie superiori inguainanti e brattee ovato-lanceolate.

L'infiorescenza raggruppa da 3 a 12 fiori con sepali grandi, di colore dal bianco al violaceo, con nervatura centrale e petali corti, pubescenti, di colore dal rosa al verdastro. Il labello è trilobato, con due pronunciate gibbosità villose sui lobi laterali; il lobo mediano, villoso, è di colore bruno, con margine giallastro e appendice triangolare; presenta un disegno variabile, che ricorda l'addome di un insetto, con un'area basale brunastra, lucida, contornata da macchie dal giallo-verde al violaceo.

Il ginostemio è ad angolo retto, con apice allungato e sigmoide. Le masse polliniche, giallastre, subito dopo la fioritura si distaccano dalle logge polliniche e si ripiegano in avanti verso la cavità stigmatica.

Fiorisce da metà aprile a metà luglio

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

È l'unica specie del genere Ophrys che pratica preferenzialmente l'autoimpollinazione: subito dopo la fioritura le caudicole dei pollinii si curvano in avanti favorendo la deposizione del polline sullo stigma sottostante.

Si ritiene che la pianta originariamente si riproducesse come le altre orchidee del genere Orphys sfruttando insetti pronubi attraverso il sistema della pseudocopula. La forma e il colore delle ofridi infatti mimano quelli dell'addome delle femmine di alcuni imenotteri, così che i maschi siano attirati sul fiore, pur privo di nettare, provvedendo quindi all'impollinazione.[1] Lo specifico impollinatore di questa orchidea è tuttavia estinto, costringendo quindi la pianta a ricorrere all'autoimpollinazione, strategia considerata evolutivamente meno vantaggiosa dell'impollinazione incrociata.[2]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È una pianta euromediterranea delle regioni temperate, abbastanza diffusa dall'Atlantico sino al Caucaso.
In Italia è abbastanza diffusa in tutte le regioni.

Cresce in praterie, garighe, macchie, boschi luminosi, ed a volte anche in prati incolti in città, fino ad una altitudine di 1200–1400 m.

Predilige i suoli calcarei e le esposizioni in piena luce o penombra.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

O. apifera var. bicolor

In Italia sono state descritte le seguenti varietà:

  • Ophrys apifera var. aurita (Moggr.) Gremli, si distingue per i petali stretti e lunghi, di colore verdastro.
  • Ophrys apifera var. bicolor Nägeli, si distingue per il labello bicolore (giallastro alla base, brunastro all'apice).
  • Ophrys apifera var. botteronii (Chodat) Asch. & Graebn., labello allungato con macula irregolare
  • Ophrys apifera var. chlorantha (Hegetschw.) Arcang., labello interamente giallo e petali bianchi.
  • Ophrys apifera var. fulvofusca M.P.Grasso & Scrugli, labello interamente bruno-rossastro, privo di macula.
  • Ophrys apifera var. laetitiae J.M.I. Klaver, una nuova varietà rinvenuta nelle Marche e descritta a settembre 2010 [3].
  • Ophrys apifera var. tilaventina Nonis & Liverani, labello rosato, concavo.
  • Ophrys apifera var. trollii (Hegetschw.) Rchb.f., labello oblungo, con disegno irregolare

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Ophrys xalbertiana nothosubsp. grovesii
Ophrys × albertiana nothosubsp. grovesii Gennaio,Gargiulo & Medagli
  • Ophrys × circaea W.Rossi & Prola (Ophrys apifera (Huds., 1762) × Ophrys bombyliflora (Link, 1799))
  • Ophrys × morellensis O.Danesch & E.Danesch (Ophrys apifera (Huds., 1762) × Ophrys candica (E.Nelson ex Soó) H.Baumann & Künkele, 1981)
  • Ophrys × albertiana E.G. Camus (Ophrys apifera (Huds., 1762) × Ophrys holosericea (Burm. f.) Greuter, 1967)
  • Ophrys × albertiana E.G. Camus nothosubsp. grovesii Gennaio, Gargiulo & Medagli, 2013 (Ophrys apifera (Huds., 1762) × Ophrys holosericea subsp. apulica (O.Danesch & E.Danesch) Buttler, 1986)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ledford Heidi, The flower of seduction (PDF), in Nature, vol. 445, 2007, pp. 816-817, DOI:10.1038/445816a, PMID 17314951.
  2. ^ Richard Dawkins, L'orologiaio cieco, Mondadori, luglio 2006, ISBN 978-88-04-56067-8.
  3. ^ Jan Marten Ivo Klaver (2010): Ophrys apifera var. laetitiae J.M.I. Klaver, var. nov.: una nuova varietà dell'ofride fior d'ape rinvenuta nelle Marche, GIROS Notizie 2010; 45: 16-20.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Edagricole, Bologna 1982. ISBN 8850624492
  • T.G. Tutin, V.H. Heywood et Alii, Flora Europea, Cambridge University Press 1976. ISBN 052108489X
  • Rossi W. Orchidee d'Italia. Quad. Cons. Natura 15. Min. Ambiente - Ist. Naz. Fauna Selvatica, Bologna, 2002.
  • Gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee (GIROS), Orchidee d'Italia. Guida alle orchidee spontanee, Cornaredo (MI), Il Castello, 2009, ISBN 978-88-8039-891-2.
  • GIROS notizie n. 54 anno 2013.
  • R. Gennaio, P. Medagli & L. Ruggiero, Orchidee del Salento.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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