Operazione Strade sicure


L'operazione Strade sicure è un'operazione di sostegno alla pubblica sicurezza avviata in Italia nel 2008 dal governo Berlusconi IV e prorogata più volte nel corso degli anni, consistente nell'utilizzo del personale delle forze armate italiane nel contrasto alla criminalità.
Nell'operazione risultano attualmente circa 7 000 militari dell’Esercito Italiano.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Venne stabilita con il decreto legge 23 maggio 2008, n. 92 - successivamente convertito in legge 24 luglio 2008, n. 125. Le prime attività iniziarono il 4 agosto dello stesso anno. Dal 7 febbraio 2011, per effetto della legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (legge di stabilità 2011), è stata posta sotto sorveglianza anche l'autostrada Salerno-Reggio Calabria.[2] È stata prorogata diverse volte con decreto legge n. 78 del 1º luglio 2009[3], fino al 31 dicembre 2013 (legge n. 135 del 7 agosto 2012)[4] ed anche per tutto l'anno 2014.[5] L'operazione è stata poi prorogata fino al 30 giugno 2015, con un aumento degli organici dell'esercito impiegati - da 3 000 a 4 500 unità - e di 600 per Expo 2015,[6] e successivamente fino al 31 dicembre dello stesso anno[7] e poi ulteriormente prorogata per gli anni successivi.
Attività
[modifica | modifica wikitesto]Il decreto legge del 2008 consente al prefetti di chiedere l'intervento il personale delle forze armate italiane in alcune province per la tutela dell'ordine pubblico, contrasto alla microcriminalità ed alla vigilanza a siti e obiettivi ritenuti sensibili,[8] attribuendo a tale personale la qualifica di agente di pubblica sicurezza con l'estensione delle facoltà di cui all'art. 4 della legge 22 maggio 1975, n. 152 (legge Reale),[9] nonché di perlustrazione e di pattuglia in concorso e congiuntamente alle forze di polizia al fine di incrementare la deterrenza nei confronti della microcriminalità, e per servizi di vigilanza a siti e obiettivi "sensibili", nonché di effettuare operazioni di controllo del territorio in aree metropolitane o comunque densamente popolate. La pianificazione e il coordinamento dell'operazione è stata affidata al Comando operativo di vertice interforze (COI).[3]
L'attività include il pattugliamento di strade e/o presidio di obiettivi sensibili, (come centri di prima accoglienza, centri di identificazione ed espulsione), e si svolge in trentotto città: Roma, Milano, Firenze, Napoli, Vercelli, Verona, Torino, Chiomonte, Bologna, Treviso, Caserta, L'Aquila, Catania, Vittoria, Palermo, Messina, Gela, Reggio Calabria, Modena, Gorizia, Crotone, Lamezia Terme, Catanzaro, Foggia, Bari, Brindisi, Trapani, Caltanissetta, Bergamo, Pisa, Pordenone, Monza, Brescia, Parma, Prato, Venezia, Mestre, Padova, Agrigento, Ancona, Pescara, Rimini, Salerno, Genova, Vicenza e in altre città d'Italia.[10][11]
Ai soldati dell’Esercito Italiano impegnati nell’operazione si è attribuita la qualifica di "agente di pubblica sicurezza", escludendo le funzioni di "agente di polizia giudiziaria".[3] Essi possono inoltre identificare e perquisire persone o mezzi di trasporto ed effettuare posti di controllo o di blocco congiunti e non.[11] Sono state inoltre introdotte alcune misure per il contrasto alla prostituzione in Italia conferendo appositi poteri sanzionatori ai sindaci.[12]
Dati statistici
[modifica | modifica wikitesto]Il personale impiegato agli esordi apparteneva all'esercito italiano (inizialmente 2700), alla Marina (inizialmente 220), all'Aeronautica (inizialmente 80) per un massimo 3 000 unità, di cui 2 700 dell'Esercito Italiano, aumentati di 1 250 unità in seguito alla proroga del 2009, che ha anche aumentato il numero di città in cui dispiegare tale personale.[2]
Forze utilizzate
[modifica | modifica wikitesto]Esercito:
- 1º Reggimento bersaglieri
- 1º Reggimento "Granatieri di Sardegna"
- Reggimento "Nizza Cavalleria" (1°)
- 1º Reggimento trasmissioni
- 2º Reggimento Alpini
- 2º Reggimento trasmissioni
- 2º Reggimento "Piemonte Cavalleria"
- 2º Reggimento artiglieria terrestre (pesante campale alpina) "Vicenza"
- 2º Reggimento Genio Guastatori alpini
- 2º Reggimento genio pontieri
- 3º Reggimento genio guastatori
- 3º Reggimento artiglieria terrestre (montagna)
- 3º Reggimento "Savoia Cavalleria"
- 3º Reggimento Alpini
- 4º Reggimento Alpini Paracadutisti
- 4º Reggimento artiglieria contraerei "Peschiera"
- 4º Reggimento genio guastatori
- 5º Reggimento a.ter (lrz) "Superga"
- 5º Reggimento alpini
- 5º Reggimento fanteria "Aosta"
- Reggimento "Lancieri di Novara" (5º)
- Reggimento "Lancieri di Aosta"(6°)
- 7º Reggimento alpini
- 7º Reggimento Difesa NBC "Cremona"
- 8º Reggimento Alpini
- 8º Reggimento bersaglieri
- 8º Reggimento "Lancieri di Montebello"
- 8º Reggimento artiglieria terrestre "Pasubio"
- 8º Reggimento genio guastatori paracadutisti "Folgore"
- 9º Reggimento alpini
- 9º Reggimento Fanteria "Bari"
- 10º Reggimento genio guastatori
- 10º Reparto di Sanità "Napoli"
- 10º Reggimento di manovra
- 11 Reggimento Trasmissioni
- Reggimento Cavalleggeri Guide (19°)
- 21º Battaglione genio pionieri "Timavo"
- 24 Reggimento artiglieria terrestre semovente "Peloritani"[13]
- 32º Reggimento genio guastatori alpini
- 33º Reggimento artiglieria terrestre (semovente) "Acqui"
- 52 Reggimento Artiglieria terrestre" Torino"
- 62º Reggimento fanteria "Sicilia"
- 66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste"
- 121º Reggimento artiglieria contraerei "Ravenna"
- 131º Reggimento carri
- 132º Reggimento carri
- 151º Reggimento fanteria "Sassari"
- 152º Reggimento fanteria "Sassari"
- 183º Reggimento paracadutisti "Nembo"
- 185º Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”
- 186º Reggimento paracadutisti "Folgore"
- 187º Reggimento paracadutisti "Folgore"
- Reggimento lagunari "Serenissima"
- Reggimento artiglieria a cavallo "Voloire"
- Reggimento Genio Ferrovieri
- Reggimento logistico "Julia"
Aeronautica Militare: per vigilare il centro accoglienza a Lampedusa con 65 uomini:
- 65 militari provenienti dal Supporto operativo difesa terrestre (SODT).
Veicoli impiegati
[modifica | modifica wikitesto]Divisa e Armamento
[modifica | modifica wikitesto]I militari impiegati nell' "Operazione Strade Sicure" sono equipaggiati con l’uniforme da combattimento e il copricapo di specialità, con aggiunta del giubbotto antiproiettile o combat jacket e della maschera antigas. I militari impiegati sono armati con Sfollagente, Beretta ARX 160, Beretta AR 70/90, Beretta PB 92 FS.
A partire da giugno 2025, verrà consegnato un primo lotto da 13 500 polo e cappellini destinati ai militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure”. Altre 45 mila unità dello stesso corredo saranno consegnate circa nell’estate 2026. In totale verranno consegnati quasi 60 mila nuovi capi.[15]
Costo
[modifica | modifica wikitesto]La Corte dei Conti, nella sua Deliberazione n. 4/2013/G[16], ha dato un giudizio positivo sull'operazione, nel suo complesso, non riscontrando lacune o anomalie nella gestione dei fondi stanziati per tali attività. Le perplessità sollevate riguardano uno scostamento tra le previsioni di spesa del Ministero dell'Economia e delle Finanze e i costi effettivamente sostenuti dal Ministero della Difesa, il disallineamento tra il trattamento economico riservato agli operatori dell'Esercito e quello degli agenti di Polizia e Carabinieri, nonché l'impiego dei soldati nelle attività di perlustrazione e pattuglia: i togati, infatti, ritengono sia più efficace il loro utilizzo in servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili.
Sul fronte economico, dal 2008 al 2013 sono stati spesi 383,6 milioni di euro, di cui 358,30 milioni per la mobilitazione dell'Esercito e 25,30 per le forze di polizia. Nel 2016, l'Operazione Strade Sicure ha richiesto 83 milioni di euro (la cifra include anche il finanziamento dell'Operazione Terra dei Fuochi[17]
Critiche
[modifica | modifica wikitesto]L'operazione è stata criticata da più parti in quanto il ricorso alle forze armate sarebbe stato dettato da un'operazione di tipo ideologico a fini di propaganda politica del governo Berlusconi IV; peraltro il decreto del 2008 introduceva una serie di disposizioni in tema di diritto penale, come ad esempio il reato di immigrazione clandestina.[18]
Secondo la CGIL la proroga dell'operazione sarebbe una mera scelta di propaganda politica, per nascondere i problemi circa la mancanza di fondi e di organici delle forze di polizia italiane, come rimarcato in un dossier diffuso nell'agosto del 2014 dallo stesso sindacato, realizzato insieme al SILP[19].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Operazione, su esercito.difesa.it. URL consultato il 9 settembre 2017.
- ^ a b "Strade Sicure", in esercito.difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2013).
- ^ a b c Operazione "Strade Sicure", in difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
- ^ Operazione Strade Sicure, in difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
- ^ Art. comma 264 legge 13 dicembre 2013, n. 137
- ^ Strade Sicure: 4.800 soldati fino al 30 giugno. 600 per Expo 2015 da grnet.it, 13 febbraio 2015
- ^ prorogata l'operazione strade sicure da rainews.it, 1º luglio 2015 Archiviato il 5 luglio 2015 in Internet Archive.
- ^ Art. 7 comma 1 decreto legge 23 maggio 2008 n. 92
- ^ Art. 7 bis legge 24 luglio 2008, n. 125
- ^ "Strade Sicure": I Compiti, in esercito.difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2013).
- ^ a b Il concorso delle Forze Armate nel controllo del territorio, in difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
- ^ Francesco Morelli, I nuovi poteri attribuiti ai sindaci in materia di sicurezza urbana (L. 125/2008), su altalex.com, 1º dicembre 2008.
- ^ 24º reggimento artiglieria terrestre semovente "Peloritani", su esercito.difesa.it (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
- ^ La storia, in marina.difesa.it. URL consultato l'8 dicembre 2013.
- ^ "Strade Sicure" cambia pelle: in arrivo 60 mila polo e cappellini per i militari in servizio, su infodifesa.it, 27 maggio 2025.
- ^ Deliberazione n. 4/2013/G (PDF), su corteconti.it. URL consultato il 28 agosto 2016 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2016).
- ^ senato.it.
- ^ di Fulvio Vassallo, da terrelibere.org, 23 luglio 2008, su terrelibere.org.
- ^ Strade sicure: per la Cgil rappresenta una operazione di pura facciata di Marco Luca Cornellini, da notizie.tiscali.it 16 gennaio 2015, su notizie.tiscali.it. URL consultato il 28 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Operazione "Strade Sicure", su esercito.difesa.it.
- Operazione "Strade Sicure", su difesa.it (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2013).