Operazione Mongoose

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L'operazione Mongoose (operazione mangusta), conosciuta anche come The Cuban Project, è un'operazione progettata e designata dalla CIA durata tra il 1961 ed il 1975.

[1] La prima pagina di un verbale di riunione del gruppo speciale di Operation Mongoose, 4 ottobre 1962.

Voluta dall'amministrazione Kennedy, portò alla realizzazione in 14 mesi di 5.780 azioni terroristiche e 716 sabotaggi ad infrastrutture economiche cubane.Il suo obiettivo principale era quello di destabilizzare il governo comunista di Fidel Castro, tuttavia non ebbe successo, anzi, aumentò la sua popolarità a Cuba.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il governo di Dwight Eisenhower, spie statunitensi erano state inviate sul suolo cubavano col compito di valutare il ruolo di Castro all'interno del movimento comunista che si stava affermando nel paese dopo la caduta del governo dittatoriale di Batista. Le dichiarazioni politiche dell'allora primo ministro Fidel Castro, che non appoggiava l'ideologia comunista, ma non ne ostacolava neanche la crescita, persuase il governo americano ad attuare, nel 1959 il Cuban Project al fine di sostituire il leader cubano e la cancellazione del comunismo nel continente americano. Approvata nel 17 aprile 1960 dal presidente statunitense, l'operazione venne denominata "A Program of Covert Action Against the Castro Regime".Il programma era articolata in più fasi, nelle quali intendeva:

  • spingere i movimenti comunisti dell’isola ad unirsi all'opposizione
  • fornire copertura agli agenti governativi statunitensi
  • operare una successiva forte propaganda contro il comunismo
  • creare una piccola base militare per le esercitazioni
  • creare un'organizzazione fantasma per raccogliere informazioni sul paese.   

Ebbe un finanziamento iniziale di 4,4 milioni di dollari, che si aggiunsero a spese minori fatte per la propaganda, l'organizzazione militare e le azioni politiche[1].

Operativamente, nel corso della sua attuazione, vennero fatti dagli agenti governativi statunitensi numerosi sabotaggi, tra cui l'utilizzo delle penne contenenti LSD per rovinare le conferenze di Castro.[2] 

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 novembre 1961, dopo il fallimento dell'Invasione della baia dei Porci, fu organizzato un nuovo comitato sotto il presidio del successivo presidente americano John Fitzgerald Kennedy, formato da il generale Lansdale, il direttore della CIA John McCone, Richard Goodwin, e il generale Lansdaleper, per attuare un nuovo piano contro il nuovo movimento cubano, denominato poi Mongoose Operation.[3]

Lo scopo di questa nuova operazione era di far sembrare Cuba una minaccia per il mondo occidentale, per rendere poi giustificato un attacco militare, in quanto Cuba non ancora membro del patto di Varsavia.[4]. Il Cuban Project ebbe un ruolo fondamentale nell'avvenimento della Crisi dei missili di Cuba del 1962. Le cause per cui l'operazione terminò era il disaccordo tra le organizzazioni anti-Castro e i dipartimenti americani coinvolti e il numero di persone coinvolte non sufficiente, cioè quasi 1500 persone, e che "se il progetto fosse stato più organizzato e controllato, non saremmo dipendenti dalle decisioni del presidente" secondo il generale Pfeiffer.[5] Una volta conclusa l'Operazione Mongoose, il presidente Kennedy cercò, come dimostrano i documenti dell'Archivio di Sicurezza Nazionale americano, di instaurare un legame pacifico tra le due nazioni. I documenti riportano che "la visione del problema di Cuba fu vista solo da una sola prospettiva", anche se le operazioni precedenti contro Cuba indebolirono i rapporti. [6]

Sabotaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'Invasione nella Baia dei Porci, la Central Intelligence si rivolse a Robert Maheu per l'assassinio del capo di stato. Quest'ultimo, un ex dipendente della Centrale che lavorava come investigatore privato, aveva come il ruolo il reclutamento di persone per attuare il compito designato, visto che ritenevano inopportuno il riconoscimento americano in queste azioni. Egli chiamò John Roselli, una figura con contatti criminali a Las Vegas, per l'eliminazione di Castro, sotto compenso di 150,000$[8]. L'azione prevedeva il reclutamento di persone per la consegna di pillole avvelenate per compiere l'assassinio. Il piano ripartì nel 1962 dove Rosselli discusse i movimenti successivi ad William King Harvey. I cubani reclutati durante l'operazione, richiesero un rifornimento d'armeria oltre alle pillole, ma il piano non andò a segno in quanto dopo di ciò i cubani non parteciparono.[9]Durante il governo di Eisenhower, da marzo ad agosto del 1960, la CIA mise in atto diversi complotti contro Castro tra cui, secondo il rapporto del loro ispettore generale del 1967 introdusse un piano per colpire lo studio di Castro con dello spray che emanava una sostanza chimica i cui sintomi sono simili alla LSD, ma rifiutato poiché materiale irreperibile, inoltre la Technical Services Division dichiarò che impregnarono un box di sigari con una sostanza chimica non specificata prima del suo discorso per creare disorientamento durante le conferenze. Un altro tentativo all'assassinio di Fidel Castro attraverso i sigari venne organizzato nel 1960 ma reso effettivo solo nel 13 febbraio 1961 attraverso il botulino.[1] Secondo la Commissione Church un volontario cubano aderì di unirsi alla CIA per collezionare dati riguardanti il governo di Cuba, e ammise di conoscere Raúl Castro, fratello di Fidel. Anche se non fu nei piani della CIA di uccidere Raúl, il quartier generale rispose che l'eliminazione dei leader comunisti era la priorità e la scelta delle azioni future riguaranti il fratello Raúl dipendevano dalla sua collaborazione, e nonostante il pagamento di 10 mila dollari e la promessa del college al figlio, il collaboratore cubano fallì nell'assassino del leader. Prima dell'Invasione nella Baia dei Porci, la Central Intelligence si rivolse a Robert Maheu per l'assassinio del capo di stato. Quest'ultimo, un ex dipendente della Centrale che lavorava come investigatore privato, aveva come il ruolo il reclutamento di persone per attuare il compito designato, visto che ritenevano inopportuno il riconoscimento americano in queste azioni. Egli chiamò John Roselli, una figura con contatti criminali a Las Vegas, per l'eliminazione di Castro, sotto compenso di 150,000$[2]. L'azione prevedeva il reclutamento di persone per la consegna di pillole avvelenate per compiere l'assassinio. Il piano ripartì nel 1962 dove Rosselli discusse i movimenti successivi ad William King Harvey. I cubani reclutati durante l'operazione, richiesero un rifornimento d'armeria oltre alle pillole, ma il piano non andò a segno in quanto dopo di ciò i cubani non parteciparono.[3]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]