Operazione Mato Grosso

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L'Operazione Mato Grosso (OMG) è un è un movimento di volontariato educativo missionario che svolge un insieme di attività in America Latina, volte ad educare e a favorire i più bisognosi. Sebbene sia formalmente aconfessionale, cioè privo di una precisa identità politico-religiosa, le attività dell'OMG in missione sono principalmente caratterizzate da uno spirito cristiano cattolico.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'OMG nasce in val Formazza (Ossola) nel 1967, quando un gruppo di giovani, guidato dal padre salesiano Ugo De Censi (1924-), decide di andare in Brasile, precisamente a Poxoréo, nello stato del Mato Grosso, per costruire una scuola. Al rientro in Italia iniziano ad organizzarsi in gruppi, a partire da Arese, per continuare ad aprire nuove spedizioni sostenendole con il ricavato dei loro lavori.


A confronto con i Salesiani[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua nascita l'OMG fu confrontata ai fermenti culturali e politici iniziati con il Sessantotto che si tradussero nel suo seno con un discorso più attento alle tematiche terzomondiste che non all'ottica missionaria dei Salesiani di cui veniva criticata l'impostazione assistenziale. Quest'ultima ottica era ripresa da Ugo De Censi, alla testa dell'OMG, ma lui stesso fu oggetto di critiche da parte dei suoi superiori che diffidavano della sua autonomia a malapena tollerata e non condividevano la mancanza di regole scritte dell'organizzazione nonché la troppo disinvolta apertura ai laici dell'opera missionaria (solo nel 1992 vi fu un accordo giuridico e definitivo fra De Censi e i suoi superiori che gli conferì la libertà di continuare a seguire l'OMG attraverso la formula "ABSENTIA A DOMO RATIONE APOSTOLATUS" ovvero "Assenza dalla Casa Religiosa per Motivazioni Apostoliche"). Se all'inizio l'OMG fu accolta, per ragioni logistiche, dai Salesiani installati in America latina, per forza di cose essa divenne in pochi anni del tutto autonoma rispetto al movimento salesiano di cui comunque non fu mai un'emanazione.

I primi conflitti si ebbero in Brasile. A Sangradouro, presso Poxoréo nel Mato Grosso, l'OMG coadiuvava i Salesiani nell'azione di assistenza agli indios Xavantes. Nel 1971 l'OMG stava portando a termine l'ospedale e si apprestava a costruire un ambulatorio nei dintorni, a São Marcos. Ma le divergenze nel modo di trattare gli indios, i cui figli erano internati a fini educativi, portò all'allontanamento dell'OMG da parte dell'Ispettore di parte salesiana. I motivi addotti, consegnati in una lettera a Ugo De Censi del 30 maggio 1973, non lasciano dubbi: i Salesiani non tolleravano altri punti di vista nella gestione delle popolazioni indie. L'anno seguente non si opposero alla politica di confisca delle terre indie[1]. A Paraíso do Leste, nei pressi di Poxoréo, arrivato nel 1968, è morto l'anno dopo un volontario, Claudio Zebelloni (1946-1969), travolto dal suo trattore[2] mentre trasportava sassi per la costruzione del centro sociale che porterà poi il suo nome.

Terzomondismo e aconfessionalità[modifica | modifica wikitesto]

Tre altre spedizioni, aperte pure nel Mato Grosso, l'una a Jauru nel gennaio 1972, una seconda nei pressi di Jauru nell'aprile 1973 (a Taquaruçu) e l'ultima a Reserva do Cabaçal nel 1974, ebbero particolare eco nel movimento perché furono l'occasione di un confronto, assai polemico, fra le scelte terzomondiste e laiche da un lato e le posizioni di chi considerava i volontari dell'OMG come semplici coadiuvanti dei missionari. Il pomo della discordia fu costituito dalla volontà del sacerdote romano Nazzareno Lanciotti (3 marzo 1940-22 febbraio 2001), non condivisa da tutta la spedizione, di costruire una chiesa a Jauru, in più dell'ospedale. Nonostante le polemiche Padre Nazzareno mandò in porto il suo progetto (la chiesa, ultimata nel 1975, fu opera del capomastro Vittorio Fasani, volontario laico svizzero). Dopo aver abbandonato l'OMG egli divenme un dirigente eminente dei Mariani in Brasile. Nel febbraio 2001 fu assassinato da sicari in un contesto di sconfitta elettorale locale del candidato opposto a quello cattolico (si è parlato di delitto politico[3] e di una vendetta degli ambienti proprietari e massoni). Nell'ambito della Chiesa cattolica, è in corso una domanda di beatificazione. A Jauru, sulla via principale che porta il suo nome, un vistoso monumento ricorda lo scomparso mentre su una lapide commemorativa posta sull'ospedale sta scritto : "Opera realizzata da Padre Nazareno [sic] Lanciotti con la comunità di Jauru e dei benefattori", senza quindi alcuna allusione all'opera fondatrice dell'OMG.

La polemica sulla chiesa di Jaurù incrinò i rapporti tra i volontari dell'OMG e il clero della diocesi di São Luís de Cáceres retta all'epoca dal vescovo Máximo André Biennès che, in un primo tempo, aveva dato il suo benestare a De Censi all'insediamento dei gruppi OMG nella sua diocesi. Il vescovo, durante alcune riunioni con i volontari e in un viaggio in Italia, si rese conto della diffusa presenza di quelle stesse posizioni laiche che si esprimevano nei gruppi di volontari OMG della sua diocesi. M. A. Biennès revocò il suo benestare e chiese a De Censi di ritirare i tre gruppi. Jaurù, Reserva do Cabaçal e Taquaruçu furono chiuse o si svuotarono con il progressivo ritorno in Italia dei volontari. Le tre spedizioni furono cancellate dalla geografia dell'OMG, fatto che mise una seria ipoteca sulla possibilità di convivenza tra laici e cattolici, e tra terzomondisti e assistenzialisti.

In Italia, i gruppi conobbero fra il 1971 e il 1974 intensissimi dibattiti d'idee. Una fronda, che intendeva sviluppare un discorso politico critico nei confronti dell'assistenzialismo, aveva cominciato ad organizzarsi fra una serie di gruppi (Sesto San Giovanni, Varese, Lugano, ecc.) presentando le proprie posizioni al raduno nazionale del 1973. A Lugano, in Svizzera, il gruppo, che contava un nucleo di volontari reduci dal Mato Grosso, decise di far scissione nel 1975 impegnandosi nel volontariato e in un lavoro di contro-informazione in favore dei popoli africani dell'area lusofona impegnati allora nella costruzione di Stati socialisti (Guinea-Bissau, ecc.). Da questa scissione nacque nel Canton Ticino il Movimento di controinformazione sul sottosviluppo.

Dopo la ricaduta di questa effervescenza post-sessantottina, vissuta da don Ugo come un periodo di crisi dell'OMG[4] e che si tradusse con l'abbandono dell'Operazione di molti volontari, Padre De Censi riprese il controllo completo dell'organizzazione. Nel 1976 poteva perciò partire lui stesso in missione, in Perù, senza far più ritorno in Italia in pianta stabile.

Assistenzialismo o cooperazione?[modifica | modifica wikitesto]

L'assistenzialismo sta alla base dell'ideologia cattolica del movimento, ma sin dagli anni settanta vi furono progetti che cercavano di coinvolgere le popolazioni autoctone, specialmente fra le comunità andine ecuadoriane, boliviane e peruviane. Così, ad esempio, per limitarci all'Ecuador, meritano di essere ricordate la costruzione della segheria a Sucua, gestita da una cooperativa, e, sin dal 1970, per opera fra l'altro di Gabriella Bianchini, del maglificio a Salinas[5], nonché la partecipazione dell'Operazione Mato Grosso all'opera di allestimento dei caseifici rurali fra gli Indios ecuadoriani, a partire dal 1978[6].

A confronto con il Sentiero Luminoso[modifica | modifica wikitesto]

Nella cordigliera andina del Perù l'attività umanitaria dell'OMG è stata negli anni '80-90 scoraggiata dal movimento guerrigliero maoista Sendero Luminoso: l'accusa rivolta ai missionari era di mantenere il popolo in uno stato di soggezione nei confronti di un ordine sociale che impediva la riforma agraria e la presa di coscienza dell'identità india. Alcuni volontari furono minacciati con le armi per farli desistere dalle loro attività. L'apice di questo periodo di tensione fu l'uccisione il primo ottobre 1992 del missionario laico valtellinese Giulio Rocca (1962-1992), animatore di una cooperativa giovanile d'intaglio del legno a Jangas[7].

Dopo la fine della rivolta senderista, un altro fatto di sangue scosse l'OMG nelle Ande peruviane. Il 16 marzo 1997, a San Luis (Ancash), il sacerdote di Faenza fidei donum Daniele Badiali fu rapito da banditi con richiesta di riscatto. Il rapitore lo uccise il giorno seguente con un colpo alla nuca, probabilmente perché era stato riconosciuto dall'ostaggio.

L'OMG oggi[modifica | modifica wikitesto]

Oggi l'OMG è presente in oltre 40 comunità in Perù, 17 in Ecuador, 9 in Bolivia e 12 in Brasile.

In Italia è presente il motore dell'operazione; infatti i gruppi di ragazzi presenti in Italia (un tempo anche nella Svizzera Italiana), sostengono da lontano il lavoro svolto nelle diverse missioni in Perù, Ecuador, Brasile, Bolivia grazie a svariate attività, tra cui: raccolta carta, viveri, taglio erba, pulizia boschi, imbiancature, mercatini dell'usato e soprattutto campi di lavoro durante i weekend, l'estate e il periodo natalizio.

Il gruppo ha costruito e gestisce diversi rifugi alpini. Tra questi ricordiamo:

In Italia sono presenti oltre 130 gruppi che formano insieme un numero di circa 1500 volontari tra giovani e famiglie.[10] Ogni due anni il fondatore del movimento, l'ormai anziano Padre Ugo De Censi, rientra in Italia per tenere dei ritiri spirituali a cui partecipano solitamente una buona parte dei volontari dell'operazione Mato Grosso.

Valori dell'OMG[modifica | modifica wikitesto]

L'OMG promuove l'idea che per mezzo del lavoro, i ragazzi possono intraprendere una strada che porta loro a scoprire dei valori giudicati importanti, quali:

  • la fatica;
  • il “dare via” gratis;
  • la coerenza tra le parole e la vita;
  • lo spirito di gruppo;
  • l'attenzione ai problemi altrui;
  • il tentativo di imparare a volere bene alle persone;
  • la capillarità tra i gruppi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi Teodorico Fernandes da Silva, Novas terras, novos céus: a educação escolar entre os Xavante de Sangradouro (1970 -1980), "Revista de educaçāo pública", n° 12, luglio-dic. 1998, in linea su http://www.ufmt.br/revista/arquivo/rev12/novas_terras.html
  2. ^ Claudia Vescovini (a cura di), Forza, non sei solo! Documenti e testimonianze su un giovane morto per i poveri, Torino, Gribaudi, 1971.
  3. ^ Vedi la cronaca dell'arresto degli assassini, un anno dopo, sul locale "Diário di Cuiabá", 29 gennaio 2002, ora su http://www.diariodecuiaba.com.br/detalhe.php?cod=86358
  4. ^ Vedi la biografia, già citata, su http://www.adottauntetto.com/cvPadreUgo.pdf
  5. ^ Sull'esperienza di Gabriella Bianchini, più tardi responsabile di un Dipartimento sociale all'università cattolica di Quito, vedi http://www.ayudadirecta.org/it/volontariato/articolo_gabriella-bianchini-tavella-un-vulcano-in-attivita-sulle-ande-a2003-2-29.htm
  6. ^ Partecipazione ricordata da Roland Treillon, L'innovation technologique dans les pays du sud, Parigi, Karthala, 1992
  7. ^ Vedi una testimonianza biografica su Giulio Rocca
  8. ^ http://www.rifugiodegliangeli.it
  9. ^ Nuovo rifugio alpino, comune.saintrhemyenbosses.ao.it. URL consultato l'8-11-2011.
  10. ^ http://www.operazionematogrosso.org/content/view/17/45/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ugo De Censi, L'Operazione Mato Grosso, in "Animazione sociale", 1, 1972, p. 112-116.
  • Luis María Gavilanes del Castillo, El FEPP. Llamada, pulso y desafío. El caminar de XXV años del "Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio" desde la inspiración cristiana de su fundador, Monseñor Cándido Rada, Ed. FEPP, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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