Operazione Damocle

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Il primo ministro israeliano David Ben Gurion e il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser

L'operazione Damocle fu una covert operations del Mossad israeliano che si tenne nell'agosto del 1962, che mirava a scienziati e tecnici tedeschi, già impiegati nel programma dei razzi della Germania nazista, che stavano sviluppando razzi per l'Egitto in un sito militare conosciuto come Factory 333. Secondo Otto Joklik, uno scienziato austriaco coinvolto nel progetto, i razzi in fase di sviluppo erano stati programmati per utilizzare rifiuti radioattivi.[1]

Le tattiche principali erano l'utilizzo di bombe carta e l'esecuzione di rapimenti. Nel marzo 1963, il primo ministro israeliano David Ben Gurion chiese le dimissioni dell'allora capo del Mossad, Isser Harel, sull'operazione che ha effettivamente terminato. L'operazione e la pressione diplomatica hanno portato gli scienziati fuori dall'Egitto entro la fine del 1963.

Il programma missilistico egiziano[modifica | modifica wikitesto]

Un missile V-2

Il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser nel 1956 voleva rimodernare il suo esercito con nuove fabbriche di aeroplani e missili coinvolgendo scienziati tedeschi.[2] Decise però di non fare affidamento sull'Occidente o sull'Unione Sovietica per quanto riguarda i missili, in quanto tale accordo sarebbe incompatibile con la politica dell'Egitto di non schieramento nella guerra fredda. Un programma di missili "autoctoni" era quindi l'unico modo in cui l'Egitto avrebbe potuto abbinare la tecnologia militare del nemico, ovvero lo Stato d'Israele.[3] All'epoca, la tecnologia dei missili era scarsa in Medio Oriente, per cui l'Egitto doveva guardare ai paesi europei per materiale e competenza. Hassan Sayed Kamil, un rivenditore di armi egiziano-svizzero, ha fornito all'Egitto materiale dalla Germania occidentale e dalla Svizzera, nonostante entrambi i paesi hanno leggi ufficiali che vietano la fornitura di armi ai paesi del Medio Oriente.[3] Molti degli scienziati tedeschi della Germania dell'Ovest erano stati precedentemente coinvolti nel programma missiliistico della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, lavorando a Peenemunde per sviluppare il razzo V-2, altri invece avevano lavorato per il programma di un missile francese nel dopo guerra.[4][5]

Il programma missilistico egiziano fu scoperto dal mondo quando il presidente Nasser ha dichiarato che le forze armate avevano missili a propellente liquido in grado di "colpire un bersaglio a sud di Beirut".[6] Testò un lancio con successo nel luglio 1962 e poi ha fatto sfilare due nuovi tipi di razzi per le strade del Cairo, provocando interessi e scosse in tutto il mondo.[3][7] Il flusso di esperienze nel campo missilistico che ha accumunato la Germania dell'Ovest all'Egitto ha danneggiato i rapporti tra Israele e la Germania occidentale, tuttavia non ha impedito il pagamento delle riparazioni e la fornitura segreta di armi a Israele da parte della Germania occidentale.[3] Israele è diventato sempre più interessato al programma dopo che uno scienziato australiano scontento con esso si è avvicinato al servizio segreto israeliano e ha sostenuto che gli egiziani stavano cercando di dotare il missile con materiale radioattivo e di procurare le testate nucleari.[1]

A metà agosto, il Mossad è riuscito a ottenere un documento scritto dallo scienziato tedesco Wolfgang Pilz, che descrive alcuni aspetti della Fabbrica 333 - il numero di razzi in costruzione (900) e prove aggiuntive più deboli che esistono piani per sviluppare sostanze chimiche, biologiche e le testate a combustione di gas per questi razzi.[1] Per ottenere il sostegno della popolazione israeliana, il capo di Mossad ha introdotto storie su armi sviluppate dagli scienziati tedeschi in Egitto.[8]

Otto Skorzeny, già noto per aver liberato Benito Mussolini durante l'operazione Quercia, affiancò il Mossad con l'obiettivo unico di trovare un certo "Valentino", il responsabile della sicurezza per gli scienziati tedeschi.[2] Intanto a Monaco di Baviera nel settembre 1962 si perdono le tracce del direttore della società egiziana Intra Heinz Krug, ucciso dagli israelini facenti capo a Yitzhak Shamir, futuro premier del governo conservatore, ex componente della Lohamei Herut Israel (i "combattenti per la libertà d'Israele") ovvero la "banda Stern" ed esperto nel compiere omicidi, così come fece durante questa operazione.[6] Il tutto si concluderà quando gli agenti israeliani, corrotto il capo dell'intelligence egiziana Mahmud Khalil, sveleranno l'inesistenza del piano d'aggiornamento nel campo missilistico.[2]

Attacchi agli scienziati tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

Per l'eliminazione degli scienziati tedeschi prestati al nemico Egitto, Israele minacciava le loro famiglie di violenza per convincerli a tornare in Europa.[9][10][11] [12] Il Mossad ha fornito una piccola unità operativa, guidata dal futuro primo ministro israeliano Yitzhak Shamir, ma dal momento che mancava una divisione operativa in quel momento, ha utilizzato principalmente unità della Shin Bet per eseguire gli attacchi.[5]

  • Un pacco inviato allo scienziato del razzo Wolfgang Pilz esplose nel suo ufficio quando fu aperto il 27 novembre 1962, ferendo la sua segretaria.[4][13]
  • Un pacco inviato alla fabbrica di Heliopolis ha ucciso cinque operai egiziani.[13]
  • Una pistola sparò a un professore della Germania dell'Ovest, nella città di Lörrach dove lavorava nel campo dell'elettronica per l'Egitto. Il proiettile lo ha mancato e l'uomo è fuggito in macchina.[4]
  • Heinz Krug, 49 anni, il capo di una società di Monaco che forniva attrezzature militari in Egitto è scomparso nel settembre del 1962 e si crede che sia stato ucciso.[10] Krug è stato direttore di un'azienda egiziana che operava fuori da Monaco e che era coinvolta nella costruzione di missili per l'Egitto. Secondo Dan Raviv e Yossi Melman, Krug è stato ucciso da Otto Skorzeny.[14]
  • Hans Kleinwachter, uno scienziato che ha lavorato al progetto di razzi V-2, subì un attentato nel febbraio 1963, ma il tentativo fallì a causa di un malfunzionamento dell'arma.[5]

Esposizione pubblica dell'operazione[modifica | modifica wikitesto]

Due agenti di Mossad, Joseph Ben-Gal, un israeliano e Otto Joklik, austriaco, furono arrestati in Svizzera per aver minacciato Heidi Goercke, figlia di un esperto di guida elettronica in campo missilistico della Germania occidentale che lavora nella fabbrica 333; Paul-Jens Goercke.[3] Gli ordinarono di persuadere Goercke a ritornare in Germania, minacciando la loro sicurezza se non avesse rispettato l'ordine. Furono arrestati per coercizione e operazioni illegali per conto di uno Stato straniero.[4] Le indagini svizzere hanno rivelato che furono coinvolti gli stessi anche nel rapimento di Krug e nel tentativo di assassinio su Kleinwachter.[3] Gli arresti causarono uno scandalo pubblico per Israele.[15] Israele ha negato pubblicamente le affermazioni, affermando che i suoi agenti hanno utilizzato solo metodi di "persuasione pacifica".[4]

Dimmissioni di Isser Harel[modifica | modifica wikitesto]

L'allora capo del Mossad, Isser Harel

A seguito della cattura di Adolf Eichmann, Isser Harel si preoccupava dell'Olocausto che ha indurito il suo atteggiamento verso gli scienziati tedeschi.[5][16] Ha detto quando ha contestato l'operazione, "Ci sono persone che sono marcate a morire".[8]

La campagna si è conclusa quando il primo ministro israeliano David Ben-Gurion ha chiesto che il Mossad fermasse gli attacchi perché era preoccupato per le conseguenze sulle relazioni Germania-Israele. Allora, il ministro degli esteri Golda Meir e i diplomatici israeliani che stavano cercano di costruire relazioni tra la Germania Ovest e Israele, furono furiose agli attacchi. Harel fu costretto a dimettersi e Meir Amit, suo successore a capo del Mossad, affermava che Harel aveva sopravvalutato il pericolo per Israele rappresentato dai programmi per le armi dell'Egitto. Yitzhak Shamir e altri si sono dimessi dal Mossad in protesta contro il trattamento di Harel.[5] David Ben-Gurion lasciò il suo posto tre mesi dopo.[8]

La combinazione delle minacce di morte e della pressione diplomatica ha portato con successo gli scienziati fuori dall'Egitto entro la fine del 1963.[17] Dal 1967 il programma di razzi dell'Egitto era rimasto in sospeso e l'Egitto si è rivolto all'Unione Sovietica per le forniture che hanno fornito l'Egitto con i razzi di Scud B.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Ian black e Benny Morris, Israel's Secret Wars: A History of Israel's Intelligence Services, Grove Press, 1992, pp. 193–200, ISBN 0-8021-3286-3.
  2. ^ a b c Eric Salerno, Mossad base Italia. Le azioni, gli intrighi, le verità nascoste, Il Saggiatore, 14 luglio 2010, 255 pagine
  3. ^ a b c d e f (EN) George Lavy, Germany and Israel: moral debt and national interest, Routledge, ottobre 1996, pp. 59–71.
  4. ^ a b c d e (EN) Middle east: Trouble for 333, Time Magazine, 5 aprile 1963. URL consultato il 21 ottobre 2010.
  5. ^ a b c d e (EN) Yossi Melman, Targeted killings — a retro fashion very much in vogue (IL), Haaretz, 24 marzo 2003. URL consultato il 21 ottobre 2010.
  6. ^ a b Vincenzo Vinciguerra, Storia cronologica del conflitto mediorientale, 29 maggio 2015, 402 pagine
  7. ^ (EN) Egypt's Missile Efforts Succeed with Help from North Korea, Wisconsin Project on Nuclear Arms Control, 1996 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2016).
  8. ^ a b c (EN) Israeli spy who snared Eichmann (AU), Sydney Morning Herald, 15 aprile 2003. URL consultato il 21 ottobre 2010.
  9. ^ Giulio Meotti, “Spie dell’Armageddon”, così il Mossad ha ucciso gli scienziati iraniani, su Il Foglio, 29 luglio 2012
  10. ^ a b (EN) Loch K Johnson, Strategic Intelligence, vol. 1, Praeger Security International, dicembre 2006, p. 68.
  11. ^ (EN) Gregory F Giles, Continuity and Change in Israel's Strategic Culture, Defense Threat Reduction Agency. URL consultato il 21 ottobre 2010.
  12. ^ (EN) Matt Webster, Inside Israel's Mossad: The Institute for Intelligence and Special Tasks, Rosen Publishing, marzo 2003, pp. 40, 63.
  13. ^ a b (EN) Owen L Sirrs, Nasser and the missile age in the Middle East, Routledge, gennaio 2006, pp. 59–82, 224.
  14. ^ (EN) Dan Raviv e Yossi Melan, The Strange Case of a Nazi Who Became an Israeli Hitman, Haaretz, 27 marzo 2016. URL consultato il 22 marzo 2017.
  15. ^ (EN) A brief history of Israeli espionage scandal, Reuters, 17 febbraio 2010. URL consultato il 22 ottobre 2010.
  16. ^ (EN) Eric Silver, Isser Harel: Israeli spymaster who abducted Eichmann (London), The Independent, 20 febbraio 2003. URL consultato il 21 ottobre 2010.[collegamento interrotto]
  17. ^ (EN) Pilz, Wolfgang, su Astronautix, Encyclopedia Austronautica.
  18. ^ (EN) Country profiles: Egypt, Nuclear Threat Initiative.