Onorio Augustodunense

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Onorio Augustodunense (in latino Honorius Augustodunensis), chiamato tradizionalmente Onorio d'Autun e oggi anche Onorio di Ratisbona (10801154) è stato un monaco, teologo e filosofo tedesco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Malgrado un secolo di ricerche [1] effettuate sulla figura di Onorio, nulla di decisivo si è potuto definire intorno alla sua vicenda storica. Nell’ultimo capitolo del IV libro del suo scritto De luminaribus ecclesiae è riportata la notizia che «Honorius, Augustodunensis ecclesiae presbyter et scholasticus, non spernenda opuscola edidit», seguita da un elenco di sue ventidue opere, e dall’aggiunta «Sub quinto Henrico floruit». [2]

Il Fabricius [3] dubitò che la glossa fosse di mano di Onorio, seguito anche da critici recenti, ma con l’opposizione di altri filologi. [4] In ogni caso, la notizia potrebbe essere ugualmente attendibile.

Se è certo che egli floruit durante il regno di Enrico V (1106-1125), resta problematico il luogo della sua nascita: che egli fosse Augustodunensis, ossia di Autun, nella francofona Borgogna, appare contraddetto da diversi indizi che lo vogliono di lingua tedesca e in particolare bavarese di Ratisbona. Infatti, egli utilizza in alcune opere – la Gemma animae e il Sacramentum – termini tedeschi [5] e mostra un particolare interesse per la geografia germanica.

Per giustificare questa possibilità si è pensato che l'appellativo di Augustodunensis indicasse la sua nascita ad Augst, presso Basilea, oppure ad Augusta, nella Svevia. La città di Ratisbona è citata nella sua opera Imago mundi, dedicata a un Cristiano identificato con l’abate Cristiano, rettore dal 1133 al 1153 del locale convento degli Irlandesi, del quale avrebbe potuto far parte anche il nostro solitarius – cioè monaco – Onorio: per questo motivo si è anche ipotizzato che egli avrebbe potuto essere di origini irlandesi e, dal momento che nei suoi scritti sono presenti anche notevoli influssi di Anselmo di Aosta - nell' Elucidarium e nello Speculum ecclesiae, che sarebbe stato composto proprio su richiesta di confratelli della chiesa di Canterbury - che egli abbia studiato nella scuola inglese di Anselmo.

Non vi è tuttavia alcuna prova che suffraghi tale ipotesi, tanto più che non occorreva frequentare la scuola di Anselmo per conoscere il suo pensiero, diffuso già in numerosi codici. Niente altro si sa della sua vita.

L'Elucidarium[modifica | modifica sorgente]

L'Elucidarium è la prima opera composta dal 1101 e il 1108 da Onorio. La data viene ricavata dall'osservazione che essa risulta già conservata nel 1101 nella biblioteca del convento benedettino di Blaubeuren, nel Württemberg. Lo scritto conobbe un grande successo: riportato in centinaia di codici, ebbe traduzioni e commenti per tutto il Medioevo. [6]

Si tratta di un dialogo diviso in tre libri, nei quali il discepolo pone una serie di domande al suo maestro. Il primo libro, De divinis rebus, contiene 203 domande con relative risposte concernenti Dio, la creazione, il peccato originale, l'incarnazione di Cristo, l'eucarestia, la redenzione. Nel secondo libro, De rebus ecclesiasticis, 106 domande affrontano problemi quali la provvidenza, il male, i sacramenti, la morte, gli angeli e i demoni. Nel terzo, De futura vita, 122 domande chiedono lumi sulla vita futura, sul paradiso, sull'inferno, sul purgatorio, sull'anticristo, sul giudizio universale e sulla resurrezione.

L'Elucidarium è debitore delle dottrine di Anselmo di Aosta e in particolare del suo Cur Deus homo, che fu pubblicato nel 1108. Le fonti di Onorio si ricavano direttamente dalle auctoritates, cioè dai nomi degli autori indicati nei margini del manoscritto: in essi sono riportati centinaia di auctores, soprattutto Agostino, Gregorio Magno e, appunto, Anselmo, dal quale trae la dottrina dell'incorporeità e non allocazione di Dio, la rappresentazione dell'universo come un palazzo [7] la teoria del demonio come angelo caduto, [8] e quella del creato inteso come lode a Dio, [9] la concezione dell'eucaristia. [10] È presente anche Iohannes Crisostomos, ossia Giovanni Eriugena, della cui De divisione naturae la propria successiva Clavis physicae rappresenta un sunto.

Nel complesso, anche l'Elucidarium è un sunto di «tutto ciò che era allora importante per l'umanità: la dottrina di Dio (libro I), della Chiesa (libro II), della vita futura nell'aldilà (libro III) [...] Mosso da una curiosità infantile, [Onorio] trovava una spiegazione simbolica più evidente di una spiegazione logica o casuale». [11]

L'Inevitabile e la Clavis physicae[modifica | modifica sorgente]

Dell'opera successiva, Inevitabile, sive de praedestinatione et libero arbitrio dialogus, Onorio redasse due versioni. La prima [12] ripete la teoria agostiniana della predestinazione, già esposta del resto nell' Elucidarium, secondo la quale solo la grazia può salvare l'anima umana, irrimediabilmente corrotta dal peccato originale; la successiva, seconda versione [13] sposa invece la tesi della centralità della libera volontà umana nella scelta del bene, esposta da Anselmo sia nel De libero arbitrio che nel De concordia praescentiae et praedestinationis.

Un altro fortunato scritto di Onorio, composto probabilmente tra il 1125 ed il 1130, è la Clavis physicae, che si apre con un'affermazione molto impegnativa: «Poiché vedo che non solo molti ignoranti, ma anche persone che brillano del fulgore della sapienza deviano troppo dal cammino della vera fisica, io mi accingo a ricondurre sulla via della verità coloro che voglione seguirmi lungo tutto ciò che il mio ragionamento, con l'aiuto della grazia divina, mi ha fatto vedere».

In realtà, però, la Clavis physicae è costituita per circa due terzi (parr. 1-315) da un ampio riassunto dei primi quattro libri del De divisionae naturae di Scoto Eriugena, mentre la seconda parte (parr. 316-529) è la copia integrale del quinto libro dell'opera di Eriugena: nell'opera del filosofo irlandese i primi due libri trattano soprattutto di logica e di teologia, il terzo di filosofia naturale, il quarto di antropologia e l'ultimo della teoria escatologica del ritorno delle creature a Dio.

Anche se nel 1225 papa Onorio III ordinò di bruciare come eretica l'opera dell'irlandese, lo scritto di Onorio godette di buona fortuna, contribuendo a diffondere il pensiero di Eriugena in Germania per gran parte del Medioevo, pur con i limiti di corretta esposizione che si riscontrano nella Clavis. [14]

L'Imago mundi[modifica | modifica sorgente]

Imago mundi, Norimberga, ca 1472

L'Imago mundi, che ebbe grande diffusione in tutto il Medioevo, come attestanto i più di trecento codici che la riportano, si compone di tre libri. Nel primo, secondo lo schema dei quattro principi che costituiscono la natura - terra, acqua, aria e fuoco - Onorio descrive la Terra, poi i mari e i fiumi, quindi i fenomeni meteorologici e infine quelli astronomici. Nel secondo tratta del tempo e della sua divisione, mentre nel terzo Onorio traccia un quadro della storia umana, dalla creazione fino ai tempi a lui presenti.

Le sue fonti sono Plinio il vecchio, Solino, Calcidio, Macrobio, Orosio, Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile, Elferico e Rabano Mauro: «Nell' Imago non c'è né l'ardimentosa sottigliezza di Guglielmo di Conches, né la raffinatezza di Thierry di Chartres. Eppure Onorio vi rivela un fondo naturalistico insospettato da chi lo intende come un torbido simbolista: ad Anselmo, ad Eriugena e ai Padri orientali menzionati con tanta venerazione nel proemio della Clavis physicae si affianca ora la tradizione scientifica latina di Calcidio e Macrobio». [15]

Vi è dunque in Onorio una caratteristica oscllazione tra un'interpretazione simbolica della natura, i cui fenomeni sono allegorie che rimandano a una spiegazione sovrannaturale, secondo l'indirizzo aperto in Germania da Rupert von Deutz, e un sincero interesse per la spiegazione razionale e la ricerca naturalistica, per la scienza che, scrive nel De animae exilio et patria, sottrae «l'uomo dall'esilio dell'ignoranza» per riportarlo «alla sua vera patria, che è la sapienza», pur se resta inteso che vera sapienza, per lui, è la conoscenza di Dio.

Se Onorio non disprezza la scienza e la dialettica degli scolastici, non è nemmeno un Adelardo di Bath o un Daniele di Morley, «pionieri della nuova scienza, educati secondo il modello dei medici-filosofi arabi»: [16] è un enciclopedista tradizionale, che unisce alla scienza possibile dei suoi tempi l'esegesi scritturale e l'interpretazione simbolica della natura.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Opere complete, PL CLXXII, coll. 39–1270, PL 40, coll. 1005-1032, PL 168, coll. 1195-1306, PL 193, coll. 1315-1372, PL 194, coll. 485-730, Parisiis 1855
  • Clavis physicae, edizione critica della prima parte (parr. 1-315) e introduzione di Paolo Lucentini, Roma: Edizioni di Storia e Letteratura, 1974

Filosofia[modifica | modifica sorgente]

  • Inevitabile I
  • Inevitabile II'
  • Clavis physicae
  • De cognitione vitae
  • Commentarium in Timaeum
  • Imago mundi
  • De libero arbitrio
  • Neocosmos
  • De philosophia mundi

Teologia[modifica | modifica sorgente]

  • Elucidarium
  • Sigillum beatae Virginis Mariae
  • Gemma animae
  • Eucharistion
  • Speculum ecclesiae
  • De incontinentiâ clericorum seu offendiculum
  • Commentarium in Canticum Canticorum
  • Commentarium in Psalmos
  • Commentarium in Ecclesiaste
  • Offendiculum
  • De vita vere apostolica
  • Summa gloria
  • Scala caeli
  • Sacramentarium
  • De haeresibus

Altre[modifica | modifica sorgente]

  • Summa totius historiae
  • Series romanorum pontificum
  • De luminaribus ecclesiae

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Onorio di Ratisbona, Cos'è l'uomo (dalla Clavis physicae) antologia a cura di Ernesto Mainoldi, Torino 1998

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il primo, rilevante studio sulla figura e l’opera di Onorio è costituito dall’ Honoris Augustodunensis. Beitrag zur Geschichte des geistigen Lebens im 12. Jahrhundert dell’Endres, edito nel 1906
  2. ^ Il testo è riportato in Migne, Patrologiae cursus completus, Ecclesiae Latinae, CLXXII, coll. 232 B – 234 A, Parisiis 1855. Le opere complete di Onorio sono ivi, coll. 39 - 1270
  3. ^ J.A. Fabricius, Bibliotheca latina mediae et infimae aetatis, II, Florentiae 1858, p. 258, alla voce Honorius Gallus Augustodunensis: «sive quod magis credo, amicus ejus subjecit»
  4. ^ Il Flint, The chronology of the works of Honorius Augustodunensis, in «Revue bénédectine», 1972, 83, ritiene autentica la glossa e le opere stilate in ordine cronologico
  5. ^ E. Rooth, Kleine Beitrage zur Kenntnis des sogenannten Honorius Augustodunensis, in «Studia neophilologica», 1939, 12, pp. 122-128
  6. ^ Su quest'opera, importante è il contributo di Yves Lefèvre, L'Elucidarium et les Lucidaire. Contributions par l'histoire d'un texte, à l'histoire des croyances religieuses en France au Moyen Age, Paris 1954
  7. ^ Elucidarium I, 12
  8. ^ Elucidarium I, 32
  9. ^ Elucidarium I, 26
  10. ^ Elucidarium I, 193
  11. ^ K. Flasch, Das philosophiscen Denken im Mittelalter. Von Augustin zu Machiavelli, 1986
  12. ^ Edita in J. Kelle, Untersuchungen über des Honorius Ineuitabile, Wien 1905
  13. ^ Edita in PL 172, c. 1197-1222
  14. ^ S. Gersh, Honorius Augustodunensis and Eriugena. Remarks on the method and content of the Clavis Physicae, 1987, è un sostenitore del fraintendimento di Onorio di parte delle teorie di Eriugena
  15. ^ L. Sturlese, Storia della filosofia tedesca del Medioevo, I, p. 110
  16. ^ H. Schipperges, Honorius und die Naturkunde des 12. Jahrunderts, 1958, p. 81

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • J. A. Endres, Honoris Augustodunensis. Beitrag zur Geschichte des geistigen Lebens im 12. Jahrhundert, Kempten-Munchen 1906
  • V. I. J. Flint, The chronology of the works of Honorius Augustodunensis, in «Revue bénédectine», 83, 1972
  • J. Kelle, Untersuchungen über des Honorius Ineuitabile, Wien 1905
  • Y. Lefèvre, L'Elucidarium et les Lucidaire. Contributions par l'histoire d'un texte, à l'histoire des croyances religieuses en France au Moyen Age, Paris 1954
  • K. Flasch, Das philosophische Denken im Mittelalter. Von Augustin zu Machiavelli, Stuttgart 1986
  • S. Gersh, Honorius Augustodunensis and Eriugena. Remarks on the method and content of the Clavis Physicae, in: W. beierwaltes (ed.), Eriugena Redivivus, Heidelberg 1987, pp. 162-173
  • P. Lucentini, Platonismo medievale. Contributi per la storia dell'eriugenismo, Firenze 1980
  • E. Rooth, Kleine Beitrage zur Kenntnis des sogenannten Honorius Augustodunensis, in «Studia neophilologica», 12, 1939
  • L. Sturlese, Storia della filosofia tedesca del Medioevo, 2 voll., Firenze 1990

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Onòrio Augustodunense la voce nella Enciclopedia Italiana, edizione online, sito treccani.it. URL visitato il 24/02/2012
  • Honorius of Autun la voce nella Catholic Encyclopedia, sito newadvent.org. URL visitato il 24/02/2012

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