Omoteleuto

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Tipico omoteleuto preso dal Liber di Catullo: Carmen I, "Dedica a Cornelio Nepote".

L'omotelèuto (o omeotelèuto) è una figura retorica che si ha quando due o più parole terminano alla stessa maniera o similmente.

Ha un equivalente sintattico nell'omeottoto, che consiste invece nel far terminare le parole con gli stessi casi.

La presenza di omoteleuti in un testo può causare, durante la copiatura di un manoscritto, un errore meccanico detto saut du même au même.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

  • "Vinco seu vincor, semper ego maculor " ("Che io vinca o sia vinto, sempre mi sporco");
  • "Advenio has miseras, frater, ad inferias" ("Giungo presso queste misere spoglie, fratello"), Carme 101 di Catullo;
  • "Immolabat auream victimam pulchram" ("Immolava una vittima, bella, dorata"), Bellum Poenicum di Gneo Nevio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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